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Tributo a Faust’O

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Fausto Rossi (nato a Sacile, in provincia di Pordenone, 1954), in arte Faust’O, schivo cantautore new wave, debuttò nel 1978 con l’album “Suicidio”. Faust’o e i Krisma si possono considerare i primi new waver italiani, in tal senso dei notevoli precursori rispetto agli anni Ottanta. Una musica nervosa, ossessiva, elettronicamente condita, anche un po’ oscura, sicuramente provocatoria o decadente, mentre ancora il punk 74-77 anglo-americano veniva assimilato in Italia e rimasticato con lentezza e ritardo. Un punk (più esattamente pop-punk) che all’epoca per altro non fu da noi preso molto sul serio, ma rimaneggiato all’italiana, quasi sbeffeggiato (auto-sbeffeggiato), assumendo quasi sempre connotati demenziali e ironici, puro divertimento orecchiabile; vedi la Bologna di Gaznevada (la loro “Mamma dammi la benza” è stata definita la prima canzone punk italiana, settembre 1977), Skiantos, Windopen, Kaos Rock etc. su fino a Kandeggina Gang, Hitler SS, Tampax e al Papank e la Mamank vanno in giro a dir che sono stank di avere un figlio punk... di un Andrea Mingardi Supercircus… E in fondo anche i milanesi Decibel di Ruggeri.
Il punk ideologico, cupissimo, anticommerciale e anticonformista e quello nichilista arriveranno solo nei primi anni Ottanta (un nome su tutti, i Nerorgasmo). Insomma, mentre in Italia nasceva il punk, Faust’o e i Krisma erano già al post-punk, prendendo ispirazione da artisti e stili (soprattutto David Bowie, Brian Eno e Roxy Music) che già avevano traghettato il punk (ancor prima del punk stesso) verso forme musicali più introverse, complesse, artistiche e sperimentali, mantenendo però le posizioni e le opposizioni più iconoclaste del punk, quello vero, specialmente nei testi.
Senz’affatto somigliarvi sia musicalmente o vocalmente, sia come personaggio, fu infatti per questo che Faust’O fu per un certo periodo definito il David Bowie italiano (erano gli anni della trilogia berlinese dove “Low” fu il grande spartiacque). Credo che in Italia non ci fossero altri a meritare questa analogia (davvero impegnativa). Nel 1979 uscì il secondo disco di Faust’o, “Poco zucchero”, che conobbe un certo successo grazie al traino di un 45 giri, la scanzonata bossanova elettro-wave Oh! Oh! Oh! (perfino coverizzata da Massimo Boldi!).
Faust’O andò per un po’ in televisione, apparve al Festivalbar (a piedi scalzi… ma non fu una novità, giacché icona del barefooting fin dal Sanremo del 1970 era già Sandie Shaw, idem Les Humphries Singers, quelli di Kansas City del 1974). Altri successi, meno fortunati forse, furono la rarefatta e splendida “Hotel Plaza” (Garbo, Scialpi et similia New Wave di quel tipo dovevano ancora venire) e  “Non mi pettino mai” (1980), cantata con piglio isterico alla David Byrne periodo Talking Heads ’77.
Altri dischi seguirono, ma già calavano la disattenzione e l’oblio dell’Italia “media”  (“J’accuse, amore mio” del 1982, “Out now”, 1983, l’omonimo “Faust’O”, prodotto da Alberto Radius e considerato il suo capolavoro.
Nel 1985 Faust’O cambia nome e si presenta con il suo nome di battesimo, semplicemente Fausto Rossi (album “Love story”). Altri quattro dischi, nei quali Fausto Rossi sperimenta anche con l’elettronica,  escono negli anni ’90 (“Cambiano le cose”, “L’erba”, “Lost and found”, “Exit”). Fausto Rossi è stato sicuramente trascurato dal grande pubblico, ma ha guadagnato e mantenuto una più durevole fetta di estimatori di qualità. Tra quel pubblico sono presenti un bel numero di musicisti che apprezzano e rispettano il suo lavoro. Alcuni di loro hanno voluto omaggiarlo con un doppio cd tributo (“Dentro questi specchi”) gratuitamente zippato e scaricabile all’indirizzo
“Dentro questi specchi” è un ottimo tributo (senza fare torto agli altri più o meno emergenti, segnalo la presenza di Stardog, Luca Cirillo de The Transistors (qui Creamyshoes), Egokid, Roulette Cinese e di un veterano di tutto rispetto qual è Maurizio Arcieri dei Krisma).
 
Questa la track-list…
DISCO UNO - Playing Old Tones:
1.suicidio - stardog
2.bastardi - creamyshoes
3.oh! oh! oh! - humpty dumpty
4.benvenuti tra i rifiuti - fabrizio tavernelli
5.hotel plaza - egokid
6.il lungo addio - chantalle
7.buon anno-  librairie ancienne
8.j'accuse... amore mio - humpty dumpty
9.piccolo lord - mirku
10.we turn away - system (feat. maurizio arcieri)
11.clouds over thin paper - joyello
12.funerale a praga - rumori dal fondo
13.exhibition of love - katya sanna
14.godi - kermit
15.forse anche noi - carlo demara
16.kleenex - tarr madì
17.vincent price - m.lle diane
18.ultimi fuochi - dead line
+ ghost track


DISCO DUE - Fausto in Delirio:
1.blues - the punisher
2.in tuo ricordo - ennio
3.perché il mio amore - mirku
4.ora che ho visto - iso
5.solo un respiro - andrea zampieri
6.il vuoto davvero - m.s.
7.exit - roulette cinese
8.(bonus track) remember fans - fiops
+ ghost track
Pubblicato il 08/02/2009 da Davide Riccio, per la rubrica MUSICA
Concetti principali nell'articolo: musica, intrattenimento, canto, dischi, musica rock, punk, Fausto Rossi, disco, Pordenone, Sacile, Italia.
Davide Riccio
Davide Riccio è nato nel 1966 a Torino, dove si è diplomato operatore turistico e in seguito educatore professionale. Qui vive svolgendo dal 1986 la professione di educatore in ambito psichiatrico e socio-assistenziale. Polistrumentista compositore e cantante autore di genere eclettico, ama da sempre ricercare e sperimentare ogni linguaggio musicale e strumenti di ogni sorta. Ha suonato e inciso dischi fin dagli anni ’80. Dal 1979 a oggi la sua musica è stata incisa su vinile e raccolta in oltre quaranta cd (ristampati dal 2007 per la propria label Unamusica). Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie e racconti, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi. Numerosi i siti internet che ospitano i suoi lavori. Ha scritto il romanzo “La banca dei Reincarnati”, la biografia “Il Musico” sull’omonimo Davide Riccio (Torino 1533-Edimburgo 1566), pubblicato le raccolte di poesie “Le occasioni perdute” (audiolibro-1997), “Povertissement” con prefazione di Sandro Gros-Pietro (Genesi editrice, 2006), “Sversi” (Libellula ed., 2008). Dal 1998 è stato inquirente ufologo, copywriter in pubblicità per una nota agenzia milanese e giornalista (La Val Susa, Torino Sera, Oblò di Livorno, numerose e-zines) occupandosi di cultura in genere e divulgazione. Attualmente si occupa prevalentemente di musica e interviste musicali.
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