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2008
10
Feb

Sogni e Delitti

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Cassandra era una figura mitologica che possedeva il dono della preveggenza. Più che un dono, forse, una maledizione, visto che le sue profezie erano sempre portatrici di terribili disgrazie.
Cassandra's dream è il titolo dell'ultimo lavoro di Woody Allen e della barca che i due fratelli protagonisti del film (Colin Farrel e Ewan McGregor, entrambi bravissimi) acquistano e che diverrà il luogo del compimento della loro tragedia.
Il regista sembra interessarsi ad una visione ai limiti del nichilismo della nostra società. Vengono distrutti gradualmente il nucleo familiare, i legami di sangue, l'etica, il valore della vita. In tutto questo non c'è però nessun processo catartico, quanto la presenza di un pessimismo che aleggia, grigio e cupo come le atmosfere londinesi fotografate da Vilmos Zsigismond, su tutta la storia.
Allen sembra essere molto più vicino a Shakespeare che ai classici greci nella sua rivisitazione della tragedia, filmicamente adotta le strutture del noir e costruisce una narrazione che affida ai singoli il procedere drammaturgico della storia.
E' infatti il personaggio di Colin Farrell ad avvicinarsi di più alla figura di Cassandra con le sue continue previsioni di un futuro che, dopo il compimento di un atto terribile, non avrà nulla di buono da offrire a lui e al fratello.
Anche gli elementi di Shakespeare confluiscono nel personaggio di  Farrell, con i suoi sogni sanguinosi, i morsi della coscienza, i fantasmi che vagano nella mente.
Allen racconta attraverso uno stile ormai scarno, essenziale, ridotto all'osso. La narrazione è tesa, con ellissi temporali e stacchi del montaggio che riducono ancora di più la struttura filmica allo stretto necessario per la costruzione intellegibile di una storia. E in questo Allen dimostra quasi una glacialità autoriale nel voler raccontare solamente l'indispensabile, eliminando qualsiasi elemento risulti essere superfluo.
Incredibilmente però alcune sequenze e alcune situazioni si aprono ad una ironia improvvisa che nasce dalla stessa sostanza tragica della vicenda. In alcuni momenti il dramma vissuto dai personaggi fa sorridere, ma non perché ci siano battute o momenti comici, quanto perché è la maschera umana ad avere la capacità di trasformare anche le vicende più drammatiche in qualcosa di lieve.
In Sogni e Delitti non vi è lo stesso coinvolgimento umano ed emotivo di Match Point, perché la glacialità di Allen si riversa anche nel rapporto empatico dello spettatore con lo schermo, ma rimane un altro quadro disperato sulla natura umana e la sua eterna debolezza, con un destino implacabile e cinico nel rovinare i sogni e le speranze di chi tenta di sfidarlo.
 
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:: Emiliano Bertocchi
Mi chiamo Emiliano Bertocchi. Sono nato a Roma il 22 giugno 1979. Perchè scrivo? Credo sia questa la domanda a cui debba rispondere. Scrivo perchè ne ho bisogno. Niente di più e niente di meno. Scrivere non è un hobby, o uno svago, o una cosa da fare tanto per fare. Almeno non per me. Io ne Sento il bisogno. Quando sto male, quando mi rode, quando sono incazzato, quando vorrei distruggere qualsiasi cosa ho davanti, quando amo, quando sto fuori, quando vivo. L' altra volta sono andato a un reading di poesie e mi sono accorto che leggere le mie poesie davanti ad altri è stato come andare in giro a raccontare a degli sconosciuti la propria vita. Preferisco stamparle e farle leggere le mie cose, piuttosto che leggerle io stesso. C'è meno intimità. E poi il lettore ritrova sempre se stesso nelle pagine che legge ed è preferibile che non si specchi troppo con chi le ha scritte. Scrivere è la mia libertà, il foglio bianco è la mia Anarchia, perchè lì sono veramente libero di poter dire, essere e fare tutto quello che voglio e come lo voglio. Gli scrittori che mi hanno fatto iniziare sono stati Charles Bukowski e Jack Kerouac. Grazie. E un grazie anche alle parole... le mie dolci amiche... vi prego non lasciatemi... non lasciatemi mai.
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