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2007
27
Ott

Giorni e nuvole

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Locandina Giorni e nuvole
 
Raccontare la realtà, la nostra realtà, è ancora possibile. Coglierne i legami umani, trasformare il dramma di una coppia borghese in un quadro della nostra società, dei dubbi che adesso come non mai l'attanagliano. Trasformare la sensazione di disagio, di precarietà economica ed esistenziale in un film, allontanandosi però da quell'altro modo di mostrare le cose, quel lavoro di abbellimento e allo stesso tempo di impoverimento che tanta fiction e tanta televisione ci sta spacciando come la vera realtà, costruendo i propri salotti sorridenti, glorificando falsi eroi di un giorno, creando i mostri dei quiz e dei reality e relegando i problemi di un'intera nazione sempre più ai margini di ogni schermo, di ogni rappresentazione, di ogni documento visivo quanto informativo.
Soldini parte da una coppia borghese e ne disintegra gradualmente tutte le certezze. La casa, il lavoro, il loro rapporto. Molte cose iniziano a crollare dentro e intorno a Elisa e Michele. E più perdono quello che possedevano più si accorgono di come il mondo intorno sia cambiato, sia diventato famelico e indifferente. Ma la storia che racconta Soldini è ancora più cinica e cattiva, perché ad affrontare il precariato non è una coppia di ventenni-trentenni che ancora non trovano lavoro e si devono adattare a quello che capita, ma sono due persone che si stanno avvicinanando alla piena maturità e che vedono dissolversi completamente il mondo (affettivo quanto materiale) che avevano intorno. Non è un caso poi che Elisa si sia da poco laureata in storia dell'arte e che Michele, quando le confessa di essere senza lavoro, con la testa fra le mani, quasi disperato, le urli - "sono due mesi che non produco". Perché è questo l'orrore della nostra società, se non si produce non si è nulla, non si vale nulla. E produzione è sempre qualcosa legato ad una attività industriale mentre l'arte, la letteratura, tutto l'universo di studi umanistici sono solo cose superflue, inutili, da portare avanti nel tempo libero. Con questi due personaggi Soldini centra in pieno la crisi di una società che non ha più valori (morali quanto culturali) e che vede distruggersi quelli in cui, una parte di essa, aveva creduto.
Giorni e nuvole è di un realismo sconcertante, soprattutto per la capacità con cui riesce a cogliere, dal punto di vista umano, il nostro presente. E lo schermo diventa allora uno specchio (senza deformazioni, senza forzature, senza abbellimenti) nel quale guardarsi e vedere quello che abbiamo intorno e quanto sta succedendo. Raccontare la realtà, al cinema, è un modo per renderla oggettiva, concreta, racchiusa davanti ai nostri occhi. Per questo l'empatia emotiva è così forte, la storia di Elisa e Michele non ha nulla di diverso da quella di tanti altri. La loro storia ci riguarda da vicino. E forse, proprio per questo, fa così male.

 

 
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:: Emiliano Bertocchi
Mi chiamo Emiliano Bertocchi. Sono nato a Roma il 22 giugno 1979. Perchè scrivo? Credo sia questa la domanda a cui debba rispondere. Scrivo perchè ne ho bisogno. Niente di più e niente di meno. Scrivere non è un hobby, o uno svago, o una cosa da fare tanto per fare. Almeno non per me. Io ne Sento il bisogno. Quando sto male, quando mi rode, quando sono incazzato, quando vorrei distruggere qualsiasi cosa ho davanti, quando amo, quando sto fuori, quando vivo. L' altra volta sono andato a un reading di poesie e mi sono accorto che leggere le mie poesie davanti ad altri è stato come andare in giro a raccontare a degli sconosciuti la propria vita. Preferisco stamparle e farle leggere le mie cose, piuttosto che leggerle io stesso. C'è meno intimità. E poi il lettore ritrova sempre se stesso nelle pagine che legge ed è preferibile che non si specchi troppo con chi le ha scritte. Scrivere è la mia libertà, il foglio bianco è la mia Anarchia, perchè lì sono veramente libero di poter dire, essere e fare tutto quello che voglio e come lo voglio. Gli scrittori che mi hanno fatto iniziare sono stati Charles Bukowski e Jack Kerouac. Grazie. E un grazie anche alle parole... le mie dolci amiche... vi prego non lasciatemi... non lasciatemi mai.
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