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2007
16
Apr

La leggenda di Layana

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Idea di Carlo Presotto, direttore artistico de La Piccionaia – I Carrara, Teatro Stabile d'Innovazione, curato e sviluppato dalla compagnia stessa. Con Titino Carrara, Flavio Albanese, Michela Ottolini, Carlo Presotto, Paola Rossi, Giovanni Tufano, Rachele Colombo. Rappresentato a Vicenza in Villa Valmarana ai Nani l'11 e il 12 aprile 2007.

Nella splendida Villa Valmarana di Vicenza, costruita intorno al 1669, si svolge questo spettacolo itinerante che si propone d'essere, nello stesso tempo, occasione per valorizzare l'ambiente storico-artistico e momento d'incontro, anche fantastico, tra le persone.
Gli spettatori, suddivisi in quattro gruppi, vengono accompagnati nelle varie stanze dove un personaggio è pronto ad accoglierli e a raccontare la storia delle 17 statue dei nani affacciati alle mura delle tenuta e dello sventurato amore della principessa Layana.
Circondati da meravigliosi affreschi di Gianbattista e Giandomenico Tiepolo, di cui citerei almeno il ciclo pittorico delle "Sale del Tasso" ispirate alla Gerusalemme Liberata, dove in un'atmosfera rarefatta e luminosa si raggiungono tratti di raffinatissima sensualità, si incontrano Arlecchino, Pulcinella, Colombina che, ognuno rispetto al suo carattere, al suo ruolo, alle sue conoscenze, racconta la strana storia di una principessa bellissima ma minuscola.
Ritroviamo interpreti di spicco tra cui Titino Carrara, Carlo Presotto e Flavio Albanese, uomini di teatro che indagano un lavoro legato alla narrazione, alla drammaturgia contemporanea, al teatro ragazzi e alla maschera: si coglie la volontà di ritrovare un folclore tradizionale, delle leggende che possano ancora appartenerci.
Il gioco con la maschera anche in quest'occasione assume un ruolo importante: gli attori indossano le celebri e bellissime maschere dei Sartori, in cui traspare sicuramente un lavoro sul corpo molto consapevole ma, a volte, si ha la sensazione che il loro immaginario sia rimasto legato solo alla tradizione della Commedia dell'Arte e, in qualche modo, a dei suoi leziosismi', rischiando di non coinvolgere lo spettatore proprio per una certa rigidità stilistica (o per il poco tempo che si ha a disposizione per conoscere ciascun personaggio).
Genuina e generosa invece l'interpretazione di Giovanni Tufano, Pulcinella, in cui probabilmente, proprio per una maggiore spontaneità, la maschera appare in lui più viva, forte e sincera.
Gli ospiti, dame e cavalieri', sono intrattenuti in modo garbato, elegante e divertente in un gioco che appare suggestivo all'interno di questi spazi che già di per sé raccontano storie.
Al termine di questo viaggio tutti i partecipanti si riuniscono nel giardino della villa dove intonano le note di una canzone, dolce come il suo nome, Layana, e per un attimo si ha l'impressione di vederla, per un attimo il confine tra sognio e realtà si fa sottile.

 
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:: Giulia Baldassari
Giulia Baldassari comincia il suo apprendistato teatrale presso il Liceo Artistico A. Martini di Schio con l’attore Cesare Bonanno, dedicandosi in particolare all’improvvisazione, il mimo e il grammelot. Durante gli anni del liceo si occupa di percorsi di lettura con le scuole assieme al progetto Lilliput. Nel 2002 collabora con la compagnia Pantakin di Venezia per l’organizzazione del festival estivo. Si iscrive al DAMS Teatro di Bologna dove per tre anni lavora al Gibus Teatro con la regista Vladimira Cantoni affrontando il teatro di ricerca. Nel 2006 conosce il mascheraro Giorgio De Marchi con cui collabora alla realizzazione di spettacoli, laboratori, mostre… Questo incontro le da anche la possibilità di focalizzare la sua tesi di laurea su un argomento a lei caro: la maschera neutra, punto di partenza per una recitazione sentita e sincera. E’ recensionista teatrale per la rivista on-line KULT underground dove collabora con Anita Miotto, con la quale porta avanti un percorso artistico teatrale di sperimentazione rispetto ai nuovi media, alla danza e alla drammaturgia.
MAIL: vai.giulia@libero.it
 
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