:: Home » Numeri » #127 » MUSICA » Roulette Cinese
2006
5
Feb

Roulette Cinese

media 3.63 dopo 2460 voti
Commenti () - Page hits: 11k

La roulette cinese (titolo di un film di Fassbinder del 1976) è un gioco della verità in cui bisogna scoprire l'identità di una pesona (scelta tra i presenti) attraverso una serie di domande. In questo modo si massacrano verbalmente otto personaggi borghesi che hanno buoni motivi per odiarsi. Infine uno sparo, non ha importanza chi muore. Lo meriterebbero tutti. “Roulette cinese” è anche un ensemble teatral-musicale di Vercelli: Joe Raggi e Betty Cembrola (voci – parole sonore) già attori per "Compagnia Teatro della Contraddizione", Milano, allievi di Renzo Casali, Paolo Baltaro (basso e rumori elettrici), produttore artistico del cd "Che fine ha fatto baby love” e degli ultimi due dischi degli Arcansiel (un gruppo di musica prog), Elvin Betti (batteria) ex batterista Amici di Roland e Aeroplani Italiani, Francesco Perugini (chitarra) ex chitarristadi Altera Verba,
Fabrizio "Cit" Chiapello: chitarra/guitar synth.
Nascono inizialmente da un’idea di Joe Raggi e Betty Cembrola come "progetto teatrale" con contaminazioni musicali, per definirsi negli anni come un gruppo “tecnorock teatrale” fatto di suoni elettronici, musica suonata, proiezioni, recitati.
Tra i loro spettacoli, da segnalare quello legato all’ultimo lavoro in studio Che fine ha fatto baby love? in cui una coppia di attori, prima di essere ricoverati in un centro di igiene mentale, decide di fare l’ultimo show, un viaggio delirante dalle tinte elettropunk per la regia e le immagini del clip-artista Alessandro Amaducci.
 
Alcuni brani si possono ascoltare su:
 
Discografia
1995: Musiche per lo spettacolo teatrale Don Giovanni (Festival Opera Prima – Rovigo)
1996: Ritmi globali(compilation) – Esse Music;
1997: Rock targato Italia (artisti vari: C.S.I, Carmen Consoli, Afterhours, Marlene Kuntz ecc.) – Polidor/Polygram;
1999: Feedback – Rassegna Internazionale di musica indipendente (compilation) – Town music;
2001: The Music Scout 2001 (compilation) – New Scientist;
2002: Invasioni – Progetto musicale su testo di Manlio Sgalambro (artisti vari: Skiantos, Patrizio Fariselli project, Splatterpink ecc.) – Iradidio compilation, Volume I – Iradidio records;
2003: Operazione Palco Vol.1 (compilation)
2004: Che fine ha fatto Baby Love? (Toast Millenium)
2005: To-Potlach (compilation a cura di Enzo Palatella, tra cui Statuto, Mao, Daniele Brusaschetto).
 
 
Davide

Il nome del gruppo è il titolo dell’omonimo film del regista tedesco R.W. Fassbinder. Il perché di questa scelta? C’è di mezzo qualche massacro verbale anti-borghese?

Joe
 
Fassbinder è in assoluto il nostro regista preferito e “Roulette Cinese”, oltre ad esserci piaciuto come nome, sintetizza bene la nostra idea di teatro: un piacevole gioco al massacro psicologico (senza aver paura di farsi male perché, in fondo, rimane sempre un gioco) .
 
Davide
 
Chi sono stati i vostri più remoti ispiratori, sia per le musiche, i suoni, sia per il teatro o i testi? Chi o cosa ha inciso maggiormente nella vostra identità artistica oggi?
 
Joe
 
Se dovessi farti dei nomi sarebbe un elenco lunghissimo perché il nostro è stato e continua ad essere un progetto aperto, formato da un gruppo di persone molto eterogeneo per cui, anche se più o meno inconsapevolmente, credo che ognuno abbia portato il proprio background musicale e non.
L’intento comune, comunque, è sempre stato quello di trovare un “nostro” modo di fare musica.
 
Davide
 
Dal teatro a una forma più versatile di spettacolo: come siete giunti alla vostra attuale originale formula? Si può definire un’evoluzione di quello che è già stato il teatro-canzone?
 
Joe
 
Sicuramente anche il teatro-canzone fa parte del nostro background ma, in verità, quello che abbiamo cercato di fare con i Roulette Cinese è molto più vicino al mondo del rock che a quello cantautorale ed, in fondo, i nostri sono sempre stati dei concerti, non degli spettacoli teatrali.
Io e Betty abbiamo semplicemente portato nei concerti dei Roulette Cinese la nostra passione per il teatro, cercando di lasciare allo spettatore un proprio spazio mentale creativo, che riteniamo necessario (perlomeno nella ricostruzione “personale” di una storia o filo conduttore volutamente lasciati frammentari).
 
Davide
 
So che amate David Bowie… Vi sottopongo a una scelta atroce: la Terra è spacciata, si stanno preparando delle sonde contenenti testimonianze del nostro pianeta da lanciare nello spazio a futura testimonianza… In vari cd musicali, per ragioni di spazio, si potrà mettere soltanto una track-list di dieci sue canzoni e a voi è stato dato il compito di sceglierle…
 
Joe
 
E’ una crudeltà portarne solo dieci ma ci proviamo:
Heroes, Warszawa, Yassassin, Space oddity, Ashes to ashes, The hearts filthy lesson, Ziggy sturdust, Time, Station to station, Sons of the silent age (ma solo un pazzo potrebbe affidarci un compito simile!)
 
 
 
Davide
 
E una vostra soltanto… E perché?
 
Joe
 
“Teledramma” perché credo sia il pezzo più “roulettiano” che ci sia uscito.
 
Davide
 
L’anno scorso Enzo Palatella ha coordinato e realizzato un progetto molto interessante, il cd To-Potlach, in cui un’ottima manciata di artisti e gruppi torinesi o piemontesi ha rifatto vecchie canzoni di altri artisti e gruppi torinesi e dintorni, da Rita Pavone ai Perturbazione, Blind Alley, Fratelli di Soledad, Mirafiori Kidz, Nerorgasmo… Voi, con Iso, avete – se non ricordo male, fatta una cover del cantautore Mario Congiu. Non il solito disco di cover dei famosi, ma un debito omaggio tra “pari” di ieri e di oggi, ancora (e forse per fortuna) ignorati da un certo deteriore mercato che, però, ahimè, è nondimeno universale nel nostro caro Stivale… Torino, una città che avrebbe invece non poco da offrire musicalmente a un’Italia musicalmente sempre più asfittica e ritrita…
 
Joe
 
Quando è nato il progetto Roulette Cinese gran parte dei nostri musicisti erano dell’hinterland milanese e, all’epoca, Milano riusciva ancora ad offrire un panorama musicale interessante. Da un po’ di tempo, invece, il fermento artistico più stimolante del nord Italia proviene proprio dalla capitale piemontese che credo abbia trovato un modo di vivere il proprio malessere decisamente più costruttivo. Non a caso gruppi che oggi sono riusciti ad abbattere la barriera dei confini “underground” ne hanno fatto un punto di forza.
Quando Enzo ci ha chiesto di partecipare alla compilation “To-Potlach” abbiamo voluto scegliere “Pretesto” di Mario Congiu proprio perché, oltre ad essere un brano splendido, è apparentemente molto distante dai Roulette Cinese.
Per noi è stata sicuramente una delle sfide più stimolanti che ci sono capitate e credo che, in qualche modo, abbia portato nuova linfa al gruppo.
 
 
Davide
 
Cosa state preparando per quest’anno?
 
Joe
 
Nel gruppo ci sono stati alcuni cambiamenti decisivi. Betty ha deciso di lasciare definitivamente il mondo della musica e, di conseguenza, anche i Roulette Cinese, mentre Iso è entrato stabilmente nel progetto. Adesso c’è molta voglia di provare a sperimentare il più possibile la forma “canzone” (nel senso più stretto del termine), proprio perché, in parte, distante da ciò che abbiamo fatto fino ad ora.
Come ho già scritto sul nostro blog, è necessario poterci ancora stupire e divertire suonando, per cui se un giorno venissero a mancare questi presupposti, i Roulette Cinese non avrebbero più senso di esistere.
 
Davide
 
Con chi vi piacerebbe collaborare in futuro?
 
Joe
 
Ci sono molte persone che stimiamo musicalmente ma non è nello spirito del progetto porci dei limiti.
 
Davide
 
Scrisse Cioran: “Se avessi ceduto alle lusinghe della musica, ai suoi richiami, a tutti gli universi che ha suscitato e distrutto in me, da tempo avrei perduto la ragione”. Cosa vi fa pensare?
 
Joe
 
Non ho mai letto nulla di Cioran ma, visto che me ne hai parlato, mi sono un po’ documentato e ti rispondo con un suo aforisma:
 
Davide
 
Divagando un po’… Dal vostro spettacolo al vostro sito (che mi ricorda l’interno dei padiglioni psichiatrici, ove per altro io ho lavorato per anni), si direbbe che siete interessati alla realtà della malattia mentale… In che modo? Un trafiletto sulla Stampa del 27 dicembre 2005 informava quanto segue di uno splendido gesto stravagante, forse arbitrariamente interpretato contro la libertà, il diritto personale di esprimersi in modo sicuramente insolito, ma innocuo: Un torinese di 57 anni, S.G., ha spalmato ieri due barattoli di Nutella sul cofano e sulla fiancata della propria auto sostenendo che si abbinava bene al colore, il rosso.
E’ successo sulla Torino-Milano, nella stazione di servizio di Villarboit. L’uomo ha comprato un primo barattolo da 3 chili ed ha iniziato a spalmare il cofano, poi, dopo averlo terminato, è rientrato nel market, ha acquistato un secondo contenitore ed ha proseguito la spalmatura sulla parte sinistra dell’automobile. E’ intervenuta una pattuglia della polizia stradale che ha chiesto un intervento sanitario: l’automobilista è stato portato all’ospedale di Vercelli per essere visitato.
David Weeks del Royal Hospital di Edinburgo ha invece condotto lunghe ricerche che l’hanno portato a concludere che gli eccentrici sono destinati a vivere più sani, sia fisicamente, sia psicologicamente. Peccato che la società, come dimostra la notizia più sopra, abbia al riguardo ben altre idee… Avete elaborato una vostra visione artistica e di vita della follia, e cosa avete metabolizzato della “follia” comunemente pensata tale come “lezione di vita” più sana?
 
Joe
 
Nella nostra società i pensieri e le azioni che non rientrano in alcuno schema tendono ad essere catalogati come folli o, nel migliore dei casi, come “diversi”. Io credo che la diversità possa, in alcuni casi, fornire una chiave di lettura molto interessante della realtà. Sono pienamente convinto che non esista una sola verità perché non esiste un unico modo di vedere le cose…quindi ben venga una “sana follia” se può aiutarci a vederle da una nuova angolazione per poter annullare l’effetto di preconcetti esistenti.
E’ una cosa che ho imparato proprio nei Roulette Cinese. 
 
 
 Davide
 
Che ne pensate di questa Italia…? Per intenderci, quella delle intransigenze del giustizialismo personale o della galera per uso personale di marijuana e avanti… Così continuando, verrà il giorno in cui anche certe forme artistiche verranno bandite come immorali, diseducative, violente, corrotte…? Avete presente, quando certi regimi esiliavano compositori giudicati come dei degenerati (Sostakovic e Hindemith, per esempio… Figuriamoci! Pensate se avessero avuto a che fare con Throbbing Gristle o Sid Vicious!).
 
Joe
 
Battiato canta in “Ermeneutica”:
“gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente
s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo
si inventano democrazie…”
Credo che in questo brano sia fotografata una realtà davvero sconfortante che ci tocca tutti molto da vicino e, purtroppo, non riguarda solo il nostro Stivale.
Ci sono forme di dittatura molto più sottili e pericolose ma, in fondo, la storia ci ha sempre insegnato che nessun regime, fino ad ora, è stato in grado di cancellare in modo definitivo ciò che precedentemente aveva cercato di bandire. Mi auguro che, anche in questo caso, la regola non faccia eccezioni.
 

Ti ringrazio per la bella chiacchierata.

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 197 millisecondi