:: Home » Numeri » #139 » LETTERATURA » Orgianas - Daniela Bionda
2007
4
Feb

Orgianas - Daniela Bionda

media 2.93 dopo 1111 voti
Commenti () - Page hits: 5250

Daniela Bionda, attraverso la lettura de "Le torri del cielo" di Danilo Scintu, dichiara di aver "strappato un velo" sulla memoria di un popolo. Con lei riprendono forma e vita le nude pietre di torri nuragiche, quali testimoni attraverso il tempo. Storia e leggenda fecondano la sua fantasia in echi di lontani misteri che si ripropongono accomunando tutta la perduta conoscenza di una primordiale, mitica umanità. Un universo riprodotto o, meglio, la necessità di riprodurlo nelle disposizioni architettoniche, ad evidenziare l'oltre, una comune e remota origine astrale. La PTM Editrice, dapprima fautrice di stimoli verso nuovi approfondimenti, diviene poi, per l'autrice, approdo editoriale per dare alle stampe tre novelle in un volume.  Ad "Orgianas", che si potrebbe considerare un romanzo breve, fanno seguito altri due racconti: "Selene e l'ultimo rifugio" e "Il viaggio di Kia". Radicata, come il suo popolo, in una cultura insulare, di antichi pastori guerrieri le cui origini si percepiscono romanticamente, sussurrate dal vento lungo frastagliate, aspre coste, ci narra di antiche tradizioni rappresentate in modo epico, ma facendo ricorso a precisi contesti storici. Con Orgianas si tenta di riprodurre un possibile scenario dell'invasione romana e conseguente latinizzazione dell'isola. Nell'episodio di Selene ci s'inoltra nella decadenza dei conquistatori e la successiva occupazione da parte dei Vandali sull'agonizzante sfondo di un impero che, con Romolo Augustolo, segna beffardamente la sua fine. Kia, infine, è ambientato durante l'espansione dell'impero ittita ed i relativi contrasti con i faraoni egizi. I shardana, popolo del mare e antichi migratori dell'Asia minore, sono sempre presenti sullo sfondo di ogni narrazione. Tradizione e mito si snodano attraverso antiche grotte, le Domus de Janas, dove una benevola strega, o fata che si voglia, segue con apprensione le sorti del suo popolo. Occupata ad impartire iniziatici misteri della natura alle sue adepte, si bagna sovente alla Sacra Fonte per invocare la Grande Madre ed il Dio Toro, predice eventi e non rinuncia persino a strani infusi per fomentare l'incubazione di qualche visione. Janas, Grande Sacerdotessa che somministra anche cure mediche, oltre ad avere specifici poteri taumaturgici, indossa una tunica color porpora, consona al prestigio del suo ordine e, a tal proposito, si evidenzia che furono gli stessi shardana ad insegnare ai Fenici le tecniche d'estrazione della porpora da un mollusco, ovvero la "Corra". L'autrice descrive molto bene usi e costumi della quotidianità dell'epoca in uno stile che assume, talvolta, tratti un po' troppo documentaristici. Spiega, peraltro, il tessuto sociale della sua isola, dalle città stato delle coste all'entroterra, dove si trovavano tribù come i sardi pelliti, artefici, attraverso la guerriglia, di una ferrea resistenza ai tentativi di penetrazione perpetuati dai romani. Ricorrono rituali magici e conoscenze esoteriche qua e là palesati come patrimonio ed insegnamento tramandato da antichi popoli biblici, quelli prima del diluvio. Funghi Mascau, stati di trance indotto ed erbe sul braciere riportano a taluni sciamani che eravamo abituati a pensare perduti, ma piuttosto tra le steppe asiatiche o le radure americane. Lecci, agrifogli ed odorosi ginepri contornano nelle descrizioni la tuttavia selvaggia e pulsante natura della sua amata Sardegna. Una certa tensione da melodramma ravviva la trama quando si entra nel merito delle vicende amorose e dei relativi lutti dei protagonisti. La risonanza di Puccini si perde tra ultramillenarie pietre che celano, del vivere, luoghi propri della stessa infanzia dell'autrice nel ricordo di una nonna che intonava un'aria… La stessa nonna che, tra una preghiera e l'altra, raccontava antiche filastrocche in sardo arcaico su vestali ed i relativi riti in acque consacrate. Amore e morte segnano il loro corso tra gli eventi ed infine personificano esaltazione e tragedia con Nail, giovane guerriero vichingo che, divenuto mercenario al seguito dei Vandali, approda in Sardegna per innamorarsi della vestale Selene. L'amore che travolge ogni cosa, rinnega gli stessi dèi e si erige sommo sacerdote incompreso dagli uomini e che per mano degli stessi troverà morte. Amanti che si ritroveranno dentro un bozzolo, avvinghiati in un eterno abbraccio; dapprima forgiati l'un l'altro nell'amore carnale e poi nello sguardo di Uro, il falco che sorvola il cielo guidando la loro vista all'unisono, laddove gli stessi dèi scrutano il mondo.

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Enrico Pietrangeli
Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie ''Di amore, di morte'', pubblicata in versione cartacea (Teseo editore - 2000) ed in elettronica (Kult Virtual Press - 2002), collabora con giornali, riviste e siti internet da diversi anni. Presente sulla scena romana della poesia sin dagli anni Ottanta, ha curato anche rassegne e spettacoli, come Poesia da Bruciare (Pozzo degli Angeli-2002 e Teatro della Forma – 2003) e il “Sicilia Poetry Bike” nelle edizioni 2008 e 2009. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all'opera di alcuni autori poco conosciuti, come Agusto dos Anjos, Delmira Agustini, Josè Maria Eguren ed altri. Redattore di Controluce e dell’Osservatorio Letterario, gestisce il sito ''Poesia, scrittura e immagine'' [www.diamoredimorte.too.it]. Ha recentemente pubblicato il suo romanzo d’esordio ''In un tempo andato con biglietto di ritorno'' (Proposte Editoriali – 2005) con una seconda edizione in elettronica (Kult Virtual Press - 2007) e una nuova silloge poetica dal titolo “Ad Istanbul, tra pubbliche intimità” (Il Foglio-2007)
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 183 millisecondi