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2006
30
Nov

La calda notte dell'ispettore Tibbs - John Ball

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"Alle 3 meno 10 del mattino, la città di Wells era immobile, sprofondata nel caldo". E' l'incipit di questo libro che, comparso la prima volta nel 1965 e vincitore, fra gli altri, del premio Edgard Allan Poe, conserva, a distanza di tanto tempo, una freschezza narrativa ed una originalità soprattutto per il plot. Siamo nella cittadina di Wells dove, il giorno del'omicidio del direttore d'orchestra Mantoli, arriva a visitare la madre Virgil Tibbs, un ispettore di polizia californiano che, per errore e/o perché negro, viene arrestato. Chiarito l'equivoco, a Tibbs viene affidato il compito di coadiuvare nelle indagini l'inesperto capo della polizia locale Gillespie. Un binomio difficile da amalgamare, in considerazione della diversità del colore della pelle, perché nella Carolina i negri possono dormire solo negli alberghi distanti otto chilometri dalla città, non possono entrare nei bar, né stare seduti in un autobus. Sono considerati violenti, rossosi, ribelli, luoghi comuni che, con questo romanzo l'autore smonta facilmente perché il poliziotto Tibbs è colto, elegante, usa un linguaggio forbito, legge libri, coordina , in maniera impeccabile, le indagini che porteranno all'arresto dell'esecutore materiale del delitto, ridando la serenità ai cittadini di Wells. La bravura dello scrittore risiede sia nel fatto che dà vita ad un romanzo poliziesco che coltiva, siamo negli anni '60, la speranza di una integrazione dei negri,esprime una netta condanna verso l'apartheid, un romanzo liberal, che nell'imbastire una trama narrativa ben congegnata, sapientemente costruita. Un libro dal quale fu tratto l'omonimo film al registra Norman Jewison e che vinse cinque Oscar; nel ruolo del poliziotto l'attore Sidney Poitier. L'autore ambienta la storia nella piccola cittadina descrivendo pochi luoghi e sempre chiusi: la sede della polizia, la cella dove erroneamente va a finire il poliziotto Sam, la villa degli amici del maestro ucciso. Ball non concede spazio alla retorica e si avvale di dialoghi brevi, intensi e coincisi. Usa frasi secche, asciutte per passare da un capitolo al successivo, tenendo il lettore con il fiato sospeso per tutta la storia .L'autore descrive molto bene , e questo rappresenta una novità per quell'epoca, le tecniche investigative della polizia, contiene nozioni di medicina legale, di diritto, di anatomia . Un volume dove lo scrittore dimostra di saper usare "i ferri del mestiere"offrendoci un libro perfetto, destinato, così come in passato, a "durare"in futuro.

 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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