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2006
9
Nov

Jackass

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Gli allegri ragazzi di Jackass hanno veramente molta fantasia. Trovare sempre un nuovo modo per farsi del male, per rompere i coglioni al prossimo o per degradarsi fisicamente non è cosa facile. Le idee comunque non sembrano mancare. Tra l'infilarsi macchinette su per il culo e vomitare in ogni luogo, tra il tirare wasabi con il naso e far partire razzi dal proprio culo il tempo sembra scorrere in maniera fantastica per loro. Cioè, questi ragazzi sembrano spassarsela un casino. Le serate magari le passano a casa di uno di loro ridendo come scimmie per i vari tentativi di farsi del male. Tra scorregge, botte, sgommate dimmerda sulle mutande e coni gelato al gusto piscio questi ragazzi sanno proprio come divertirsi.

Ma guardiamoli meglio, analizziamoli con un po' di distacco, non lasciamoci intimidire da quello che vediamo sullo schermo. Cerchiamo di essere razionali.

Il film, per prima cosa, non è un film. Nel senso che non esiste una sceneggiatura o altro, ma ci troviamo davanti solo ad un montaggio di svariate sequenze in cui i nostri ragazzi si sfondano nelle maniere più impensabili. Quindi già questo prodotto non ha nulla di cinematografico, è solo un passaggio dalla televisione al grande schermo per guadagnare più soldi.

Poi cerchiamo di vedere più approfonditamente quello che fanno questi ragazzi. Alcune scene sono anche interessanti, a me hanno ricordato alcuni passaggi dei romanzi di Palanhiuk. Per esempio quando alcuni se ne vanno vestiti da panda in giro per Tokio o quando si truccano da vecchi e ne fanno di tutte i colori in città. Ecco magari in questi casi c'è anche una parvenza di critica all'ordine costituito o di messa in luce dei paradossi della società che potrebbero far riflettere lo spettatore. Naturalmente solo quello più esigente, quello che magari crede che la distruzione di ogni ordine prestabilito possa portare dentro di sè qualcosa di positivo o rivoluzionario.

Poi abbiamo la parte di scene di chiara matrice masochista. In queste scene provare dolore è l'unico fine delle azioni dei ragazzi. Prendendo sempre come punto di riferimento Chuck Palanhiuk il discorso però cambia notevolmente rispetto a prima. Mentre i personaggi di Chuck ricercano il dolore come possibilità di una migliore conoscenza di se stessi, qui i ragazzi di Jackass provano dolore solo per divertirsi e fare qualche stronzata. Le immagini di loro che si mettono degli elettrodi sui coglioni o si tagliano la pelle con un foglio di carta e la successiva ilarità che queste azioni comportano mi hanno fatto ricordare quando a casa, con i miei amici (magari un po' stonati), ci divertivamo per qualsiasi cazzata facessimo. Cioè lo spirito è lo stesso, solo che qui è tutto portato verso l'estremo.

E non perdiamo poi di vista il vero fine di ogni loro azione.

Il divertimento, potremmo pensare.

Forse.

Ma il denaro mi sembra la risposta migliore.

Qui che si colgano i paradossi della nostra società o che si provi dolore, non c'è mai nessuno che poi rifletta su quanto ha fatto. Il toccare il fondo, il degradarsi, il sottomettersi non è mai illuminazione o presa di coscienza. E' solo spettacolo.

E' quindi un modo per guadagnare soldi.

Il circo di Jackass (con tanto di freak) è solamente un altro modo di fare spettacolo. Molto furbo. Le riprese sono tutte fatte con una videocamera in spalla (quindi si usa il digitale), gli attori-stunt sono sempre gli stessi, le trovate (eccetto alcune più elaborate) sono di facile realizzazione.

Quello su cui hanno giocato gli inventori di questa serie è il mostrare cose che non andrebbero mai mostrate, nè tantomeno fatte. Jackass è un esempio lampante di come pur di guadagnare soldi si è disposti a fare di tutto. Magari potreste pensare che invece di andare a lavorare tutti i giorni è meglio guadagnare soldi ficcandosi automobiline in culo, potrebbe sembrare anche eroica come cosa, ma come ho detto qui la coscienza delle proprie azioni è inesistente. Anzi queste cose vengono fatte proprio perchè è l'incoscienza a comandare. Resti ben chiaro quindi che il terreno sui cui si gioca tutto il film è sempre quello ludico, qualsiasi critica alla società può solo essere vista dall'esterno, come dicevo prima.

E infine una breve carrellata sui personaggi che ci accompagnano in questa indimenticabile esperienza.

Johnny Knoxville. Il capo a quanto sembra e anche uno dei più audaci. Si fa sparare con un fucile con proiettili non letali, gli piace soprattutto farsi male cadendo. Masochista doc.

Chris Pontius. Uno dei mie preferiti, meglio noto come Party Boy. Chris è uno che mentre cammina per strada gli piglia la botta da matto. Ti si avvicina, fa partire lo stereo, si spoglia quasi nudo (a parte un minuscolo tanga) e si mette a ballare. Ha un faccia simpatica e sta fuori di testa. Esibizionista doc.

Steve-O è completamente esagitato. Anche lui è molto attratto dalle esperienza anali o più estreme. Riesce a pipparsi il wasabi condendo tutto con una bella collassata. Ha un tatuaggio enorme sulla schiena con il suo stesso volto. Lo immagini perennemente drogato da mattina a sera. Fattone doc.

E infine il tipo più inquietante di tutti, Bam Margera che a quanto ne so è un ottimo skater. Allora la cosa assurda è che questo Bam fa delle scenette in casa sua in cui sono coinvolti i genitori. Cioè è come se uno avesse un figlio che si porta gli amici a casa con la telecamera e ti rompe i coglioni in continuazione. Qui ci sarebbe da riflettere su quale sia stata l'eduzione impartita a questo ragazzo. La scena più allucinante è quando mette un alligatore in casa solo per far dire alla madre la parola "cazzo". Coglione doc.

E infine l'ultima cosa che mi frullava per la testa. Quanto di tutto quello che vediamo è vero? Non tanto per le cose che fanno ma per quanto riguarda chi si ritrova coinvolto nei loro divertimenti. Infatti molte scene sembrano essere state riprese di nascosto e in altre i nostri ragazzi si divertono a sfondare negozi, macchine, tutto quanto. Ora mi chiedo, chi ha pagato tutto questo? Cioè veramente questi sfondano le cose e poi scappano senza che nessuno si incazzi? Naturalmente no, ci sarà qualcuno (i produttori) che ripagherà le cose distrutte. E questa è la cosa più paradossale del film. Si distrugge per guadagnare. Si fa dello spettacolo attraverso il nichilismo. Così adesso il capitalismo è riuscito a sfruttare anche uno dei pochi comportamenti antisociali che lo potevano arginare.

Diffidate quindi da chi fa spettacolo distruggendo oggetti o più semplicemente se stesso.

Perchè è solo un ennesimo circolo vizioso da cui non è possibile uscire.

 
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:: Emiliano Bertocchi
Mi chiamo Emiliano Bertocchi. Sono nato a Roma il 22 giugno 1979. Perchè scrivo? Credo sia questa la domanda a cui debba rispondere. Scrivo perchè ne ho bisogno. Niente di più e niente di meno. Scrivere non è un hobby, o uno svago, o una cosa da fare tanto per fare. Almeno non per me. Io ne Sento il bisogno. Quando sto male, quando mi rode, quando sono incazzato, quando vorrei distruggere qualsiasi cosa ho davanti, quando amo, quando sto fuori, quando vivo. L' altra volta sono andato a un reading di poesie e mi sono accorto che leggere le mie poesie davanti ad altri è stato come andare in giro a raccontare a degli sconosciuti la propria vita. Preferisco stamparle e farle leggere le mie cose, piuttosto che leggerle io stesso. C'è meno intimità. E poi il lettore ritrova sempre se stesso nelle pagine che legge ed è preferibile che non si specchi troppo con chi le ha scritte. Scrivere è la mia libertà, il foglio bianco è la mia Anarchia, perchè lì sono veramente libero di poter dire, essere e fare tutto quello che voglio e come lo voglio. Gli scrittori che mi hanno fatto iniziare sono stati Charles Bukowski e Jack Kerouac. Grazie. E un grazie anche alle parole... le mie dolci amiche... vi prego non lasciatemi... non lasciatemi mai.
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