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2006
9
Nov

Noi Marziani - Philip Kindred Dick

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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo cercato di comprendere chi è diverso da noi. Con tenacia o, in certi casi, con leggerezza abbiamo tentato di immergerci nella mente di un altro.

Ma che sensazione dà il vivere i pensieri, il guardare le proiezioni mentali, il provare i sentimenti di un diverso per eccellenza ovvero di un malato mentale?

Se avete nutrito questa curiosità o la sperimentate ora la potrete soddisfare in pieno leggendo le pagine di questo romanzo futuristico e nello stesso tempo straordinariamente realistico e attuale di Philip K. Dick.

Sarà un viaggio inquietante questo fondersi del vostro essere con quello del piccolo e autistico Manfred: vedrete ciò che i vostri occhi di "sani" non vi consentono di scorgere. Sarà una caduta verso l'inferno dell'uomo, verso l'alienazione e la desolazione del futuro dove niente germoglia e tutto è rovina. Sarà il percorso di alcuni personaggi del libro tra cui Jack, alter ego dell'autore, vittima di attacchi di panico e di allucinazioni (magistralmente descritti) ad abbattere sempre più le barriere tra la realtà e l'immaginazione in un gioco perverso e ipnotizzante.

Jack è il prodotto di una società che classifica, svilisce, stritola l'individuo.

Un personaggio a cui ci si affeziona subito, fragile, bisognoso d'amore, che si sforza di superare i suoi problemi e che, con tenacia ammirevole, cerca di emergere dalla sua schizofrenia per raggiungere la sponda della vita sana.

Una vita che, seppur misera, vale sempre la pena di essere vissuta. Così continuiamo a sorvolare insieme a lui i deserti sconsolatamente ostili di Marte, osserviamo i canali, la chiusa di scarsa e lenta acqua marrone e siamo circondati da insegnanti meccanici che, con le loro menti sterili, schematizzano e cristallizzano ogni cosa; siamo i testimoni di una società che si rifugia in un conformismo nevrotico per sfuggire al caos della propria vacillante identità.

Cosa è rimasto dell'umanità? Come si farà ad uscire dal buio di un'esistenza vuota, mediocre, artificiale?

La risposta è nel finale di questo coinvolgente romanzo che lascia il segno.

E' un finale sommesso, pacato, quello di Dick.

Un finale che non sembra proporci nulla ma che, a guardare bene, tra le righe, ci spiega che la salvezza è stata sempre a portata di mano.

E' la comunicazione, l'amicizia, l'unione, il dono salvifico che noi uomini dobbiamo tutelare per poter aspirare ad un futuro migliore.

 
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:: Carlotta Servidei

Carlotta Servidei nata a Roma, autrice di prosa e poesia è stata premiata a vari Concorsi Letterari tra i quali si distinguono “Il volto della natura” premio indetto dall’Accademia Internazionale di Urania (Vi) anno 2002, “L’angolo del poeta” premio indetto dall’Ufficio Cultura del Municipio Roma 3(Rm) anno 2002, “Ungaretti edizione quarta” premio indetto dal Centro Studi Agorà di Acerra (Na) anno 2002, “Scriviamo un libro insieme 2002” premio indetto da Penna d’Autore (To) anno 2002. Pubblicazione di aforismi in due edizioni curate da Domenico Cara (Laboratorio delle Arti di Milano) (Mi) anno 97 anno 98. Pubblicazione di un’opera di narrativa “Rincorrendo la felicità” in e-book a cura della redazione Corbec anno 2003. Poesie, racconti inseriti in antologie e riviste. Collaborazione con riviste per esordienti.


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