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2006
19
Set

Girl Power? Mah...

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(spot FIAT IDEA)

 

Regia di Rachel e Fabrice Carazo per Buddy Film

Agenzia: Leo Burnett

Direzione creativa di Riccardo Robiglio e Paolo de Matteis

Con Ugo Giordano e Lucia Carapellese

La prima volta che lo vedi, questo spot quasi infastidisce, ti domandi se per caso non rappresenti un momento di follia dei pubblicitari, qualcosa scappato di mano, uno scivolamento impensabile in una campagna che dovrebbe mirare al rilancio. Disturba, aspetti con ansia la fine. Ci sono delle donne di diverse età, hanno l'aria bellicosa, urlano per strada e, all'improvviso, si mettono a fare una sorta di "danza Maori" con movimenti che richiamano anche quelli di certe eroine dei manga giapponesi. Una sfida. Un esplicito inno al "girl power". Un richiamo alla battaglia che si conclude con un'esaltazione del mestiere di mamma che pare assolutamente forzata, la guerriera Maori piega il passeggino, sale sulla sua Fiat Idea e parte mentre il bambino tira fuori la lingua. "Ci vuole una bella grinta per essere mamme, oggi, e ci vuole un'idea". Dice la voce fuori campo, naturalmente femminile, che accompagna gli ultimi secondi dello spot mentre le scritte in sovrimpressione descrivono le caratteristiche della vettura (se l'avete perso, cosa che ritengo assai improbabile, potete vederlo qui http://www.fiat.it/cgi-bin/pbrand.dll/FIAT_ITALIA/showroom/showroomModel.jsp?categoryOID=-1073763055).
Visto  sul grande schermo, fa paura. Ti aspetti di incrociarle, queste amazzoni arrabbiate  e di essere costretto a fuggire. Un bel coraggio questa campagna, ho pensato. E' così fuori moda un richiamo a una "bellicosità" femminile da barricate anni '70 che sarà difficile far arrivare il messaggio. Sono immagini che ti prendono a cazzotti, non suadenti come quelle che di solito veicolano i modelli di certe automobili, o anche genialmente controcorrenti, come alcune sperimentate negli ultimi anni.  Queste donne che ballano la "Haka", una vera danza popolare Maori, sembrano così violente o anche solo così inutilmente agguerrite da suggerire l'idea di una realtà dove devi portare costantemente l'armatura. Suggeriscono una minaccia incombente,  sommergono di antiche paure. Lo spot ha anche provocato un piccolo incidente diplomatico e la Fiat è stata accusata di sfruttare la cultura Maori in modo poco appropriato, per approfondire questa vicenda inusuale potete leggere questo articolo http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=57293  oppure questo http://www.lilloperri.com/lilloperri/article.asp?article_id=1727&accesso=newsletter dove si ipotizza quasi che si tratti di una strategia della Fiat quella di creare incidenti diplomatici con le sue campagne pubblicitarie per fare in modo che se ne parli. Non credo sia una strategia vincente. Questo spot alla fine rimane in mente,  lo hanno trasmesso con tale invadenza che sarebbe stato matematicamente impossibile non memorizzarne alcuni dettagli, vedendolo e rivedendolo, qualcosa si fissa, qualche elemento scompiglia. Se si è di cattivo umore o qualcosa è andato storto nella giornata, la visione di queste "Mamme-combattenti" può persino strappare un sorriso, ma ho dei seri dubbi sulla sua efficacia e, di sicuro, non resterà nella storia degli spot più belli. Probabilmente ci voleva un'idea migliore.

 
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:: Francesca Mazzucato
Francesca Mazzucato vive fra Bologna e la Liguria. Laureata in lettere moderne, specializzata in biblioteconomia con un master al Parlamento Europeo, è scrittrice e traduttrice. Ha pubblicato tra gli altri: Hot Line (Einaudi 1996), Relazioni scandalosamente pure (Marsilio 1998, finalista al premio Fiesole e al premio Un libro per l'estate), Amore a Marsiglia (Marsilio 1999), Diario di una blogger (Marsilio 2003, finalista al premio Argentario Narrativa Donna), Storie illecite di perdizioni e diseredati (LietoColle 2003), La sottomissione di Ludovica (Borelli 2004), Enigma veneziano (Borelli 2004), L'Anarchiste (Aliberti 2005), Confessioni di una coppia scambista (Giraldi 2006), Train du reve (Giraldi 2006). Un suo racconto è contenuto nell'antologia Suicidi falliti per motivi ridicoli, Coniglio editore,2006. Ha scritto il saggio Louis Brauquier, (Kult Virtual Press 2006.) Ha vinto il premio fiuggi – erotismo e scrittura. È tradotta in Francia, Germania, Grecia e Spagna. Collabora a riviste letterarie e siti internet.
 
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