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2011
5
Ott

Una Tempesta Di Parole - Salvatore Contessini

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Lietocolle, 2011
 
Dovrei tacere su Contessini perché di parte.
Credo che mi accomuni a lui – ma forse lo auspico soltanto o persino me lo auguro - la condivisione di un medesimo relativismo esistenziale, che nel campo poetico sfocia in un analogo accanimento sulla parola affinché esprima ben oltre quello che deve e può. Un'ostinazione proseguita da lui di silloge in silloge – siamo alla quinta- allo scopo di piegare ciascun lemma all'impossibile dovere di trovare "il fulcro" e finalmente puntellare la dimensione spazio-temporale e quella del cuore, sempre in bilico sul baratro del silenzio e del vuoto.
Il principio di contraddizione sovrasta il mondo: le cose sono in sé ed altro da sé. Si può concepire una sola ipotesi: la perfezione si realizza nell'istante in cui il dato si oppone a se stesso.
Per questo nuovo lavoro, Contessini, immerso nella "tempesta" delle parole, un alfabeto d'etimo silente, con il quale tenta di imbrigliare il nonsenso e dissipare l'oscurità, chiama a raccolta i compagni di penna affinché lo supportino nello stretto tragitto verso la chiarificazione che inevitabilmente mancherà, continuando la lingua, la passione e la mente a esistere in un dove assente/ privo di punti di conforto.
Sfilano all'imbocco della pagina, i versi che gli sono rimasti delle tante frequentazioni poetiche, quasi tutte niente affatto virtuali, che vogliono anche essere, come afferma nella sua nota finale, un omaggio alla Poesia.
Ma tornando alla sua poetica, Contessini non cerca rimedi facili e illusioni fittizie e difatti ci informa che le palpebre rifiutano/ il filo del miraggio. Senza disperazione, porterà i suoi passi in avanti come suo dovere e suo destino.
Charles Baudelaire, nel sonetto Correspondance, è convinto che l'uomo passa attraverso il mondo della natura come in una foresta di simboli che gli parlano in un linguaggio confuso. Spetta al poeta l'interpretazione di queste voci per donarci una conoscenza intuitiva delle verità dell'universo.
Nella raccolta, per Contessini, la verità è liquida. Inafferrabile. Nessun segreto, che è poi onnicomprensivo, con alcun mezzo può essere svelato.
La resa è evidente, seppure narrata a ciglio asciutto e nel modo più analitico e freddo possibile: una sua coerente peculiarità espressiva che mi piace definire asettica, come se operasse sul vocabolario con taglio chirurgico.
Ma cos'è che disarticola il flusso dell'attendibilità dell'esperienza sensoriale e quella della propria intimità?
Innanzi tutto, la mutevolezza del reale indica che non è possibile afferrarlo, in quanto esso si protegge con paludamenti e finzioni. Inoltre il rapporto con ciò che è non è diretto ma mediato da uno specchio deformante, sulla cui superficie tutto si rifrange. Quello che percepiamo è dunque solo un riflesso, ombre che si susseguono sul muro della grotta, come nel mito della caverna di Platone.
Il quesito che ci portiamo dentro sul senso della nostra durata lo scioglierà l'ultimo istante di vita, quando imboccheremo –qualunque essa sarà- la strada del già stato, benché Contessini si cimenti a implorare il tempo che allontani il più possibile il calice della fine.
E allora, l'esistenza sarà sempre sostenuta dal dubbio, come recita il titolo della terza sezione della raccolta e anche la presenza sulla terra di un poeta non modificherà le cose, vivendo la sua eternità nella lunghezza dei versi di ciascuna pagina, che lascia comunque sulla sabbia segni effimeri.
Come sempre, il libro di Contessini è curatissimo. Dà la sensazione di entrare in uno dei quadri di De Chirico dalle geometrie perfette, formalmente austere, che trasmettono inquietudine nel loro assetto solenne. Nessun cedimento al lirismo e una densità stilistica inusuale: i testi di Salvatore entrano in un progetto formale e poetico rigoroso da cui l'autore, sin dagli esordi, non si è mai allontanato, confermando ancora una volta la saldezza affascinante delle sue architetture.
 
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:: Fortuna Della Porta
Fortuna Della Porta è nata a Nocera Inferiore (SA), scrittrice, poeta e critico letterario. Ha pubblicato quattro raccolte di versi: Rosso di sera, ed. Il Calamaio -2003- Diario di minima quiete, ed. LietoColle -2005- Io confesso, ed. Lepisma –2006- Mulinare di mari e di muri, ed. LietoColle, 2008. Un poemetto di circa 1000 versi, Canto Primo, è apparso sul periodico letterario Poiesis. Numerosi i testi in antologie e in rete. In prosa: Scacco al re è opera teatrale per le edizioni Carta e Penna, 2006. I racconti: Ritratti, Oèdipus edizioni, 2007 e Labirinti, e-book, kultvirtualpress, 2007. Articoli e saggi compaiono con regolarità sui maggiori periodici letterari sia cartacei sia on line. Numerosi i premi e le segnalazioni. È iscritta al P.E.N. club Italia. Laureata in lettere, ha insegnato per alcuni anni. Vive stabilmente a Roma.
WEB: www.fortunadellaporta.it
 
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