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2011
17
Lug

Intervista con Nerocapra

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Genere: Death Metal / Metal / Thrash
Posizione: Torino, Italia.
 
Metal estremo influenzato da gruppi anni '80 come Hellhammer, Kreator, Sodom… I Nerocapra si formarono nel 2003 e dopo un lungo periodo di silenzio ecco il loro primo atteso CD in bella confezione digipack con booklet, distribuito in esclusiva dalla F.O.A.D. records
www.foadrecords.it (acquistabile sulla pagina "e-store".
 
Mirco Rizzi_guitar/voice
B:_drum
Dne_guitar/voice

Previous Members:
Giamma_drum
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Nerocapra began in 2003 formed by Mirco Rizzi and Dne. The two, already active for years in the experimental noise scene, have with this project decided to return to their musical roots: heavy metal. After a long lethargic period, in 2007 the drummer Giamma joined the band. In a few months 9 songs were written and in 2009 they started to play dates in northern Italy. The first cdr demo came out the same year, self-produced, with graphic design that expressly puts in mind the old 80's/90's cassette demos. The sound of the band is broadly inspired by the extreme metal of those years. In march 2010 the line up changed, B: is now the new Nerocapra drummer. In may 2011 Nerocapra's debut album come out: "Vox Inferi". Distributed exclusively by F.O.A.D. records. www.foadrecords.it
 
 
(40 minuti di video di un live allo Spazio 211 di Torino, 4 maggio 2011.
 
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Davide
Ciao Mirco. Dopo molti anni di sperimentazione, di elettronica e di noise music, sei tornato al primo amore: l'heavy metal.  Un heavy metal dalle sonorità più estreme e underground. Anzitutto perché il nome Nerocapra?
 
Mirco
Il nome Nerocapra è stata una idea di Dne, mi è subito piaciuto, richiama molte delle tematiche che affrontiamo e, soprattutto, è in italiano.
 
Davide
Dunque… il primo amore non si scorda mai, dice il detto popolare. Ora una ricerca di una università di New York ne spiega il perché: il primo innamoramento attiva in modo del tutto nuovo i circuiti neuronali dell'ansia e della paura, provocando così una sorta di "trauma", una reazione biochimica nelle aree del cervello che regolano i meccanismi della dipendenza ed è per questo, "che quell'esperienza resterà per sempre marchiata a fuoco dentro di noi". Forse lo stesso potrebbe succedere con la musica, chissà… Cosa ha significato per te scoprire l'heavy metal da ragazzo, suonarlo e cosa ancora significa?
 
Mirco
Ricordo che il mio primo approccio al metal o comunque al rock più estremo è stato attraverso l'ascolto dei Motorhead nel 1986 con il brano "Locomotive", brano facente parte della colonna sonora utilizzata da Dario Argento per "Phenomena", forse l'ultimo bel film del regista italiano, a parer mio... quasi subito però ho avuto voglia di scoprire ed ascoltare altre band del genere.
I Motorhead con i loro ritmi serrati e quella voce al vetriolo mi avevano rapito... fino ad allora ascoltavo moltissima musica classica (attraverso i miei fratelli) e del rock di Elvis (amato da mio padre), ma io volevo di più, più energia, più cattiveria.
L'approccio con la chitarra e con la musica suonata l'ho avuto un anno più tardi, spartiti musicali ne giravano già in casa (i miei fratelli suonavano l'organo liturgico) e così dopo qualche mese di lavoro estivo riuscii a comprarmi una chitarra classica, poi finalmente l'elettrica e un amplificatore usato Steelphone da 20 watt dal fratello di un mio amico che suonava il basso e che adorava i Venom, i primi Metallica e una miriade di bands molto vicine a quello che stavo cercando e consideravo estremo.
In realtà l'heavy metal classico non mi è mai quasi interessato e tanto meno l'hard rock, tutto era troppo patinato e non cattivo quanto volevo quindi subito decisi che volevo suonare roba distorta, pesante, veloce... mi emoziona come 25 anni fa, mi fa sudare, mi scarica, mi dà modo di esprimere molte delle idee su cui baso la mia vita, mi fa sentire vivo...
 
Davide
Vi siete formati nel 2003 ma il vostro esordio su cd è arrivato dopo otto anni. Sono successe però un mucchio di altre cose nel frattempo, tra cui la tua Into my bed records… E poi Ashtool, All Scars Orchestra, Ich Niente e altri progetti. Qual è il filo di "Arianna" che ti guida in un labirinto di produzioni musicali così diversificate?
 
Mirco
L'estremo. L'oscuro. L'introspettivo.
Ricordo una chiaccherata durante uno dei tour fatti come Ashtool, mio personale progetto, dove si parlava appunto di questo... la musica ad oggi per me, anche se può essere ariosa, melodica, perfino giocosa e "ammiccante" deve aver sempre quella sorta di coscienza dell'inquietudine... diverse sono le cose che suono anche perchè mi sembra tremendamente castrante suonar sempre lo stesso "genere" ma il tutto deve avere sempre quel filo conduttore, forse perchè la musica per me è l'espressione più vera di quello che io penso della vita in genere e della condizione in cui l'uomo è costretto, per ovvii motivi, ad esistere.
 
Davide
Ci presenti la band? Chi è B: e… Dne vuol restare tale all'interno di questo progetto, con questo nome sigla, o si può dire chi è (tutto finora lascia supporre che non voglia farsi tanto facilmente riconoscere)? Per altro anche nel videoclip non è mai stato ripreso in volto…
 
Mirco
B: è un bravissimo batterista, forse uno dei più bravi che ho in contrato nella mia "carriera" musicale oltre ad essere un amante dell'estremo musicale.
Ci ha visto suonare nei dintorni di Verona nel 2009, gli siamo piaciuti e quando abbiam avuto bisogno di un nuovo drummer ha risposto ad un nostro appello sulla rete... Dne è un amico e un musicista da una vita, un amante del metal anni 80/90 e della musica in genere... ideale "spalla" per bangare su un palco e pensare "distorto".
Entrambi tendono a dividere nettamente i loro progetti musicali, da qui il fatto di usare anche pseudonomi ed il voler rimanere "anonimi" in qualche modo...
 
Davide
Ecco, veniamo al videoclip "Heaven smiles" e ai… denti che vi si vedono… A proposito, ho trovato il nome di una band di Biella che è semplicemente geniale: Trash'n'Dente… Scherzi a parte…  I denti sono legati alla forza e all'aggressività… E sono, per la psicologia, uno strumento di presa di possesso (mordere, afferrare strettamente con le fauci) che ha lo scopo di esaudire "il desiderio". E poi vengono in mente cose come The dentist di Brian Yuzna, Denti di Salvatores, Teeth di Mitchell Lichtenstein e tutta la carica visionaria e psicotica di varie fobie legate ai denti… Perché vi avete inserito quelle immagini?
 
Mirco
In realtà "Heaven smiles" parla di come tutte le persone che ci circondano possano, con il giusto sorriso, farci credere qualsiasi cosa... parla della rabbia che può scaturire nello scoprire che un sorriso può celare la più infame bastardata, parla del fatto che tutti noi siam succubi dell'utilizzo della nostra bocca, dei nostri denti per poter ammaliare, per poter sedurre, per poter far quasi tutto alla gente che ci circonda... che ne pensi dei politici e dei loro sorrisi alla folla? La gente fa di tutto per aver un bel sorriso...
 
Davide
Gabbia di contenzione, per esempio, è un elenco di terribili strumenti di tortura usati dalla Inquisizione… ed è una inequivocabile presa di posizione contro chiunque ha ucciso o continui a uccidere nel nome di un dio.
Death Metal… Il death (come dice la parola stessa, in italiano "morte") è solito narrare argomenti come morte, dolore e sofferenza, a volte anche in maniera grottesca o satirica. Sono queste le tematiche che preferite per i vostri testi, cantati sia in inglese, sia in italiano e perché?
 
Mirco
Sicuramente, e non in modo satirico.
Nerocapra è imperniato su questi concetti, la base per poter apprezzare altri sentimenti... non suonerei questo genere se non vedessi che la base della nostra esistenza si basa sulla coscienza del dolore... abbiam bisogno di urlarla...
 
Davide
Perché "Vox inferi"… Inferi o infero (dal latino infërus "che sta sotto") è un termine che assume diverse accezioni e distinti significati. Che significato ha per te e per Nerocapra?
 
Mirco
"Vox inferi" è il concetto che racchiude i testi di tutto l'album... per noi il pensiero della gente " che sta sotto", che non c'è più, che è morta.
Non un pensiero negativo, ma , un pensiero reale, concreto, con cui l'uomo nella sua storia ha dovuto imparare a convivere, nell'illudersi della sua immortalità.
 
Davide
Sono personalmente affascinato dalla cosiddetta voce death o brutal death, caratterizzata dal "growl" cupo e "raschiato". Io non riesco a farlo per più di trenta secondi… Poi mi parte la gola a colpi di tosse. C'è una tecnica di canto per produrre questo forte suono gutturale senza "farsi del male" alle corde vocali? Forse bisogna usare più il diaframma che la gola?
 
Mirco
Sinceramente non so cosa risponderti... non mi sono mai molto interessato alla voce e alle tecniche di utilizzo della stessa... sicuramente dopo 2 o 3 scalette in sala prove la mia voce ha bisogno di tregua... e non riuscirei mai a cantare e trattare alcune tematiche con una voce "pulita"!
 
Davide
Nel romanzo Nova Express di William Burroughs in cui appare per la prima volta il termine heavy metal come metafora degli stupefacenti, si fa riferimento all'uso di suoni registrati come mezzo per liberarsi da una vita programmata e dall'alienazione causata da un mondo sempre più meccanico. Cosa sono per te i suoni?
 
Mirco
Il modo principe per me di non rimaner intrappolato in un corpo di carne ed ossa...
 
Davide
Concerti?
 
Mirco
Stiam organizzando un tour ad Ottobre 2011 che dovrebbe toccare la Francia, il Belgio, l'Olanda e forse altre nazioni europee... in Italia suonerem in autunno/inverno...
 
Davide
A cosa stai lavorando ora e per i prossimi mesi?
 
Mirco
Molti sono i progetti che sto seguendo...mi sto dedicando al mio personale studio di registrazione e al mio prossimo cd con il progetto Ashtool, oltre a far uscire alcune produzioni con la Into my bed recordings (vedi il progetto "Neumi" libro + audio cd coprodotto con te e con Genesi casa editrice)...
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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