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2011
8
Lug

Intervista con Bisca

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BISCA
presenta
EVOLUZIONI
 
Nei negozi e su iTunes
dal 28 giugno 2011

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Il nuovo disco di inediti di BISCA arriva a 5 anni di distanza dall'ultimo lavoro a nome della band.
EVOLUZIONI. Evoluzioni in senso antropologico di una musica che trova la sua ragione di essere nella ricerca continua di altre soluzioni o se preferite di soluzioni altre al grigio conformismo imperante.
È sempre il corpo, la fisicità, il movimento, il cardine intorno a cui ruota tutta la musica di Bisca, e questo aspetto di "cinesi dell'anima" in questo disco viene se possibile esaltato attraverso un robusto incremento dei bpm (battiti metronomici).
Il gruppo riparte da sonorità ed intuizioni degli inizi (suoi e della scena del periodo) intravedendo in quell'ambito stimolanti spunti per una possibile evoluzione del linguaggio non addomesticato. Punti di partenza, quindi, sprucidi, poco concilianti, nervosi, acidi, perfetti per raccontare i nostri tempi malati di narcosi da iperstimolazione, i nostri tempi intossicati da format mentali e comportamentali, i nostri tempi segnati dalla cultura delle cover e dal suono delle Marie di turno.
Perfetti a raccontare, dicevo, ma anche ambiziosi di volerli superare, questi tempi!
La musica è vita ma la vita ha bisogno di ben altra musica!
Evoluzioni però anche nel senso più leggero di  "acrobazie", "piroette", "esercizi ginnici". Ardite performance di musicisti  che scelgono di giocare con le note e le parole (ad esempio costruendo uno stupefacente testo sul nesso che unisce una Lavatrice ad un Generale…) e che non disdegnano dal vivo l'improvvisazione.
Evoluzioni anche per quanto riguarda l'aspetto più strettamente produttivo, con incursioni fuori e dentro la rete e dilatando i tempi ed i confini del progetto.
Insomma: EVOLUZIONI!
 
Ufficio Stampa
Casi Umani srl
www.casiumani.it
 
 
Un grazie a Paola Conforti
Casi Umani srl
 
Note biografiche
 
All'inizio era Biska per testimoniare la passione del gruppo per il suono caraibico; poi gli incontri ravvicinati con ambienti mitteleuropei ne accentuarono l'interesse verso un suono metropolitano. Ma qualsiasi genere o definizione starebbero stretti al suono dei Bisca. Un suono che il gruppo ha inseguito e consolidato nella sua tumultuosa e viva esperienza e che di genere, o di "generico" ha ben poco, visto che rivendica ancora e sempre la sua unicità. Gli ingredienti però sono chiari: la musica nera (tutta), il rock, il punk, certa musica iterattiva, il gusto (iper)melodico.
Dopo la fortunata partecipazione ad importanti festival europei inizia la sua avventura live nel continente. Questo è anche il momento in cui l'attività all'estero si allarga considerevolmente (con la partecipazione alla Biennale di Barcellona. tour in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Belgio, Ungheria, Olanda e Guadalupe per il Waka Festival) e ciò comporta un progressivo abbandono della scena nostrana.
In questi anni, che vanno dal 1983 al 1989, Bisca registra e pubblica 3 album e 2 ep, distribuiti anche in Europa.
"Tripobondè", in cui Bisca incontra i percussionisti senegalesi di Doudou N'Diaye Rose, è lo spettacolo realizzato in Francia nel 90 che segna l'inizio di un nuovo periodo artistico con la pubblicazione di 2 CD fondamentali - 'IL TOPO' e 'LA BOMBA INTELLIGENTE' - e di una serie di singolari contaminazioni: "Note scunusciute", scritta a quattro mani con Nino D'Angelo; il Mix "Sottattacco dell'idiozia" con Almamegretta e 99Posse; il sodalizio Bisca-99Posse dal 93 al 96 con oltre 400 concerti e primo gruppo italiano nato dal basso a raggiungere le classifiche dei dischi più venduti (cd: 'INCREDIBILE OPPOSIZIONE TOUR' e 'GUAI A CHI CI TOCCA'); "Allah", cantata dai Musicisti del Nilo nel CD 'LO SPERMA DEL DIAVOLO'; la performance "Le parole del cielo basso" che vede la partecipazione di Licia Maglietta, Piero Pelù, Daniele Sepe, Marco Baliani, Nino D'Angelo nella lettura dei testi de IL CIELO BASSO' (2001), scaricabile da www.bisca.it
2002. Il CD 'QUESTO NON E' L'UNICO MONDO POSSIBILE' è la raccolta dei brani più significativi di quest'avventura musicale. Oltre due ore di musica che documentano l'anomalia di un gruppo unico nel panorama italiano.
A giugno 2003 Bisca firma un contratto con RAI TRADE per la pubblicazione dei prossimi dischi del gruppo.
Il primo di questi è MANCASOLOUNATTIMO', ma è il 2005 il momento più prolifico di questo rapporto con l'uscita di AH!' ; lavori ricchi di grandi contaminazioni: sono complici nel disco Caparezza, Gianni Maroccolo e Piero Pelù e con quest'ultimo la band realizza anche la colonna sonora del video in animazione "L'alba del giorno prima" realizzato da Lanterna Magica che si inserisce nel programma di sensibilizzazione dell'Unione Europea sui problemi dell'ambiente.
 I TRE TERRONI' è il cd-progetto che Bisca e Zulù (99Posse) portano in giro per l'italia durante tutto il 2007.
Nel 2008 Bisca è sul palco di piazza San Giovanni a Roma al concerto del Primo Maggio.
Nel 2009 esce FUORI MERCATO' raccolta di ballads. Nella primavera 2010, con l'uscita del video Tartaglia e il Cavaliere Fellone, il gruppo comincia il Miracoli Tour.
Il 28 giugno 2011 esce il nuovo disco di inediti a 5 anni di distanza dall'ultimo lavoro discografico: EVOLUZIONI
Evoluzioni in senso antropologico di una musica che trova la sua ragione di essere nella ricerca continua di altre soluzioni o se preferite di soluzioni altre al grigio conformismo imperante; ripartendo proprio da sonorità ed intuizioni degli inizi, intravedendo una possibile evoluzione del linguaggio non addomesticato.
Punti di partenza, quindi, poco concilianti, nervosi, acidi, perfetti per raccontare i nostri tempi malati di narcosi da iperstimolazione, i nostri tempi intossicati da format mentali e comportamentali, i nostri tempi segnati dalla cultura delle cover e dal suono delle Marie di turno.
Perfetti a raccontare, dicevo, ma anche ambiziosi di volerli superare, questi tempi!
 
I BISCA sono:
 
Sergio Maglietta 'Serio': voce e sax
Elio Manzo '100 gr': voce e chitarra elettrica
Domingo Colasurdo: batteria
Enzo Salerno: basso
 
Management & Label
SUONILIBERI music management
www.suoniliberi.com 
 
 
 
Davide
Ciao Bisca. PIù di trent'anni di onorata attività… Un bel cammino. Evoluzioni a parte, il naturale progressivo e ininterrotto accumularsi di modificazioni e stratificazioni esperienziali, cos'è rimasto immutato nello spirito, nel progetto e nell'arte di Bisca dal 1980 a oggi?
 
Bisca 
Il Corpo come punto di partenza e di arrivo di ogni "vibrazione dell'anima" ...senza dimenticare quel gusto tipicamente Bisca di rompere le palle al potere.
 
 
Davide
Cos'è invece significativamente mutato? Con il 2010 avete per altro annunciato, a cominciare dal singolo "Tartaglia ed il cavaliere fellone" molte novità: nuova agenzia, nuovo sito, nuove strategie comunicative, nuovo tour, nuova formazione… culminate appunto in "Evoluzioni". Perché tra l'altro la necessità di questo generale rinnovamento? Cosa sottolinea?
 
Bisca  
Mi cito: "...e qui l'aria ristagna... è da troppo che è chiuso...e non cambia mai niente... io non so che fare, ho bisogno di spazio, uno spazio più grande, ho bisogno d'aria." Il ristagno e la cifra di questi anni zero del terzo millennio... ed il riflesso nel corpo sociale indica una esigenza di cambiamento radicale... antropologico... evolutivo... Noi nel nostro piccolo abbiamo intravisto questa necessità di cambiamento con un po' di anticipo rispetto ai tempi collettivi e l'abbiamo riversata in parole e musica... come è giusto che sia per un gruppo "semplicemente vivo ". 
 
Davide
Fare musica può essere anche una forma di azione sociale. E l'attenzione e la critica al sociale non sono ancora venute meno nelle vostre canzoni. Secondo voi, oggi come oggi, cosa può fare ancora la musica in questo senso? O quanto meno cosa vi proponete voi e, in particolare, con questo Evoluzioni?
 
Bisca 
La Musica combatte il silenzio e quando è buona lo sconfigge! ...e così noi ci proponiamo di fare buona musica... ci proviamo concretamente. Nello specifico di Evoluzioni mi trovo in difficoltà perchè da un lato è ancora troppo vicina la fase di realizzazione e lo sguardo non ha la necessaria profondità... eppoi parlare di un Capolavoro quale (sono sicuro che converrai) Evoluzioni è non è esercizio da compiere in poche battute...
 
Davide
Convengo sul capolavoro. "La musica in Italia ormai è in perenne stato di agonia, un po' per cause esterne come la politica che non si interessa della cultura e dello sviluppo, un po' per i discografici e manager che mirano esclusivamente a fare carriera e a scambiarsi le poltrone, come capita spesso in parlamento. Ne consegue una politica di progetti musicali di facile realizzazione, poco impegno e pronto incasso. Niente progetti a lungo termine." Così si è espresso qualche tempo fa Manuel Agnelli degli Afterhours. Cosa ne pensate voi?
 
Bisca
Niente progetti né a lungo né a breve termine... anche la musica commerciale vive una crisi terminale ed i discografici non riescono a fare nemmeno più quello... In Italia c'è poi l'aggravante del berlusconismo che ha fatto tabula rasa perfino della semplice decenza... il trionfo dell'idiozia... ovvio che in questo contesto parlare di musica che non sia la semplice vibrazione di uno sfintere anale è cosa ardua ma come diceva il vecchio buon Belushi: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare... 
 
Davide
Tutto è relativo… Per chi fa e ama ascoltare il rumorismo e il bruitismo o il noise, il circuit bending o altra sperimentazione, la musica aleatoria o cose tipo le performance di Suguro Goto, il free jazz e l'improvvisazione in generale anche la musica punk, per quanto estrema, potrebbe sembrare una forma di addomesticamento. Cos'è una musica addomesticata e cosa non lo è per voi?
 
Bisca
Letteralmente, addomesticato vuol dire educato, forzato, costretto a produrre un certo movimento, un determinato lavoro o un gesto coatto... La musica addomesticata è quella che fa esattamente ciò che il suo pubblico si aspetta che faccia. Ora... una componente di prevedibilità è necessaria in ogni espressione artistica; non sarebbe possibile infatti nessun tipo di trasmissione se si dovessero mettere in discussione tutti i più piccoli dettagli; quello che invece nullifica un gesto artistico è la "totale" mancanza di sorpresa, di scarto dal codice, di devianza dal percorso immaginato o pensato come congruo. In fondo la lezione "acida" nella musica rock è proprio questa... 
 
Davide
Facciamo il punto sul centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia secondo Bisca?
 
Bisca
Centocinquanta anni: un inno bruttissimo ed una costituzione eccezionale... così bella da non essere applicata in quasi nessuna delle sue istanze più profonde. L'Italia che mi interessa non è quella degli Elmi di Scipio ma quella della resistenza... quella che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione...etc. l'Italia dei mille dialetti, degli architetti, i poeti, i musicisti... dei poveri cristi che sanno sentire la differenza tra la fogna ed il mare… che sanno ballare e se del caso lottare... della "gente" non ridotta a canaglia... dei luoghi e i profumi... dell'ironia feroce verso tutti quei tristi figuri che scambiano il culo per un gelato e passano la vita a leccarlo di gusto.    
 
Davide
Bellissima copertina… Un gregge di pecore, la transumanza, dei nomadi pastori, un deserto sullo sfondo o così sembra, due creature aliene, una che indica qualcosa… La pecora, non sfugge, è simbolo dell'osservanza alle regole, dell'uomo che si lascia sottomettere, che segue servilmente quello che dicono o fanno gli altri… Qual è il significato di questa immagine?
 
Bisca
Gli alieni sono tra noi. Se ci fai caso il pastore non è per niente turbato dagli "Esogeni ". Essi sono parte del panorama... ed anche i Lama Mutanti sono perfettamente integrati nella scena. Quella che sembra essere con tutta evidenza una donna Extraterrestre nel disegno originale ha uno splendido bicchiere di vino rosso (particolare questo che si può apprezzare nel manifesto del tour ma non nella copertina del disco per un imperdonabile errore dell'impaginatore) che rimanda quasi ad una raffinata cultura contadina. Il braccio di lui indica un punto lontano alla sinistra e non si sa se ad indicare una meta o un punto di provenienza di qualcosa. Un'altra ambiguità del disegno è nel fatto che non si capisce se i personaggi scappino da qualcosa o se invece vadano verso qualcosa. C'è una civiltà distrutta alle loro spalle o una radiosa speranza di fronte a loro? Credo che il senso di tutto questo vada ricercato nell'idea di Evoluzione... ci si evolve perchè i ponti alle tue spalle sono crollati oppure semplicemente perchè hai davanti una prospettiva diversa ed in qualche modo allettante. Noi tutti siamo in quel punto del deserto e l'unica certezza che abbiamo è che tornare indietro non è una opzione valida.
 
Davide
Colpisce il testo de "La lavatrice", una efficace analogia tra la macchina che fa il "lavoro sporco", eseguendo semplicemente il programma per cui è stata inventata, e i signori delle guerre. E poi ancora "Corpi"…
In più occasioni in Evoluzioni si parla dell'uomo quando non è più uomo, che tratta il prossimo o è trattato come una macchina, un qualcosa di ineluttabilmente cosificato e cosificante. Secondo l'inventore Ray Kurzweil il 2029 sarà l'anno dell'uomo-macchina, l'anno in cui l'intelligenza artificiale raggiungerà il livello di quella umana, dell'uomo-macchina in cui uomini e macchine si fonderanno per dare vita a uomini efficienti quanto le macchine, a macchine umane quanto le persone. Sarà questa un'evoluzione, o semmai una involuzione tra le tante legate al progresso inteso ormai nella sola accezione tecnologica e materiale, quasi mai in termini umani, morali ecc.? Perché avete scelto di parlare di "Evoluzioni" attraverso quelle che sembrano essere invece delle "Involuzioni"?
 
Bisca
Non so se Ray Kurzweil fosse a conoscenza della smorfia napoletana ma come tu ben saprai il 29 è un numero emblematico... tradotto in napoletano il 2029 è proprio un anno del cazzo! La Lavatrice è forse (insieme alla Macchina) il testo più politico in senso stretto del disco. Nella mia visione apocalittico/politica l'uomo non diventa " Macchina " ma " Manutenzione " della stessa... sembra differenza  da poco ma non lo è... nella mia visione il "Meccanismo" governa e schiavizza l'uomo... come il capitale determina le nostre vite per affermare il suo diritto all'autoriproduzione. Quasi una novella entità biologica mutante parassitaria che ha bisogno di sottomettere un'altra specie per garantirsi la sopravvivenza. L'Attrezzo che diventa Ordigno! La Lavatrice ci parla di Pinochet, il tiranno demente, che rappresenta perfettamente l'esempio del Manutentore ottuso di un congegno che richiede da lui pulizia. Ora questi esempi non rappresentano lo scenario futuro ma esattamente sono il nostro immediato passato. La catastrofe è già avvenuta! L'evoluzione il suo unico possibile sbocco... e con questo non intendo un rassicurante esito positivo bensì un freddo dato di fatto aperto a tutti i contributi che l'uomo Sapiens Sapiens saprà dargli.
 
Davide
C'è un tema che ricorre in questo lavoro, del "sonno", dello stimolo eccessivo che stressa e oscura la vera conoscenza delle cose, della folla folle di "zombie" o dei confusi che oggi sanno tutto e il contrario di tutto, troppo e altresì nulla, che quindi non sanno davvero ciò che in realtà accade, è accaduto o accadrà, al mondo come a loro stessi; insomma, della iperstimolazione del nostro tempo ipertecnologico e della narcosi che ne deriva (intellettuale, emotiva ecc.) che tutto ciò sta causando. Il controllo sociale, del resto, è sempre esistito. Quale può essere per voi un antidoto da suggerire?
 
Bisca
Non ho antidoti da suggerire... La mia generazione ha sperimentato varie ipotesi anche le più estreme e la verità che io ho da dirvi è che non lo so. Non sono certo un buon esempio né un punto di riferimento... Io so solo che per quanto possa durare un sonno, per quanto possa essere profondo  o agitato… ad un certo punto finisce e quando finisce è sempre bello vedere quello che il risveglio ci riserva!
 
Davide
A proposito di "bische"… cosa ne pensate del gioco d'azzardo legale, quello di Stato, ormai imperante, dilagante… Da una parte si condanna la dipendenza da sostanze, dall'altra si crea una nuova dipendenza non meno devastante e dilagante con la benedizione dello Stato attraverso slot machine e lotterie varie, quella appunto del gioco… Che ne pensate?
 
Bisca
I veri giocatori diffidano sempre di chi dà le carte o detiene il banco... i veri bari agiscono là! Gli altri sono solo persone cui gli piace  e pazzià.
 
Davide
Parliamo della consapevolezza dei nuovi mezzi, su tutti la possibilità di registrazioni domestiche e quindi di un rapporto più intimo e rilassato con il processo creativo… E tuttavia non fa anche questo parte di tutta quella tecnologia che può diventare iperstimolante e iperproduttiva? O, per contro, non è anche causa di solipsismo o di eventuale povertà di stimoli sani che provengano dall'altrui esperienza e dal confronto? In che modo usate o gestite la tecnologia e soprattutto in che modo la limitate consapevolmente?
 
Bisca
La moderna tecnologia è una estensione del nostro cervello così come le vecchie tecnologie erano una estensione dei nostri arti. Questo è quanto. Certamente allargare le facoltà della nostra scatola cranica comporta dei concreti rischi di iperstimolazione e fuga dalla realtà materiale e relazionale... così come gli utensili creavano una sorta di alienazione dalla percezione tattile (pensa solo per un attimo al flusso di sensazioni che poteva dare strangolare una persona a mani nude e la freddezza chirurgica di sbudellarlo con una gelida lama). In musica e nell'arte in generale le cose sono un pò meno drammatiche, anche perchè in fondo il suono è vibrazione ma anche idea, il disegno è tratto ma anche astrazione... il sesso è carne ma anche fantasie... il trucco sta nel non farsi travolgere da uno solo degli elementi in gioco ma cercare di amplificarli tutti.
 
Davide
Napoli e De Magistris… Cosa augurate alla vostra splendida città?
 
Bisca
De Magistris è una speranza che non può permettersi il lusso di tradire... sarebbe veramente imperdonabile. Ti racconto un fatto emblematico della atmosfera che si respirava a Napoli nell'immediato post elezioni: girava un video su youtube ripreso da un cellulare dentro una carrozza della metropolitana il lunedi mattina dopo il ballottaggio... ad un certo punto qualcuno inizia ad intonare "Una mattina mi son svegliato..." nel giro di pochi secondi tutto il vagone affollato come al solito e frequentato da persone normali, ragazzi. signore più o meno anziane, uomini  etc. si unisce al coro senza muoversi dal suo posto... sembravano i nuovi partigiani che andavano al lavoro...
 
Davide
Qual è il sogno di Bisca?
 
Bisca
Il risveglio collettivo.
 
Davide
Cosa stai o state facendo ora e per i mesi a venire?
 
Bisca
Faccio video di animazione, di cui vado molto fiero, raccolgo alcune poesie di un famoso poeta Alieno ( EOTApa ) e quando ho un bisogno divino vado a suonare.
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
Serio
Le cose più importanti ce le siamo dette... alla prossima!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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