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2011
4
Lug

Cento per cento – Sacha Naspini

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"Sono di quelli che sono nati nella miseria che ti spezza le ossa e che ti manda a letto senza cena" dice Dino Carrisi rivolto alla telecamera. L'ex campione del mondo di pugilato ha ormai superato la metà dell'intervista televisiva che, dopo venti anni di carcere e dieci anni di isolamento autoimposto, porterà il suo viso e la sua voce agli sportivi di tutto il mondo.
L'occasione è di quelle da non farsi scappare. Con un linguaggio schietto e privo di mediazione, Dino parla della sua vita, dalle botte che il padre gli rifilava a ogni occasione alle notti passate a prendere a pugni il muro per cercare di dimenticare la fame, dalla scoperta della boxe ai combattimenti clandestini, dal rapporto con il suo allenatore a quello con la moglie. E poi la via del successo che gli si apre davanti, preludio di un'ascesa che, quasi inevitabilmente, si trasformerà in tragedia e in decadenza.
"Ci sentivo battere il cuore, in cima alle mani. Sapete, da piccolo ero convinto che la gente il cuore ce lo avesse lì, nei pugni". Sembra essere questo il credo di Carrisi, una vecchia gloria che il pubblico non ha dimenticato e che sarà disposto ad ascoltare mentre si toglie dalle scarpe molti dei sassolini con cui, da anni, si è costretto a convivere.
"Cento per cento" di Sacha Naspini (Perdisa Pop 2011 – Collana Arrembaggi) è il risultato, o meglio il resoconto, di quella confessione. Nella copertina della nuova edizione di questo romanzo breve sopravvive l'indicazione "documento integrale", ripresa poche pagine più tardi nell'avviso "adattato e trasmesso in esclusiva mondiale il 7 aprile 2003", che sembra mettere in guardia il lettore sul contenuto del volume: non un'opera nata dalla fantasia di un ottimo autore ma un documento giornalistico che affonda le sue radici nella realtà.
Questa aspettativa ingenerata ancor prima che la lettura abbia inizio trova corrispondenza nel contenuto del romanzo: la caratterizzazione di Dino Carrisi, costretto a parlare "come se  avesse una patata in bocca" a causa di una menomazione riportata in un incontro, nonché gli aneddoti che costellano la sua vita e le espressioni a cui ricorre tra una sigaretta e un sorso di grappa, sono assolutamente realistici. Naspini dimostra una grande abilità nel trasformare il verosimile in (letterariamente) vero, due aspetti che in "Cento per cento" sono legati da un'evidente coerenza e che finiscono per confondersi in un'azzeccata costruzione del personaggio, vero fulcro della narrazione.
Definire "Cento per cento" un piccolo gioiello non è per nulla esagerato. La sua sintesi e l'assenza di fronzoli sono due ulteriori elementi che contribuiscono a trarre dalla lettura un giudizio nettamente positivo. Esse consentono infatti al lettore di assaporare la storia con maggiore intensità, tutta d'un fiato, fino al colpo di scena finale svelato nell'ultima riga del testo, quando la storia di Carrisi, un pugile "al cento per cento. Non al settanta. O al novantanove. Al cento per cento, signori miei", infligge l'ultimo scossone al lettore, quello da knock out, lasciandolo letteralmente al tappeto.
 
Cento per cento – Sacha Naspini
Perdisa Pop 2011
ISBN 978 88 8372 538 8
€ 9,00 – pag. 112
Sito dell'autore: http://www.sachanaspini.eu
 
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:: Andrea Borla
 
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