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2019
13
Mag

Intervista con Kozminski

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I Kozminski sono "Sempre più lontani" 
 
Milano, 1 aprile 2019 - "Sempre più lontani", il quarto disco dei Kozminski, la band milanese con il nome più complicato di tutto il panorama muisicale italiano è finalmente fuori! Ma, al contrario del nome, è un disco diretto, che dritto al punto.
Sei tracce per quasi mezz'ora di musica, che spazia da un rock più solido e serrato (Finale, Venerdì) ad atmosfere più rarefatte (Non ricordo niente), passando per momenti di power pop solare (Il Confine, Un letto di macerie) e un sorprendente omaggio alla tradizione cantautorale italiana degli anni 70 e 80 (Respirare).
Sei canzoni fatte in casa, scritte, arrangiate e prodotte dai quattro, con l'obiettivo di andare, appunto, sempre più lontani. Di cercare un luogo ignoto e familiare, un pianeta remoto  lussureggiante.
Tra i tanti testimonial che potevamo scegliere per rappresentare questo viaggio, abbiamo pescato dalle acque del Mediterraneo quello più improbabile: un matematico che è riuscito a stabilire un dialogo tra la musica e la cicoria. C'era Ulisse che ci chiedeva cosa c'è di più terribile ed esaltante della curiosità, Bruce Chatwin, che voleva puntare sull'inquietudine e la scoperta, e Gordon Pym con la sua ossessione per un irraggiungibile ideale.
Noi invece abbiamo scelto Leonardo Fibonacci che, insieme al padre, ha girato in lungo e in largo il Mediterraneo, scoprendo - tra le altre cose - il codice segreto fatto di numeri che collega la libido dei conigli, la luna di Debussy, il broccolo romanesco e chissà cos'altro. E ha dimostrato che gli unici confini sono quelli della mente e che l'unica vera sfida è cercarli sempre più lontano.
 
instagram.com/kozminski
youtube.com/ikozminski
 
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Intervista
 
Davide
Ciao. Incredibile, sono già passati sei anni dal vostro precedente lavoro, "Il primo giorno sulla terra". Quando si dice "sembrava ieri..." Dal 2013 ad oggi, cosa è successo nel frattempo ai Kozminski?
 
Kozminski
Soprattutto ci siamo moltiplicati... A parte questo, abbiamo suonato, scritto, viaggiato. Ci siamo innamorati, ci siamo lasciati, ci siamo ripresi. Una volta abbiamo persino fatto a botte.
 
Davide
Come è nato questo vostro quarto lavoro, intorno a quali suggestioni, pensieri, storie ed esperienze?
 
Kozminski
Avevamo un sacco di canzoni e a un certo punto ci è sembrato naturale fissarle da qualche parte. In origine doveva essere un disco doppio con una parte suonata in presa diretta, una sorta di live in studio. Alla fine però è rimasta solo la parte registrata e prodotta. Ma l'idea del live in studio è ancora in piedi, vedremo...
 
Davide
"Sempre più lontani" da cosa e verso cosa?
 
Kozminski
Il titolo è un omaggio al disco dei Casino Royale "Sempre più vicini" che sta per compiere 25 anni e che, ai tempi, abbiamo consumato. In effetti però da cosa ci stiamo allontanando non lo sappiamo bene neanche noi. Diciamo che è un'esigenza di movimento. La musica in fondo è anche questo no? Movimento.
 
Davide
Bello il disegno in copertina. Chi è l'autore? Cosa volevate racchiudervi esattamente? L'impossibile, per esempio, o l'assurdo, l'inspiegabile o cosa?
 
Kozminski
L'ha disegnata, come tutte copertine dei nostri dischi, Broken Legs, un amico che passa il tempo a disegnare e fumare. Ti rispondiamo con quello che ci ha scritto lui quando ci ha mandato il disegno dopo aver ascoltato il disco e saputo come avremmo intitolato il disco: "Ecco una mia interpretazione del monolite di 2001 Odissea nello Spazio. Penso che possa andare bene per il vostro concetto di lontano, come, del resto, per qualsiasi altro concetto...”.
 
Davide
In precedenza ("Il primo giorno sulla terra") siete stati prodotti da Amerigo Verardi. Ora vi siete autoprodotti?
 
Kozminski
Sì. Quella con Amerigo è stata un'esperienza bellissima. Sia musicale che umana. Lui è un tesoro prezioso della musica italiana. Fosse per noi ci faremmo produrre tutti i dischi da lui, ma ognuno ha i propri impegni: lui ha pubblicato il suo Hippie Dixit, un lavoro monumentale e stupendo, noi volevamo fare qualcosa di semplice e diretto. Quindi, con l'aiuto di Mauro Abbatiello, ce lo siamo prodotto da soli.
 
Davide
Siete stati accostati ad altre band, italiane e non? Quali accostamenti vi ha trovati d'accordo, quali proprio no? Quali invece ritenete siano le migliori di sempre o in questo momento?
 
Kozminski
Ci hanno accostato ai Jalisse, alle Lollipop e a Frate Cionfoli. Siamo d'accordo solo su Frate Cionfoli. Scherzi a parte, negli ultimi anni apprezziamo particolarmente nel panorama italiano il lavoro di Riccardo Sinigallia e anche la musica di Giorgio Poi.
 
Davide
Prima di qualsiasi altra cosa, la musica ci fa sentire che siamo vivi e che non siamo soli, scrivono Giovannella Greco e Rosario Ponziano nel loro saggio "Musica è comunicazione". Cos'è per voi,  che importanza ha soprattutto?
 
Kozminski
Come dicevamo prima per noi la musica è movimento, non è un percorso con una bussola né un viaggio organizzato. Tra l’altro, a volte, si fanno dei balzi amplissimi pur rimanendo nello stesso posto fisico o accorgendosi solo molto tempo dopo che si era in viaggio.
 
Davide
Partirà un tour promozionale? State lavorando a un videoclip? Cosa seguirà?
 
Kozminski
Faremo un po' di date, ma un vero e proprio tour non ci sarà. E sì, stiamo lavorando a un video, sarà una cosa un po' diversa, un progetto ambizioso che a breve prenderà forma. 
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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