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2018
22
Set

Intervista con Tosches

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Una passione, un’esigenza, una ricerca. Sono questi gli elementi da cui nasce Tosches, il progetto musicale di Nicolò Vignolo, maturato dopo aver accantonato i sogni d’infanzia di diventare astronauta o pizzaiolo.“Finding Myself”, il suo primo ep, si apre con “Here I Am”, in cui Tosches si presenta a se stesso, per poi perdersi e ritrovarsi nei successivi brani che compongono l’autoproduzione. Tosches, ventitré anni, chitarrista classico di formazione, cresce e si barcamena nel “traffico” di Torino. Dopo esperienze in gruppi locali e continui litigi con lo spartito, migra in campagna e si lascia affascinare dalla vita di provincia.
La sua musica trova radici nella poetica “Degregoriana” e nelle armonie dei Dire Straits trova l’ispirazione per comporre musica e parole, unendo il cantautorato con ciò che gli passa per la testa.
A febbraio 2018 le prime esperienze live, nelle quali ha portato sul palco i brani che compongono l’ep assieme al proprio repertorio di brani in Italiano, che spera di poter incidere presto.
 
Here I am / Rain / A Dream / Rosemary / Wish you were here (at home)
 
Link
 
Official video "Here I am"
 
Intervista
 
 
Davide
Ciao. Come nasce la tua passione per la musica, quando è diventata un'esigenza e verso cosa si muove la tua ricerca attraverso la musica?
 
Tosches
Ciao Davide. La mia passione per la musica nasce a 8 anni, quando mia madre, appassionata di pittura con un vivo interesse per l’arte a tutto tondo, mi propose di iscrivermi a un corso di teoria e strumento attivo nella mia città. Dapprima una forma di svago, é diventata un’esigenza espressiva con l’avvicinarsi della vita “adulta”, nello scegliere come voler vivere la propria vita, a partire dalle piccole cose quotidiane. Nel comporre e scrivere ricerco quella forma di espressione semplice e per questo sincera, che talvolta è la più difficile da trovare.
 
Davide
A Torino c'è anche un bravo cantante autore e musicista di nome Davide Tosches (evito di usare l'etichetta "cantautore", che a lui non garba), anche lui migrato in campagna e quindi nella provincia Perché hai scelto questo cognome forse di origine albanese, Tosches appunto, come nome d'arte?
 
Tosches
Ti ringrazio per l’interesse. Ho scelto Tosches come pseudonimo per un’importante ragione  personale, che non ritengo altrettanto importante rendere noto. Preferirei continuare a parlare di musica.
 
Davide
Questo ep, cantato in inglese, precede dunque il progetto di incidere quello che è anche un tuo repertorio di canzoni in italiano già pronto e presentato dal vivo. Perché hai deciso di partire quindi dall'inglese e non dalle tue canzoni in italiano? Cosa, scrivendo una tua canzone, ti fa decidere l'uso di una lingua piuttosto che l'altra?
 
Tosches
Sono partito con l’incisione del disco in inglese per un mero motivo tecnico. Gli inediti in italiano furono proposti a un concorso, così, nell’attesa di conoscerne la sorte, mi dedicai ad altro. Nello scrivere sento l’inglese più vicino per esprimere concetti universali, esclamativi. Allo stesso modo trovo la lingua italiana ideale per scavare nel profondo dei più intricati turbamenti.
 
Davide
Un ep d'esordio ha un po' l'obiettivo del biglietto di visita. Per introdurti idealmente come e dove nell'affollatissimo panorama musicale contemporaneo? Insomma, quali sono i tuoi obiettivi attraverso la musica?
 
Tosches
Mi sento vicino al panorama pop-folk, ma lascio a voi la classificazione in un genere. Ciò che mi fa alzare dal letto la mattina è l’aspirazione a poter vivere di musica, non soltanto in termini economici. Vorrei trasmettere a chi mi ascolta quel quid di cui io per primo ho bisogno.
 
Davide
Chi ha suonato con te in questo lavoro?
 
Tosches
Hanno collaborato alla realizzazione del disco due carissimi amici: Riccardo Conti alle percussioni e Francesco Cristiani alle tastiere. Due Accademici, a differenza del sottoscritto, a cui mando un sincero abbraccio.
 
Davide
Cosa succede in te prima, durante e dopo la composizione di una canzone?
 
Tosches
Prima un forte bisogno, durante un gran mal di testa, dopo un sospiro di sollievo!
 
Davide
Perché "Wish you were here"? E perché "At home"?
 
Tosches
È un brano che mi accompagna fin dalla prima sala prove. La registrazione “casalinga” voleva essere un omaggio alla semplicità per i primi ascoltatori, comprensibilmente non da tutti apprezzata.
 
Davide
Città difficile in perenne fermento, mutamento e nondimeno "autocelamento", qual è il tuo rapporto con Torino?
 
Tosches
È inevitabile sentire un forte legame con la città in cui hai vissuto i tuoi primi vent’anni, ma anche provare un senso di saturazione. Confesso che nella quotidianità ho sempre avuto una tendenza provinciale, a un vivere più semplice e a ritmi più distesi. Apprezzo e godo nuovamente di Torino quando rientro per la famiglia o per la domenica allo stadio (ho il cuore granata, chiaro!). Non mi sono poi spostato di molto, sono a un’ora di treno.
 
Davide
Secondo Luis Sepúlveda “alle spalle dobbiamo avere solo la chitarra e i ricordi”. Cosa dobbiamo invece avere secondo te guardando al futuro, davanti a noi? E cosa al presente?
 
Tosches
Domandone! Non penso esista sulla Terra un’entità capace di dirci quale tendenza “dobbiamo” avere nel vivere. Posso dire però che nelle mie recenti esperienze di vita ciò che mi ha salvato dai più grandi turbamenti é stato l’essere aperto ai vari cambiamenti e possibilità che la vita - non ti offre - ti pone davanti. Da ogni fallimento apparente si può “guadagnare” qualcosa, e questo non l’ho detto io.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Tosches
Attualmente è in produzione il primo singolo in italiano. Per il resto... mi farebbe piacere un grande in bocca al lupo!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Tosches
Grazie a te, un abbraccio!

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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