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2018
31
Lug

Intervista con i Fiori Di Mandy

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CARNE
il nuovo EP della band alternative rock
I FIORI DI MANDY
 
«Ci piace l’idea che ognuno possa trovare qualcosa per sé e di sé nelle nostre canzoni. Da qui l’idea di chiamare questo secondo EP “Carne”: cosa c’è di più istintivo della carne nelle sue varie forme?»
 
Dopo un’anteprima streaming in esclusiva su RockON esce il secondo EP ufficiale de I Fiori di Mandy: “Carne”.
«Il titolo “Carne” è inoltre dedicato al quadro utilizzato per la copertina del disco, opera di Tonino Mattu, pittore oristanese che ha deciso di prestarci questa sua bellissima creatura. Nel quadro è rappresentato il viso di un soldato tedesco della seconda guerra mondiale, immobile, fermo più che mai, inumano, quasi… poi del sangue che fuoriesce dall’orecchio, immagine forte che crea paradosso e restituisce “vita” e “carne” al personaggio. Siamo davvero orgogliosi della collaborazione con Tonino, persona e artista per cui nutriamo profonda stima».
Scritto fra il 2016 e il 2017, “Carne” segue l’uscita di “Radici” (del 2017), come fosse la seconda parte di un racconto iniziato dalla nascita della band ad oggi.
«“Carne” è un lavoro viscerale per noi, dove abbiamo riversato ogni parte del nostro essere. I brani che compongono “Carne” sono stati scritti tra il 2016 e il 2017, durante il primo anno di esistenza del gruppo. Sono nati uno dopo l’altro in maniera naturale e molto istintiva e poi levigati e ripensati al meglio durante i live fatti durante quell’anno e mezzo. L’unico brano nato in maniera differente è stato “Quelli di ieri”, scritto dopo la morte di un amico: sia le musiche che i testi sono espressione di ciò che siamo umanamente e sensibilmente. Uno sfogo più che personale».
 
I brani de I Fiori di Mandy si contraddistinguono per la loro visceralità e ruvidezza, sia sul piano prettamente musicale che su quello testuale.
«I nostri testi sono sfoghi. È materia sensibile. Pezzi di noi. Ciò che abbiamo visto in questi anni, la vita come ci si è presentata e le sue turbe, la morte dentro e fuori di essa. L’amore, l’amicizia, le delusioni e le paure. Le madri, i padri e i loro figli. Non sentirsi adatti mai al ruolo che si ha. La solitudine. E tanto altro. Esprimere tutto quello che si ha dentro per bisogno estremo».
 
«“Carne” è stato registrato a Sinnai, nello studio costruito nel garage di una casa da Christian Mandas e Mattia Cuccu. Ci abbiamo impiegato circa dieci giorni, durante le vacanze di Natale dello scorso anno. Christian ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita di “Carne”: ha capito e saputo interpretare benissimo quelle che erano le nostre esigenze, a partire dal voler registrare in assenza di metronomo, cosa che ha parecchio complicato il suo lavoro in fase di mixaggio. È per noi fondamentale cercare di avere una resa in studio che sia il più naturale e vera possibile, come se stessimo suonando dal vivo, e lui è riuscito a farci registrare praticamente in presa diretta con una resa ottima, viste anche le dimensioni dello studio».
 
L’album è stato preceduto dall’uscita del singolo/videoclip “Invadere”.
«Il video di “Invadere” è puro istinto e sperimentazione: Simone Cireddu (il regista del video) ha messo un bimbo in una stanza riprendendo il modo in cui avrebbe reagito alla canzone, in maniera naturale e senza forzature. È stato un esperimento dall’inizio alla fine».
 
BIOGRAFIA
I Fiori di Mandy sono una formazione alternative rock originaria di Oristano formata da Edoardo Mantega (voce e chitarra), Luigi Frau (basso) e Raffaele Mura (batteria).
Nati nel 2016 dall’incontro di Luigi e Edoardo (già insieme in altre formazioni) con Raffaele, il trio inizia da subito a comporre brani inediti.
Intanto, all’attività in studio affiancano quella live, fra cui ricordiamo la partecipazione al festival Rockas 2016, la presentazione live di “Radici” al Fabrik di Cagliari e la vittoria al contest “Rock in contea”.
Dopo un solo mese di prove il trio dà vita all’EP d’esordio “Radici” (registrato al Sinis Wave Studio di Andrea Cutri e mixato da Cristian Mandas).
L’EP (composto da 3 brani, “Afrodite”, “Jourande” e l’omonima “Radici”, di cui vengono realizzati per tutti dei videoclip) riceve ottimi pareri dalle riviste di settore fra cui RockGarage, IndiePerCui e Micsugliando. 
 
DICONO DI LORO
 
«La compattezza, il nervosismo controllato, le timbriche ostiche e minacciose e il canto tragico è il vero segno distintivo della musica del trio»
Micsugliando
 
«I Fiori Di Mandy dimostrano di voler scrivere prima che suonare, sentire prima che pensare. Iniziano a modo loro, con arpeggi lenti, per poi lasciare spazio ad ampie sferzate o a incursioni fuori genere e stupire l’ascoltatore. Ottima la ricercatezza compositiva»
RockGarage
 
«Canzoni che sanno di rivalsa e portano con sé il sapore delle cose migliori, da custodire, ma nel contempo da far esplodere in tutta la loro vera essenza»
IndiePerCui 
 
Intervista
 
 
Davide
Ciao. “Mandy” mi ricorda un evergreen di Barry Manilow. E invece, cosa sono “i Fiori di Mandy”?
 
I Fiori di Mandy
 
Purtroppo, non abbiamo niente a che fare con Barry Manilow e gli anni ‘80... Scherzi a parte, I Fiori di Mandy, oltre ad essere, banalmente, un gruppo musicale, sono, per noi, una necessità. Quando ci siamo messi insieme a modo nostro avevamo tutti bisogno dei Fiori di Mandy, un gruppo probabilmente diverso da quelli avuti in precedenza, in cui ci ritrovammo a sperimentare, ognuno con il proprio strumento e tutti insieme, con un senso di liberazione. Questo sono I Fiori di Mandy per noi, e speriamo lo siano anche per chi ci ascolti: una valanga di emozioni di cui si ha necessità.
 
Davide
Tra “Radici”, esordio nel 2016, e questo “Carne”, quali analogie e sviluppi, continuità e differenze?
 
I Fiori di Mandy
Sicuramente le analogie sono molte. Infatti la maggior parte dei pezzi di “Carne” sono stati scritti nella stessa primavera/estate in cui abbiamo scritto e registrato “Radici”. La principale differenza sta nella maturità con cui abbiamo affrontato la registrazione, la produzione e l’arrangiamento dei pezzi. Infatti “Radici” è stato registrato dopo pochi mesi che stavamo assieme, mentre “Carne” abbiamo avuto la possibilità di viverlo in live per tutta un’estate, permettendoci di avere le idee più chiare. Anche l’approccio in studio è stato diverso: per “Radici” abbiamo registrato tutto in una mattinata in uno studio vicino ad Oristano, mentre per “Carne” abbiamo avuto la fortuna di incontrare Christian, Mattia e il loro studio/garage, i quali ci hanno permesso di sviluppare al meglio quelle che erano le nostre idee, soprattutto grazie alle loro competenze. Sicuramente tra i due dischi c’è una continuità, che spero si noti anche dall’ascolto.
 
Davide
Come vi siete avvicinati alla musica e perché, a un certo punto, avete sentito l'importanza di crearne della vostra?
 
I Fiori di Mandy
Anche qui si ritorna al discorso della necessità. Ho sempre avuto la passione per la musica, nel mio caso, sin da piccolo, e quando mi è stato regalato il mio primo basso è stato “amore a prima vista”, diciamo. Da allora la musica mi ha sempre accompagnato ed è stata una costante nella mia vita. Per quanto riguarda la creazione, ripeto, è stata una necessità che non potevo ignorare.
 
Davide
Siamo angeli che dormono ancora il greve sonno della carne, scrisse l'alchimista Paracelso. Cos'è la “Carne” di questo vostro lavoro?
 
I Fiori di Mandy
La carne, nel nostro lavoro, è vita. È vita estrema: estrema è stata la necessità di vita, nella ricerca e nel “fluire” di queste canzoni. Gli argomenti trattati, sia musicalmente che testualmente (le cose vanno molto spesso di pari passo durante l’esecuzione), sono fatti di carne nelle sue più varie forme, la vita come appunto ci si presenta: le madri, i padri, i figli, le storie a noi interne ed esterne, l'istinto stesso che ci ha portato a mettere tutto questo e molto altro di noi dentro questi pezzi.
 
Davide
Quali sono le vostre influenze e cosa della musica, altrui e vostra, più vi ha fatto crescere?
 
I Fiori di Mandy
Riflettendoci, abbiamo convenuto assieme di venire tutti da mondi o ambienti musicali differenti, ma che si ritrovavano in qualche punto comune, come nell’alternative rock italiano e non degli anni ‘90. Ciò comunque che più abbiamo notato in questi pochi anni di attività è l’importanza che sta nell’ascolto, magari dal vivo, di band o artisti originali, inediti, nuovi. Ciò che più ci ha fatto crescere è stato trarre, apprendere o, al contrario, distanziarsi, creando quindi la propria idea di musica anche tramite l’ascolto continuo di nuove idee altrui.
 
Davide
Che genere di aspettativa e di compito consegnate o assegnate alla musica?
 
I Fiori di mandy
La musica è conoscenza, espressione, condivisione. Non abbiamo aspettative e non assegniamo compiti alla musica: ci affidiamo a lei completamente, con la consapevolezza che in ogni caso ci porterà a qualcosa di positivo. Ed è questo uno dei motivi fondamentali per il quale ci rinchiudiamo in una sala a suonare, perché anche se la nostra musica non uscisse mai di lì sappiamo bene che, dopo aver creato, composto o semplicemente sfogato, ci sentiremmo diversi, nuovi, migliori. 
 
Davide
Qual è la scena musicale, o più in generale culturale, entro cui vi trovate in Oristano?
 
I Fiori di Mandy
Non credo ci siano distinte scene musicali a Oristano: a mio parere col tempo la passione per la musica sta scemando e così anche la nascita di nuovi gruppi/idee, ecc... A Oristano ci ritroviamo in pochi a fare roba propria e in pochi a suonare: c’è comunque la volontà di sostenersi vicendevolmente e di creare qualche evento fuori dal comune.
 
Davide
La Sardegna, persa tra Europa e Africa, appartiene a nessun luogo. Appartiene a nessun luogo, non essendo mai appartenuta a nessun luogo. Alla Spagna e agli Arabi e ai Fenici, più di tutto. Ma come se non avesse mai veramente avuto un destino. Nessun fato. Lasciata fuori dal tempo e dalla storia. Così scriveva David H. lawrence. Cos'è per voi la Sardegna e come si riflette nella vostra summa artistica?
 
I Fiori di Mandy
La Sardegna è tutt'altro che fuori da tempo e storia: ne è crocevia da sempre. Soffre di isolamento, vero, ma mai in maniera completa o alienante: da sempre al centro di traffici dei più svariati tipi, ci siamo evoluti come civiltà mediterranea nel suo piccolo pezzo di Mediterraneo. Con le sue origini multiple, il suo scontro di razze, la stessa offerta abbondante nelle differenze di paesaggio... sta a indicare un luogo più che vivo. La Sardegna è per noi casa, con i suoi lati belli e con quelli brutti. La vera bellezza dell’isola è nella mutevolezza dei suoi paesaggi, nel fresco dei suoi volti, a prescindere dalle temperature, nei silenzi, che si fanno amare più di ogni altra cosa.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
I Fiori di Mandy
Questo Inverno siamo in tour! È infatti attiva una campagna crowfunding su Musicraiser per aiutarci a sostenere le spese del viaggio. Poi, cos’altro? Quest’estate rientriamo in studio per registrare qualcosa di nuovo: stiamo cambiando un po’ di cose, ma non vi anticipiamo nulla. 
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
I Fiori di Mandy
Grazie a te, Davide, per le piacevoli domande!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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