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2011
22
Mag

Lavorare con gli utenti Musulmani

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manuale per gli operatori dei servizi sociali e sanitari
ed. Erickson
 
La formazione degli operatori ai servizi sociali deve adeguarsi sempre più a una società che si presenta come multi-culturale e multi-religiosa. Se è vero, infatti, che le profonde trasformazioni, che hanno riguardato la società contemporanea, hanno modificato in modo importante la società in cui viviamo, gli operatori che vivono quotidianamente a contatto con i servizi alla persona si trovano ad affrontare bisogni nuovi, contesti culturali e religiosi diversi, nonché anche proposte di intervento e soluzioni a volte varie rispetto al panorama tradizionale.
Questo libro della Erickson si rivolge in primo luogo alla formazione degli operatori sociali e analizza un contesto religioso specifico, quello della comunità musulmana, che costituisce sicuramente una delle realtà più importanti, dal punto di vista numerico e delle implicazioni sociali, con cui chi opera nel sociale si trova a rapportarsi.
L'idea centrale che il libro porta avanti è che i valori dell'Islam, sia quelli tradizionali, che quelli che si sono delineati all'interno dell'Islam stesso in quest'ultimo secolo nell'incontro con la modernità, non sono incompatibili con i valori e le pratiche del servizio sociale; anzi essi, se opportunamente integrati nel contesto "occidentale" del modo di intendere le pratiche di assistenza sociale, possono offrire prospettive interessanti e in continuità con la visione elaborata nei nostri paesi.
Si tratta innanzitutto di conoscere l'Islam e la comunità musulmana, così come si presenta nelle sue caratteristiche più generali, per potere comprendere quello che è l'essenziale di questa religione, distinguendo da quanto è stato elaborato da tradizioni locali ed è oggi prodotto di specifici fondamentalismi. La  situazione dell'Afghanistan, citata fra l'altro nel libro, dove una minoranza fondamentalista ha preso il potere al termine delle guerre di indipendenza contro la dominazione sovietica nella seconda metà del secolo scorso, non senza un aiuto importante delle stesse potenze occidentali, è emblematica di come il fanatismo religioso non può mai essere fatto coincidere con la religione che pensa di rappresentare tout court. Lo stesso burqa ad esempio è ben diverso dal significato del velo islamico così come lo prescrive il Corano.
Le autrici provengono dal mondo della assistenza sociale inglese; la Gran Bretagna ha sicuramente anticipato gli altri paesi europei per quanto riguarda la presenza di minoranze musulmane nelle proprie città e la riflessione sulle difficoltà e sulle prospettive che presenta il lavoro sociale con gli utenti musulmani sono sicuramente frutto di un ripensamento che questo incontro fra Occidente e mondo islamico ha portato; interessante notare che delle tre autrici, tutte con esperienza di formazione in ambito universitario, una è proprio di origine pakistana mentre la Crabtree è una cittadina inglese con esperienza di lavoro in università asiatiche per un lungo periodo. La conoscenza che emerge del mondo musulmano è quindi non solo accademica, ma esperienziale, basata sul contatto vivo con le comunità di questa religione sia in Gran Bretagna che all'estero.
La struttura in capitoli presenta un panorama molto completo di tutti quegli argomenti che possono a diversa ragione interessare chi opera nel mondo del servizio sociale e vuole farsi un'idea dei concetti generali del mondo  islamico, ma anche dei problemi principali e dei bisogni che spesso la comunità musulmana presenta nelle nostre città.
Dopo un'approfondita introduzione, che presenta anche l'impostazione generale del libro, come appunto l'approccio anti-discriminatorio e l'importanza di introdurre il tema della "riflessività", che fa cogliere la posizione del soggetto rispetto ai pregiudizi e alle opinioni di cui deve essere consapevole nel proprio lavoro sociale, il libro si sviluppa in otto capitoli che spaziano sui più svariati argomenti in modo, come dicevamo, molto completo.
Si presentano per esempio gli aspetti fondamentali della ummah (cioè della comunità musulmana); si evidenziano gli aspetti di riforma della formazione al servizio sociale che non può esimersi da un approccio multi culturale e multi religioso; si sottolineano diversi aspetti di stretta attualità che riguardano queste comunità dal punto di vista del diritto matrimoniale, del rapporto genitori figli, del modo di aiutare le situazioni di disabilità o di affrontare questioni morali come la tutela del parto e la situazione del fine vita. Si affrontano, inoltre, problemi legati al mondo della criminalità, come la violenza domestica, gli abusi sessuali, i reati e il tema del fanatismo. La criminalizzazione delle comunità musulmane spesso non tiene conto della sua marginalità a livello sociale e del fatto che questo tipo di comunità spesso è mal integrata nel tessuto sociale, spingendo l'identità religiosa a chiudere ancora di più i rapporti con una società con cui non si riesce a interagire.
Nelle conclusioni del libro, al contrario, si ribadisce che l'apporto musulmano può essere una risorsa preziosa, perché i valori dell'Islam, conosciuti in modo corretto, possono essere compatibili con i valori del servizio sociale, così come è maturato nella civiltà occidentale in questi ultimi secoli. Le autrici anzi auspicano un compimento di questo apporto proprio anche tramite la formazione di operatori sociali musulmani, che possano aiutare una corretta interpretazione di questi valori anche agli occhi della nostra gente.
In complesso il manuale della Erickson si presenta come un contributo positivo a una visione multi culturale della formazione sociale, che permette di superare quelle barriere che sempre più dall'"11 Settembre" in poi si sono rafforzate nell'ideologia dello scontro di civiltà. Il presupposto fondamentale della conoscenza dell'altro per potere istaurare un dialogo con lui guida tutto il libro, fornendo una visione completa, scientificamente ed esperienzialmente presentata, della comunità musulmana. La percezione che emerge nel lettore è una visione più ampia sui singoli problemi, che non vengono negati, ma che vengono comunque sviscerati in modo da capirne cause e modelli interpretativi più fedeli alla comunità che li presenta.
Il libro si mostra quindi molto interessante non solo per gli operatori sociali, che probabilmente attingeranno da questo manuale un servizio prezioso per la loro formazione, ma anche per tutti coloro che con il loro lavoro educativo hanno a che fare con le tematiche dell'integrazione e dell'incontro con utenti musulmani. Insegnanti ed educatori, quindi, oltre che assistenti sociali e operatori, troveranno una miniera di preziose informazioni su questa realtà così vasta, così vicina all'esperienza sociale in cui siamo immersi, ma allo stesso tempo così difficile da comprendere e così importante da interpretare al di là di facili pregiudizi e banalizzazioni.
 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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