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2018
30
Mar

Intervista con Blut

media 5 dopo 1 voti
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I Blut sono una band a cavallo tra Lombardia e Piemonte fondata dal cantante Alessandro Schümperlin, che ha esordito nel 2015 con il singolo “Forget Paris”. Da allora hanno pubblicato un album full length, la parte I, prima di pubblicare questo secondo capitolo.
Genere: Gothic Industrial Metal
Label: Sliptrick Records; Secret Sound Records AUSR
 
Davide
Ciao. “Inside my mind pt. II” esce a tre anni da una precedente parte I. Qual è il concept che attraversa questi due volumi?
 
Blut
A: Di per sé non sono passati tre anni ma due fino all’uscita del part two: detto questo il concept è quello di esaminare da un altro aspetto 12 malattie mentali, da quelle meno violente a quelle più pesanti, più alcuni personaggi importanti quali Lombroso, Freud e CG Jung. Nel mentre ci sono stati alcuni passaggi di vita personale.
 
Davide
Quando e come nasce ed evolve la band, con quali obiettivi e con quali traguardi raggiunti più significativi per voi ad oggi?
 
Blut
A: Di fatto Blut come progetto nasce il giorno dopo la “morte” di Anthologies, la mia vecchia band, nel giugno 2014. Da lì si è arrivati al 2015 con il primo singolo come progetto solista, appena dopo l’uscita del primo album si era diventati band da studio a fine anno e nel 2016 si è creata la prima lineup che è cambiata a più riprese, non ultima con l’uscita di Valentina dalla band di pochi giorni fa, fino ad arrivare ad oggi con me e Marika alla voce, Fabio al basso, Andrea e Vincenzo alle chitarre e Alessandro alla batteria.
 
Davide
Le canzoni sono scritte e arrangiate da Alessandro Schümperlin e da Giulio Capone. Giulio Capone tuttavia è accreditato come musicista ospite al basso, alle tastiere e alla batteria. Chi sono gli altri membri della band e come mai Capone, pur avendo un ruolo così importante nella band, ne fa parte solo in quanto ospite?
 
Blut
A:Per le registrazioni del primo e del secondo album non avevo una lineup stabile di conseguenza in assenza di musicisti per fare le registrazioni mi sono avvalso di Giulio per le parti che non ero in grado di suonare; nel frattempo si sono palesati alcuni musicisti di conseguenza Giulio ha lasciato il passo.
 
Davide
Perché avete scelto una parola tedesca come “Blut” (Sangue) per nominare la band?
 
Blut
A: Deriva dal famoso detto “Buon sangue non mente” ed essendo io per metà della Svizzera tedesca ho deciso di dare “spazio” alla mia parte elvetica e quindi “Blut lügt nicht”, dunque decisi per Blut.
 
Davide
Tra i titoli, oltre a Freud, spiccano nomi o termini della psichiatria: “Reduplicative” suppongo si riferisca alla paramnesia reduplicativa. una sindrome delirante caratterizzata dall'alterata identificazione dei luoghi, per cui il soggetto crede che un luogo o una scena sia stata duplicata, che esiste in due o più posti contemporaneamente, oppure che è stato "trasferito" in un altro luogo. Oppure “Ekbom”, che richiama il neurologo svedese Karl Axel Ekbom  e la Sindrome di Ekbom, o Delirio di Infestazione, una malattia poco conosciuta, caratterizzata dalla convinzione delirante di essere infestati da parassiti. A Kesswill in Svizzera, il 26 luglio 1875, nacque carl Gustav Jung (“Kesswill 25-7-1875”)... Da cosa nasce questa particolare interesse verso la psichiatria?
 
Blut
A: Dal DSM IV edizione. Diciamola meglio io sono sempre stato appassionato della “cosa” psicologica e psichiatrica, quindi mi sono detto che poteva essere interessante parlare di sindromi e malattie mentali e psicologiche inconsuete e non così comuni. Anche perché nell’essere vittima di malattie di quel genere ad oggi non è cambiato di molto di essere percepiti dai più dato che purtroppo la visione del malato mentale e del soggetto affetto da varie forme depressive vien visto come un “mostro” o come un “appestato” esattamente come 2 secoli fa. 
 
Davide
Tra le diverse tracce industrial-metal spicca diversa “Sigmund freud ist mein Nachbar”, la sua fisarmonica, il suo tempo di valzer decadente che rievoca gli organetti di Barberia dei saltimbanchi sviluppandosi in fine verso qualcosa che rievoca molto gli Einstürzende Neubauten. Quali sono stati i vostri massimi ispiratori (o ispiratrici) e in che modo cercate le vostre peculiarità nel suono e nello stile?
 
Blut
A: Per questi primi due lavori le canzoni di base sono state “colpa mia”, per i prossimi lavori la cosa sarà diametralmente differente. I miei ispiratori sono molteplici e di differenti estrazioni musicali, passiamo dai TiamaT ai Type o Negative, passando per Suicide commando, Mono inc, Blutengel Pain e molti altri. Il connubio con gli Einstürzende Neubauten è un grandissimo complimento ed ammetto che tutto sommato non sarebbe male un giorno suonare con loro.
 
Davide
“The Folly of Two” è basato sul noto “Tea for two” di “No, No, Nanette”. “Inside my mind” è stato pensato come un musical? C'è qualche idea di renderlo tale in futuro?
 
Blut
A: Sei il primo che si è accorto della citazione, applausi! Detto questo c’era l’idea di portarlo un giorno a teatro e fare una cosa a cavallo tra musical e show “classico”, ma per ora l’abbiamo accantonata dato che abbiamo la testa ai remix electro dark dei primi due lavori, di cui vi diamo anteprima di news discografica, ed alla stesura definitiva del materiale per il terzo album di inediti.
 
Davide
La Musica è la nostra vera Terapia, ha detto Claudio Abbado. Cos'è per voi?
 
Blut
A: Per me è la stessa identica cosa: uso sovente la musica come antistress e come meccanismo per incanalare certe negatività e farle così uscire da me. Di certo la stessa cosa accade con (e per) gli altri membri della band. Ovvio vado a “sentimento” e non per certezza certificata, ma direi che per poter stare insieme come stiamo una forma di “terapia di gruppo” la troviamo e durante le prove e durante i live. Poi beh… a stare in Blut un filo di dissesto mentale ce lo devi avere, quindi la terapia è d’obbligo!
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Blut
A: Come accennato l’idea è di poter uscire a metà anno, circa, con un album di remix electro dark di una serie di brani tratti dal primo e dal secondo album, pensiamo di farlo uscire in formato digitale poi se la richiesta del formato fisico sarà alta magari penseremo anche a farlo stampare in cd. Poi salvo intoppi vorremmo entro l’anno entrare in studio e registrare il terzo album, abbiamo già le composizioni “base” da cui partire per affinarle e siamo assolutamente convinti che con questa lineup potremmo uscire con i primi mesi del 2019 con un terzo album.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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