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2017
24
Ott

Intervista con Essenza

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BLIND GODS AND REVOLUTIONS

2017 SG records

Essenza nasce nel 1993, quando il giovane chitarrista Carlo G. Rizzello e suo fratello Alessandro S. Rizzello, bassista, iniziarono a suonare nei rock-clubs e nei festival del Sud Italia. In un primo tempo gli Essenza sono stati una band hard rock con influenze rock'n'roll, blues e progressive. Dopo le release di due demo (“Essenza” e “Algoritmo 60” negli anni 1996 e 1998), la band sviluppa  un suono più pesante ed elabora un proprio stile di hard rock melodico, ispirato ai mostri dell'heavy metal internazionale (Deep purple, Black Sabbath, Ac/Dc, Judas Priest, Van halen) con liriche in italiano. Nel 2000 l'album d'esordio “Suggestioni” contiene rifatti i brani dei primi due cd-demo, a cui segue “Contrasto” del 2004. Tornano nel 2007 con “Dance of Liars” (live), nel 2009 con “Devil's breath” per la Bigmund records e nel 2014 con “Blind Gods and Revolutions” (SG Records).

Intervista

Davide

Ciao. 24 anni fa nasceva “Essenza”. Cosa è rimasto invariato oggi degli inizi, cosa è sostanzialmente cambiato?

Essenza

Ciao Davide, quello che non è cambiato affatto è il nostro amore per l’hard & heavy e l’amore per la musica “suonata”. Il nostro percorso, segnato da numerosissimi live in lungo e largo per l’Italia, tra piccoli palchi e festival, ha portato a una evoluzione del sound, che rispetto agli esordi si è incattivito, ed è sempre più influenzato da venature thrash e power, senza perdere di vista la melodia e la struttura classica di song con riffing intricati, alternanza di linee vocali e parti strumentali elaborate. I nostri testi, che dal 2007 sono in Inglese piuttosto che in Italiano come agli esordi, sono diventati più ricercati, e l’intreccio strumentale di supporto, costituito da riff, soli, passaggi strumentali incalzanti e costruzioni ritmiche inusuali è diventato sempre più funzionale al brano. Di certo abbiamo elaborato uno stile più personale e riconoscibile…

Davide

Nove anni sono passati dall'ultimo “Devil's Breath”. Cosa è successo in questo lungo periodo di silenzio discografico?

Essenza

In realtà Davide, il silenzio è stato fortunatamente rotto dall’uscita del full-lenght “Blind Gods and Revolutions”, disco attualmente in promozione. Quest’ultimo disco è nato come prosecuzione naturale di Devil’s breath, lavoro che per noi è stato di rottura, perché ci ha portato a emergere in un contesto internazionale più ampio, essendo prodotto all’estero e distribuito a livello globale. La fortuna che “Devil’s Breath” aveva avuto, come responso commerciale, ci ha dato la forza di entrare in studio con una consapevolezza nuova, ci ha permesso di lavorare con la sicurezza di avere un pubblico di ascoltatori ansioso di ascoltare la nostra musica. “Blind Gods and Revolutions” ha segnato così il nostro rientro ad un'etichetta Italiana, e ci ha permesso di perseverare stilisticamente nella scrittura di brani molto personali, nei quali ci siamo preoccupati di far emergere la nostra natura, il nostro carattere, le nostre idee musicali. Nei nove anni consecutivi l’uscita di “Devil’s Breath” abbiamo potuto conoscere il nostro pubblico, misurarci su palchi come headliner o come supporto di grandi band nazionali ed internazionali… Abbiamo migliorato il nostro approccio alla distribuzione digitale, ai social (abbiamo deciso, per esempio, di pubblicare numerosissimi spezzoni live delle nostre esibizioni), di entrare in contatto con promoter, fan e stampa specializzata d’oltreoceano. Abbiamo pubblicato videoclip ufficiali, rilasciato interviste e…siamo entrati cioè in contatto con realtà che prima erano per noi solo un sogno, come ad esempio i contratti di endorsement di grandi marchi come la B.C. Rich e la Vater.

Davide

“Blind gods and revolutions”, perché dunque “Dei ciechi e rivoluzioni”? Quali temi trattano i testi del vostro quarto album così intitolato?

Essenza

Il disco tratta numerosi temi, articolati come episodi a sé stanti. “Plastic God” è la visione onirica e distaccata dei movimenti fanatici religiosi, dell’attaccamento a figure e movimenti mistici che di pacifico e positivo hanno a volte molto poco; “Bloody spring” è dedicata alla rivoluzione araba, o meglio a chi ha creduto che quel movimento potesse portare a un avanzamento civile delle condizioni governative repressive e antiquate; “the Song inside” descrive la personalità umana, contrastata, che spesso trova sfogo liberatorio nelle canzoni, nella musica, nell’arte; “the Fury of the Ancient Witch” riporta una delle leggende oscure della nostra terra, il Basso Salento, in cui una strega trova vendetta per la sua vita ai margini della società costringendo a ballare, sotto effetto di un incantesimo, un povero malcapitato fino allo sfinimento; “Lost and Blind” è un grido disperato contro la distruzione della natura sul nostro pianeta; “Fight for Change” un’esortazione al cambiamento personale, quello che tutti noi possiamo ottenere lottando a denti stretti, “Time” racconta della sfida ad armi impari contro il passare del tempo… Il disco contiene una ballad acustica, da molti apprezzata per la differenza stilistica col resto dei brani, “Seagulls in the night”, un brano cui tengo tantissimo perché assimila al volo dei gabbiani di notte la ricerca della libertà negata…

Davide

“Essenza”, secondo la concezione aristotelica, significa «ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un'altra cosa». Qual è la vostra?

Essenza

Nella nostra concezione, “Essenza” è l’insieme delle aspirazioni, delle attitudini e dei contrasti che caratterizzano il nostro animo.

Davide

Il regista John Waters ha detto che il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa. Voi avete un ideale di realizzazione storica di un qualche radicale cambiamento in un qualunque particolare ambito?

Essenza

Il rock (duro) rappresenta per me oggi un modalità di comunicazione. Senza filtri e senza barriere. Unendo la violenza sonora a temi importanti, credo che sia un genere musicale dall’elevato potenziale comunicativo ed artistico. Il nostro obiettivo, che passa attraverso la scelta di suonare musica diretta e ruvida, ma anche elaborata, ragionata e a tratti passionale, e di avere testi rabbiosi, ma positivi, è quello di contrastare la totale indifferenza e l’odio gratuito e indiscriminato che purtroppo caratterizza il nostro tempo.

Davide

Ma il rock, oggi, è diventato conservatore?

Essenza

Il “rock” patinato, sempre troppo influenzato da dinamiche commerciali e dalla ricerca di una estesa approvazione di massa, rischia di diventare conservatore… o comunque stereotipato o troppo legato a schemi dettati da motivazioni poco personali e poco artistiche. Più che conservatore, molto rock è diventato inutile, ovvero scritto senza il necessario coinvolgimento personale (sia esso di tipo emotivo, romantico, politico, religioso etc etc) Per fortuna, il rock come voce di ribellione e passione esiste ancora ed è forte… bisogna cercarlo bene.

Davide

Per Mick Jagger, stando a una sua dichiarazione, a volte essere sul palco è più forte che un orgasmo. Cos'è per voi essere sul palco, suonare davanti a un pubblico?

Essenza

È il momento in cui si può dare sfogo alla propria anima, quella che per lunghi periodi è lì, stretta tra obblighi, restrizioni e limitazioni varie. Il concerto live per noi è pura adrenalina. Amiamo il contatto ed il confronto con il pubblico.

Davide

Cosa seguirà?

Essenza

Ancora non siamo pronti per un nuovo disco, ma stiamo preparando qualcosa per festeggiare, l’anno prossimo, i nostri 25 anni di attività ininterrotta. Una ristampa… e del nuovo materiale multimediale! E specialmente… tanti concerti.

Davide

Grazie e à suivre...

Essenza

Grazie a te Davide.

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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