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2011
5
Mag

La gestione della classe - Luigi Tuffanelli e Dario Ianes

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Autorappresentazione, autocontrollo, comunicazione e progettualità
 
Uno degli “scogli” più impegnativi, contro il quale si infrange il percorso di molti insegnanti all’inizio del loro percorso lavorativo, è proprio la gestione del gruppo classe; il cammino formativo universitario fornisce spesso un bagaglio di conoscenze nell’ambito della didattica, della pedagogia e della psicologia, ma la difficoltà principale è la capacità di gestire l’intero gruppo di studenti, che si trova davanti all’insegnante con un eterogeneo bagaglio di bisogni, problemi, ma anche risorse e potenzialità.
La gestione della classe è un problema complesso, che riguarda diversi aspetti della vita di chi insegna: basti pensare alle difficoltà relative alle aspettative che si hanno sugli alunni, all’importanza di portare avanti una programmazione didattica inclusiva e una valutazione realistica dei risultati; essa coinvolge dinamiche relazionali e competenze comunicative che vanno ben oltre alla singola capacità di relazionarsi con una sola persona.
Questo ultimo manuale della Erickson sviluppa proprio  la tematica della “gestione della classe”, fornendo una guida sintetica per analizzare gli aspetti di cui parlavamo prima; in poco più di 200 pagine il testo si presenta come una guida completa per cogliere suggerimenti e strumenti concreti per analizzare i diversi aspetti di questo argomento e per cercare di intervenire in modo più consapevole ed efficace.
Tutto viene inserito nella  cornice narrativa di un fittizio dialogo fra tre insegnanti che si incontrano in montagna: il protagonista G è un giovane docente, appena uscito da un percorso universitario completo (con addirittura due lauree) e che invece si è scontrato con una deludente esperienza di docenza in una scuola media; poi ci sono due figure che rappresentano due modi di intendere l’insegnamento opposti e che entrano in dialogo con G. Da una parte P, un’insegnante con una visione della scuola aperta e progressista, dall’altra parte T, che rappresenta al contrario una tipologia di insegnamento più tradizionalistico e nostalgico verso il passato.
La forma letteraria scelta è quella dunque del dialogo: gli otto capitoli sono introdotti infatti da otto dialoghi che affrontano appunto otto tematiche diverse. Scorrendo l’indice ci accorgiamo subito della completezza dei temi trattati: l’autorappresentazione che l’insegnante ha in mente per sé e per i suoi alunni, la gestione dello stress, la comunicazione, la progettualità, la gestione dell’autorevolezza, le materie da insegnare, la valutazione e, in ultimo, le relazioni. I dialoghi sono di solito un modo per introdurre gli argomenti, quindi emerge chiaramente la loro natura fittizia e standardizzata; ciò nonostante è interessante l’uso della forma del dialogo, perché permette di cogliere quelle domande, quelle difficoltà e quei problemi, che spesso fanno parte dei discorsi quotidiani degli insegnanti. I lettori troveranno in questi dialoghi un aggancio per fare partire dalla loro esperienza quotidiana i problemi e gli argomenti che vengono trattati.
Ai dialoghi seguono in ogni capitolo le riflessioni teoriche che identificano  il problema, suggerendo criteri di interpretazione. Per ogni capitolo, quindi, si offrono anche proposte operative corredate con schede e materiale fruibile sul campo. Spesso si tratta di test di autovalutazione che, partendo sempre dal lavoro feriale che si fa con le classi, permettono di cogliere il proprio stile di insegnamento, identificando problemi, criticità, aree di cambiamento e miglioramento. Al termine di ogni capitolo è posta una sintesi delle idee principali emerse e del materiale che viene presentato, in modo da rendere il testo più velocemente scorrevole e utilizzabile.  
Ogni capitolo si rivela quindi come una trattazione sintetica, ma completa, sui diversi aspetti che vengono introdotti; gli insegnanti, a cui principalmente questo manuale si rivolge, potranno trovare un valido sussidio che non solo parte da situazioni molto concrete di “lavoro sul campo”, ma anche presenta una analisi completa e aggiornata sul tema proprio della gestione della classe.
Gli autori di questo manuale sono infine una garanzia circa il fatto che tutte le riflessioni partano, come è nello stile delle collane della Erickson, sempre dal vissuto concreto del lavoro a scuola: essi sono infatti Ianes, che è uno dei protagonisti più importanti dell’aggiornamento della formazione insegnanti alle nuove tematiche della nostra società, e Tuffanelli, esperto anche lui di formazione dei docenti.
Ho trovato i singoli capitoli molto ricchi di spunti in cui ci si rispecchia davvero nel lavoro quotidiano: particolarmente interessanti i suggerimenti per la gestione dello stress, che tengono presente delle analisi sul rischio di “burn out” nel lavoro dell’insegnamento se non si è capaci appunto di gestire lo stress come occasione per affrontare in modo nuovo i problemi che si incontrano; belle anche le osservazioni sulla comunicazione all’interno del gruppo classe con l’analisi molto efficace di stili comunicativi efficaci o non efficaci quando ci relazioniamo ai ragazzi che abbiamo davanti, non tanto come singoli, ma appunto come gruppo da gestire nel suo insieme; interessanti, infine, fra le altre cose, anche le osservazioni sull’importanza di sapere gestire le relazioni, tramite anche suggerimenti ripresi dall’analisi transazionale, che coinvolgono non solo il rapporto con gli studenti, ma anche i genitori, gli altri colleghi e l’istituzione scolastica in generale.
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Nel 2009 ha ottenuto la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
MAIL: lucag301@gmail.com
 
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