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2017
22
Giu

Intervista con From The Dust Returned

media 5 dopo 3 voti
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“Homecoming” è il titolo del lavoro d'esordio dei “From the Dust returned” per la Sliptrick records. From the Dust returned sono un gruppo rock/prog metal italiano formato da Alex De Angelis, voce e chitarre, Marco Del Bufalo – voce, Miki Leandro Nini, basso,  Danilo Petrelli, tastiere, Cristiano Ruggiero, batterista, ora sostituito da Andrea Vagenius, già componente dei Southern Drinkstruction e dei Corpsefucking Art, membro fondatore del gruppo assieme al chitarrista e cantante Alex De Angelis, che in passato andò via per motivi personali.. L'album è stato registrato e prodotto direttamente da From The Dust Returned.
Tutte le canzoni sono state composte da Alex De Angelis e arrangiate da Alex con Miki Leandro Nini, il bassista della band e Danilo Petrelli, tastierista e tecnico del suono.
 
Titoli:
01. Harlequeen | 02. Homecoming | 03. Echoes Of Faces | 04. Glare | 05. Wipe Away The Rain | 06. Sleepless
 
 

Davide
Ciao. Iniziamo dal nome della band? C'è una bella differenza tra un tornare “alla” polvere e un tornare “dalla” polvere... Una sottolineatura di rinascita? “Homecoming” è tra l'altro uno dei racconti contenuti in From the Dust Returned di Ray Bradbury. Perché vi siete identificati con la grande carica fantastica di Bradbury? 

From the Dust Returned
Ciao! Il nome della band è stato scelto da Marco e sta ad indicare esattamente una rinascita. Alex spiegò a Marco il senso che questo progetto aveva per lui, che usciva da un periodo piuttosto difficile della sua vita e che decideva di tornare, dopo quasi 15 anni e dopo aver intrapreso la carriera da tenore, all’heavy metal e lui, grande fan di Bradbury pensò fosse il nome più indicato.
Homecoming invece cerca di creare una similitudine tra il “raduno” di esseri di natura diversa, nel racconto di Bradbury e l’incontro tra membri dal background musicale ben diverso nella nostra band.
 
Davide
Quali sono i temi di questo vostro EP d'esordio e come descrivereste la vostra personale poetica?
 
From the Dust Returned
Il nostro primo lavoro si incentra sui problemi della psiche umana, passando dalla schizofrenia alla clinofobia, dalla depressione all’egoismo. Siamo sempre stati molto affascinati dalla psiche umana e da ogni sua sfaccettatura. La mente offre un ventaglio di tematiche molto ampio, su cui si può studiare e ricercare.
Cerchiamo sempre di affrontarle creando un dualismo tra i modi diversi sia di scrivere che di cantare di Alex e di Marco, spesso creando anche passaggi piuttosto bruschi tra una voce e l’altra, così come accade nei cambi di personalità e umore di chi è affetto da questi problemi.
 
Davide
L'albero della copertina con le sue ramificazioni è visto come un sistema nervoso periferico, costituito cioè dai nervi che collegano il cervello e il midollo spinale al resto del corpo. Qual è il significato
 
From the Dust Returned
L’albero rappresenta il centro delle nostre tematiche, il fulcro del nostro album. L’albero è la mente, è il sistema nervoso, è tutto ciò da cui parte ogni sfumatura dell’anima e della psiche umana. L’albero è vita ed ogni suo ramo è un’estensione del suo essere, simile all’albero stesso, ma con una sua forma propria.
È un albero spoglio, perché crediamo sia quello lo stato in cui l’io di una persona si riduca in preda a simili malattie mentali.
 
Davide
Veniamo a voi. Da quali esperienze musicali anteriori venite e come si è costituita la band? Con quale obiettivo primario?
 
From the Dust Returned
Veniamo tutti da background musicali ed esperienze diverse. Alex è un tenore, Marco è il cantante di una band grind/hardcore (i Sumera), Danilo è un tastierista che ama molto il prog degli anni ’70, mentre Miki proviene dal black metal, infine Andrea è il batterista di due band death metal (Southern Drinkstruction e Corpsefucking Art).
L’idea di Alex era quella di far confluire i background di ognuno dei membri della band nelle sue canzoni, dando la possibilità ad ognuno di poter esprimere la propria arte adattandola al suo modo di comporre.
L’obiettivo di questa band è cercare di dare una visione molto personale della musica progressive, distaccandosi da clichè o dettami del genere, facendo sempre le cose a modo proprio, dando spazio alla rappresentazioni musicali di sentimenti e stati d’animo.
 
Davide
Cosa vi ha portato a usare le due voci diverse, quella “pulita” la voce di Alex e l'altra aggressiva (“sporca”, sempre tra virgolette) di Marco. Che genere di conflitto o contrapposizione volevate evidenziare in questo modo?
 
From the Dust Returned
Quando si trattano tematiche come i disturbi psichici ci si imbatte spesso in un dualismo, che si crea ora tra le diverse personalità, ora tra i cambi d’umore, ora tra la persona e la malattia.
Il nostro dualismo non è solo creato tra le diverse voci, ma cerca di ricreare le diverse fasi della malattia anche nelle atmosfere su cui le voci cantano. Per questo può accadere che il growl si ascolti su delle chitarre acustiche ed invece il cantato pulito su ritmiche più dure.
Qualcuno può trovare alcuni stacchi bruschi o “poco accompagnati” tra diversi momenti delle canzoni o proprio nei cambi di voce, ma la schizofrenia, la depressione, la clinofobia non offrono certo momenti dolci e a noi piace provare a ricreare musicalmente ciò che quella malattia provoca in una persona.
 
Davide
La musica, così come l'arte tutta, serve a esorcizzare qualcosa in particolare? È catarsi o fenice di qualcosa per quanto vi riguardi?
 
From the Dust Returned
Dal nostro punto di vista, l’arte serve a comunicare ed è lo specchio di quello che siamo, qualora sia spontanea. Nel caso di Alex, le canzoni che scrive sono lo specchio del suo modo di pensare, con un costante altalenare di emozioni e sensazioni. Spesso simile a qualcosa di caotico, in alcuni momenti come ricerca di qualcosa che si contrapponga alla realtà, in altri come esigenza di assecondare il proprio stato d’animo. La spontaneità di quello che scrive è ciò che lo caratterizza e per ognuno di noi, cercare di mettere a servizio del brano il nostro modo di fare musica è un po’ come cercare di “leggere” ed interpretare ciò che Alex ha voluto comunicarci.
 
Davide
Quasi mezzo secolo fa gli anni 1970... Non sono stati il decennio in cui nacque il rock, ma sicuramente quello che ha visto invece la nascita della maggior parte dei generi e sottogeneri e derivati vari del rock. Come guardate indietro a quel periodo e come guardate poi al presente e al futuro della musica?
 
From the Dust Returned
Per noi il periodo degli anni ’70 è stato un periodo d’oro, perché ha visto la nascita dei più grandi gruppi progressive della storia, ELP, King Crimson, Gentle Giant, Genesis e di tutti quei dischi che hanno segnato indelebilmente il genere, sicura fonte di ispirazione per tutti noi.
Quegli anni non esistono più, questo è evidente, capolavori del genere non sono più stati scritti, ma crediamo fortemente che il presente sia ricco di interessanti e valide realtà.
Oggi è molto più semplice fare musica rispetto al passato e questo ha dato la possibilità a molte più persone di creare la propria musica e questo è sicuramente un bene.
Speriamo ci sia un cambio nel futuro, che porti alla ricerca di tutta questa musica valida e abbandoni in parte l’acquisizione di ciò che è solo meramente commerciale.
 
Davide
Dall'Enrico di Ofterdingen: Dove siete diretti? Sempre verso casa, avrebbe risposto  Novalis. E voi?
 
From the Dust Returned
Andiamo verso la ricerca e la sperimentazione, la continua voglia di metterci in gioco e alla prova. Ogni cosa fatta è e sarà solo un piccolo passo che ci proietterà verso il successivo. Non vogliamo identificarci con qualcosa se non con noi stessi, cercando di far capire pian piano la nostra natura a chi ci ascolta.
Mantenendo una matrice di fondo, esploreremo diverse situazioni, alcune delle quali magari saranno “pericolose” dal punto di vista della risposta del pubblico, ma è il nostro modus operandi e ne prenderemo il bello e il brutto che ne deriverà.
 
Davide
Cosa seguirà ora?
 
From the Dust Returned
Abbiamo molti progetti in cantiere e tanto lavoro da fare.
Certamente dobbiamo seguire i passi che farà l’album appena uscito, ma nel frattempo stiamo già lavorando al successivo, che sarà un concept, molto teatrale.
Entro la fine dell’anno uscirà una piccola sorpresa per chi ci segue, in tiratura limitata e… insomma, come dicevo… molti progetti in cantiere!
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
From the Dust Returned
Grazie a te e a presto!

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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