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2017
11
Mag

Intervista con Bellathrix

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Band ligure mista al maschile e femminile, Bellathrix, una recente realtà formatasi solamente nel 2015 e già all’esordio con queste otto tracce di heavy metal melodico raccolte sotto il titolo di  “Orion”. La band ora è composta da Pier Gonnella chitarra (in studio) e adesso sostituito da Daisy Mazzone alla chitarra, Lally Cretella alla chitarra e ai cori, Elisa Pilotti alla batteria, Steve Vawamas al basso e dalla cantante Stefy Prian. 
 
1.            The Road in the Night
2.            Before the Storm
3.            Fly in the Sky
4.            My Revenge
5.            I don’t Believe a Word
6.            The Ritual
7.            Orion
8.            King of Camelot 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Bellathrix. Due parole sulla genesi del gruppo...
 
Bellathrix
Ciao Davide e ciao a tutti. Possiamo dire che Bellathrix sia il risultato di un incontro fra due vecchie amiche (Stefy e Lally, che iniziarono a suonare insieme nei lontani anni ottanta e poi seguirono diversi percorsi musicali) che decidono di mettere su un gruppo per fare del sano rock vecchio stile. Tutto questo coadiuvato dagli altri componenti del gruppo: musicisti, artisti e soprattutto rockettari di un certo talento ed esperienza. Il primo risultato è Orion, presto ne seguiranno altri.
 
Davide
Bellatrice, stella della costellazione di Orione, ovvero la Guerriera, l'Amazzone...Perché dunque questo nome al gruppo?
 
Bellathrix
Bellathrix è un nome che è venuto fuori un po’ per caso, suonava bene e soprattutto, essendo il nome di una stella Guerriera ed Amazzone (un’altra passione di Stefy sono i cavalli) poteva rappresentare bene una band per i 3/5 femminile. Dal nostro punto di vista la donna rockettara è sempre e comunque una guerriera, perché non ha vita facile in un genere musicale che è stato sempre prettamente maschile. La parte maschile del gruppo è comunque molto importante per mantenere un equilibrio naturale necessario. Diciamo pure che siamo un gruppo completo.
 
Davide
E poi "Orion"... Una costellazione che, da millenni, è al centro di miti e storie. Quali sono le storie, i racconti dei testi che compongono le canzoni di "Orion", e qual è il loro tema centrale?
 
Bellathrix
Diciamo che i pezzi di Orion raccontano di varie situazioni di vita quotidiana, legate poi ad un obiettivo comune: la crescita personale, in un contesto di voglia e necessità di ritornare alla vita ricca di tradizioni e saggezze popolari, perché è proprio attraverso questo viaggio che si possono trovare molti spunti di riflessione. Road in the Night vuole essere una rappresentazione della visione della vita e dei rapporti interpersonali: qualunque cosa succeda, il percorso che ognuno di noi fa è al buio, nessuno sa cosa succederà domani, l’unica luce è quella che la natura ci fornisce e cioè il cielo stellato. Before the Storm spiega la situazione attuale come un periodo di tempesta, durante il quale siamo costretti a subire gli eventi e la voglia di ritornare al vero significato del vivere, continuando a combattere, credendo fermamente in un domani migliore. Fly in the Sky è la visione della crescita personale come obiettivo e percorso di vita. E’ un lavoro difficile quello che si fa su noi stessi e quindi, a volte, dobbiamo volare via con i pensieri, per prenderci un po’ di riposo (come il guerriero che si riposa prima della prossima battaglia). My Revenge è la fine di un rapporto con una persona che in definitiva non si è comportata correttamente e non ha capito nulla, probabilmente non si è neanche sforzata di capire come fosse veramente il partner: anche qui tanta rabbia, ma poi la vendetta migliore rimane quella di privarlo della propria presenza (chi non ti vuole, non ti merita!). I don’t believe a word racconta dell’importanza di trovare fiducia in sé stessi, senza ascoltare troppo le persone che si hanno intorno, che spesso parlano per cattiveria ed invidia (soprattutto in un mondo superficiale come quello di oggi). Solo in questo modo si può iniziare un percorso per arrivare a vivere la propria vita con serenità, rendersi conto che siamo noi gli artefici della stessa. Orion si rifà alle abitudini popolari di guardare le stelle e, come nell’antichità, condurre un’esistenza più allineata con la natura, basata sul Rispetto (con la R maiuscola) di tutto ciò che ci circonda. E’ tempo di farlo, perché Orion sta bussando alla nostra porta. Infine King of Camelot, che, musicalmente parlando, è un pezzo completamente diverso dal resto e chiude il cd riallacciandosi al narrato iniziale. L’intro è un anziano che trasferisce la propria saggezza ad un ragazzino; possono essere anche visti come Merlino che parla al giovanissimo Artù e King of Camelot parla così di un Artù cresciuto, che rientra dalla battaglia accompagnato dai suoi cavalieri e da Lancillotto (la leggenda di Artù è sempre molto attuale: una tavola rotonda, una sorta di democrazia che mai esisterà nella realtà, un uomo di forti princìpi che, in qualche modo, fa sperare in un mondo migliore) e, superata una tempesta nel bosco, riprende la via di casa, che rappresenta poi il suo destino di Re (quindi, sì: noi siamo artefici del nostro destino, ma occorre tuttavia lasciare che questo faccia il suo corso, come è scritto nelle stelle). I pezzi di Orion sono una visione realistica della vita, con un pizzico di leggenda e fantasia, per riportare infine ad un equilibrio naturale.
 
Davide
Presentateci gli ospiti presenti in questo vostro lavoro...
 
Bellathrix
Super Ospite (e non solo) di eccezione è Pier Gonnella, che ha partecipato in tutti i pezzi in studio sia come artista che come studio di registrazione. E’ stato un onore per noi lavorare con lui.
In The Ritual un assolo spettacolare di Tommy Massara degli Extrema: anche egli ci ha onorato con la sua collaborazione. In King of Camelot altro grande ospite: Martin Grice dei Delirium che, con il suo talento, ha reso il pezzo veramente speciale. In I don’t believe a word ascoltiamo Federica ‘Candy’ Pelizzetti, una talentuosa violinista genovese, molto giovane, diplomata al conservatorio di Genova. Ed infine Dave Garbarino che ha impreziosito il risultato finale con le sue tastiere. Cogliamo l’occasione per ringraziare di nuovo tutti.
 
Davide
Quali artisti o gruppi collocate al vertice dei vostri riferimenti?
 
Bellathrix
Bella domanda! Beh, sicuramente tutti i gruppi Hard Rock ed Heavy Metal degli anni ’80 (sia stranieri che italiani). Ognuno di noi segue diverse tendenze che si possono in qualche modo captare nei lavori che fanno parte del  percorso artistico di ogni componente
 
Davide
Heavy Metal è anche uno stile di vita per affrontare la vita e la società e in che modo? Qual è oggi la forza sovversiva e ribelle del rock?
 
Bellathrix
Heavy Metal è stata ed è ancora oggi una scelta di vita. Negli anni ’80 aveva un senso ben preciso, dato dalla situazione sociale di allora: il capello lungo, il chiodo, testi di un certo tipo, a volte molto impegnati socialmente parlando (vedi Metallica, Megadeth). Nel contesto storico-sociale attuale, la forza sovversiva del rock è sicuramente quella che permette la sua sopravvivenza, sempre di nicchia, sempre nell’underground; ma il ROCK c’è, è vivo ed è arrivato fino ad oggi (anche grazie ad etichette come la Black Widow).
 
Davide
Perché avete scelto di reinterpretare “The Ritual” degli Strana Officina, una delle prime band heavy metal italiane?
 
Bellathrix
La cover della Strana Officina nasce dall’esigenza di rendere tutti gli onori a questa band che tanto ha dato e continua dare all’Heavy Metal italiano. The Ritual è il brano perfetto per diversi motivi: innanzitutto perché cita la costellazione di Orione, secondariamente, perché ha il sapore degli esordi, l’essenza e la purezza del classico heavy e, in terzo luogo, ci sono i riff e gli assoli di Fabio Cappanera. Lally, Tommy Massara e Pier Gonella si sono impegnati per dare un valido contributo: i loro differenti stili si sono fusi in un omaggio a Fabio, al suo gusto, alla sua tecnica che, si spera, rimarranno nella memoria della vecchia, e magari anche della nuova, generazione.
 
Davide
È bello costruire dal vivo un’emozione, condividere il sacro, lo spirituale e il carnale, disse il cantautore francese Alain Bashung. Cosa cercate nei vostri concerti tra voi, la vostra musica e il pubblico?
 
Bellathrix
Noi siamo una band che cerca sicuramente, prima di tutto, l’impatto dal vivo. Siamo fans del motto “Sali sul palco e dai al pubblico tutto quello che puoi dare, fino all’ultimo respiro”. Musica è passione, Rock lo è ancora di più: un genere che si esalta nella performance live.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Bellathrix
Seguirà il secondo CD, ci stiamo già lavorando. L’obiettivo è riuscire di nuovo a fare dei pezzi che soddisfino le nostre aspettative e che, si spera, incontrino anche il gusto del pubblico. Sicuramente sarà un po’ più ‘movimentato’.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
Bellathrix
Grazie mille a te e a presto.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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