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2011
12
Apr

Metropoli - Nader Ghazvinizadeh

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a cura di Sergio Covelli
Edizioni CFR (Sondrio, 2011)
pag. 48, euro 8.00
 
Il Premio Fortini si rivela esempio di luogo da dove ci s'accorge dell'esistenza di poeti da considerare e riconsiderare. Infatti sappiamo di Nader Ghazvinizadeh, che come spiega addirittura l'editore non è poeta migrante ma poeta civile e basta, grazie alla silloge "Metropoli" pubblicata in virtù della vittoria (appunto d'una pubblicazione) proprio del Fortini, a mo' d'omaggio. La silloge c'ha molto affascinato in quanto, saremo chiari, d'impatto pensavamo di trattasse d'altro materiale. O d'altra materia. Comunque acremente accattivante. Il punto invece è che entrando in questa piccola summa' troviamo la grazia d'una sperimentazione che vede il linguaggio della fatica in stanza d'urbanizzazione misurarsi perfettamente con la stanchezza d'una velocità di lingua, la stessa, che dovrebbe essere accantonata ma per annullare l'ipotesi dello straniamento dalla musicalità, ma di più dall'enjambement. Piccolo esempio: "La donna viene con l'uomo cane / che scambia il ventre con l'otre / viene la fame e il nebbione / la sera il lago si fa di marmo / e comincia la cucina che nega l'acqua / e giustifica il vino / la donna esce, disfa l'acqua col remo / fluida l'infelicità nelle pance della città". Il timbro, che esalta un tono apparentemente piano, sfoglia il gemere dei contenuti, qui e sempre di poesia sociale, dove è chiaro che l'obiettivo è quello di raggiungere un nuovo clima che trapassa e trapassi sia la famigliarità solite delle persone – protagonisti – sia il tenue andirivieni d'una quotidianità che la città pone in suggerimento di rassegnazione per lo stesso soggetto vivente dei versi. Nader Ghazvinizadeh riesce a tenere insieme il filo della rivelazione d'un'ulteriore spaesamento dovuto all'urbanizzazione praticamente forzata e ai dettagli dei vari problemi accomunanti le sofferenze d'interiorità e di corporeità, con il gomitolo della versificazione che è essa stessa descrizione, passateci il termine greve, della disomogeneità di queste tante e diverse esistenze comunque e possibilmente al margine. Il poeta dichiara la sua resistenza alla deflagrazione, per aggiungere, quando punta il naso su Bologna e riserva alla capitale del voluttuoso un'immagine perfettamente in decadenza. Però, in limine, con possibilità di riscatto. Spiraglio che da tutte le poesie, rileggendo persino, s'intravede. O appare. E le metropoli sono da rivisitare.
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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