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2016
8
Nov

Intervista con TZAD

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 Facebook : www.facebook.com/00TZAD
 
Il progetto TZAD nasce nel 2012 da un idea di Andrea Balzani (pianista, tastierista e compositore) dall’unione di due precedenti progetti (“Skyline Project” e “Rhain”) con l’intento di fondere insieme sonorità Ambient\Cinematic con influenze Metal, Classiche ed Elettroniche.
Il progetto ha all’attivo due album (“Essential” – “The New Era”); punto di forza sono le sonorità maestose, sinfonismi classici ed atmosfere esoteriche tipiche delle colonne sonore, senza tralasciare i virtuosismi dei grandi  tastieristi e chitarristi progressive\neoclassic metal.
Tra i numerosi musicisti che hanno collaborato sono presenti :
Francesco Ivan Sante Dall’O (Chitarra) - Francesco Mc Grussu (Chitarra) - Luca Romano (Chitarra) - Alessandro Farulli (Batteria e Percussioni) - Francesco Napoleoni (Basso Fretless) - Ylenia Scimia (Voce Soprano)
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Andrea. Cos'è la “Nuova Era”?
 
Andrea
Ciao a voi di Kult Underground.
“The New Era” è il titolo dell’album e la traccia di riferimento di questo secondo lavoro, ma non solo, ha anche un profondo significato autobiografico in quanto la maggior parte dei brani sono stati concepiti in un momento particolare della mia vita dove si chiudeva un capitolo e se ne apriva un altro, sicuramente più positivo e questo lo si può cogliere soprattutto per le scelte sonore che per la cura degli arrangiamenti.
 
Davide
TZAD è una "one man band" o un gruppo aperto? Ci presenti i musicisti ospiti in "The New Era"?
 
Andrea
Per ora TZAD è un progetto solista ma non escludo in futuro la formazione di una band vera e propria.
La maggior parte della musica è composta, arrangiata e suonata da me. Nel progetto ho coinvolto vari musicisti che si sono dimostrati molto competenti e professionali apportando un notevole contributo alla riuscita del progetto. Alle chitarre figurano Francesco Ivan Sante dall’O, Luca Romano e Francesco Grussu, alla batteria Alessandro Farulli, al basso Francesco Napoleoni ed infine la cantante Ylenia Scimia. Vorrei inoltre includere la compositrice e clarinettista Mariachiara di Cosimo che mi ha assistito durante la stesura degli arrangiamenti, David De Rossi per l’aiuto nelle parti elettroniche, il fonico Pierangelo Ambroselli per le registrazioni ed i missaggi ed infine il grafico Fabrizio Pavia per la realizzazione dell’artwork.
 
Davide
La parola Tzad, se non sbaglio, è una serie di regole da rispettare nell'intrappolare o no un animale selvatico affinché non gli si crei sofferenza. Se ne parla nella Torah e nel Talmud...
 
Andrea
Si è una termine ricorrente in vari culti e religioni; personalmente volevo rappresentare qualcosa che racchiudesse il progetto in una parola sola e in parte che si riferisse anche alla mia persona. Secondo alcune ricerche inoltre ho scoperto che il mio nome esoterico è proprio TZAD qui inteso come un'immagine potente, altruista e portatrice di energia positiva.
Credo che appunto tutti noi, siamo fin dalla nascita inevitabilmente imbrigliati in certe regole e schemi sociali imposti dall’alto che se non dovutamente controllati rischiano solo di limitare la propria libertà e personalità specie per un artista.
 
Davide
Vediamo la copertina, un pentacolo che sorge dal mare. Il pentacolo anticamente venne ampiamente utilizzato come simbolo sacro nella pratica dei culti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica. Perché dunque un pentacolo?
 
Andrea
Il pentacolo è appunto un simbolo presente in molte culture pagane inteso come un significato positivo. Mi ha sempre affascinato questo legame e ho pensato che ciò potesse sposarsi perfettamente sia con le mie sensazioni che con le sonorità del disco: un pentacolo con il vertice in alto che emerge dal mare come ad indicare una figura maestosa e positiva che emerge dal profondo.
 
Davide
Che significato ha per te l'esoterismo? Che legami ci sono tra la musica e le verità occulte, i significati nascosti?
 
Andrea
Musica ed esoterismo fin dai tempi più antichi sono due elementi che viaggiano su strade parallele per poi incrociarsi inevitabilmente; ne troviamo ampie dimostrazioni anche presso gli stessi compositori classici: in J.S.Bach dove abbondano i riferimenti matematici ed alla simbologia gematrica, in Mozart dove sono ben evidenti i rimandi all’affiliazione massonica, in Debussy per la “sezione aurea”, in Satie dove sono chiari i riferimenti all’ordine segreto dei  “Rosa Croce” e sullo teoria gnostica, in Skrjabin con gli studi sul misticismo e sui legami teosofici…
Per quanto riguarda la mia visione sull’esoterismo è un campo che mi affascina, ho letto diversi libri sull’argomento e cerco di costruirmi una mia visione coerente con ciò che conosco ed inevitabilmente tutto questo traspare anche sulle sonorità che scrivo.
 
Davide
Cosa si evolve e cambia, cosa rimane del precedente "Essential"?
 
Andrea
Il primo lavoro “Essential” (pubblicato nel 2013 nel catalogo della Sifare Edizioni Musicali con il nome di Metamorphosis vol. 4) è una raccolta che racchiude varie sonorità e componenti diverse anche se, a mio avviso è un album piuttosto acerbo; essendo il primo lavoro si avverte inevitabilmente lo scotto dell’inesperienza; molti brani inoltre erano stati concepiti molto tempo prima della loro effettiva pubblicazione. Le influenze sono tante e numerose, sono presenti sinfonismi classici, fraseggi tastieristici, sonorità atmosferiche, brani metal in stile neoclassico, elementi di musica celtica.
“The New Era” al contrario è sicuramente un album più maturo del precedente sia da un punto di vista compositivo che tecnico, per le scelte sonore e per la produzione, questo grazie alle conoscente ed alle esperienze maturate in questi anni con gli studi in conservatorio. Anche qui le sonorità sono varie ma più compatte: tracce di musica lounge, elettronica, arpeggi tastieristici, assoli chitarristici di chiara influenza metal, elementi di musica lirica e atmosferiche classiche. Sicuramente un album molto più evoluto del precedente in cui si possono riscontrare molti elementi interessanti.
 
Davide
"The New Era" si può considerare una sorta di film musicale con un suo racconto, introdotto per altro da un vero e proprio prologo? Qual è il suo tema conduttore?
 
Andrea
Ogni traccia credo sia più una storia a sé dove si mescolano esperienze diverse e influenze diverse; ci sono brani più “aperti” come Dreaming to Fly, o “Serenade” ed altri più introspettivi come “Oniric Visions” e “The New Era”, credo che da questo punto di vista l’elemento che accomuna di più l’intero lavoro sia l’invito alla riflessione e alla meditazione da parte dell’ascoltatore.
 
Davide
Cosa vuol dire per te vivere ovvero non vivere di musica in Italia negli anni Duemila?
 
Andrea
È un esperienza che sto vivendo in prima persona in quanto sono ben consapevole che il genere musicale che propongo non si inquadra certamente in un’ottica commerciale o di largo consumo anche perché è assolutamente svincolato dalla tipica forma “canzone” ed anzi invita l’ascoltatore ad un approccio più meditativo.
Personalmente posso dirti che il panorama musicale italiano è ricco di artisti e gruppi di elevata preparazione tecnica e di grande talento ma che purtroppo per i soliti motivi noti di budget, esperienze e conoscenze, incontrano un enorme difficoltà nel farsi conoscere e ricevere le attenzioni che invece meriterebbero. Inoltre il mercato musicale italiano è senz’altro impostato su standard più pop o melodici e questo sicuramente rende le cose ancora più difficili specie per un artista che voglia farsi strada in un percorso musicale “alternativo”.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Andrea
Attualmente sono impegnato in alcuni progetti in veste di pianista e compositore classico e con un progetto metal strumentale.
È già presente nuovo materiale su cui poter lavorare ma penso che ciò non avverrà prima della prossima primavera\estate anche per poter inquadrare bene il percorso da seguire nella stesura delle tracce e la scelta degli arrangiamenti in quanto TZAD è un progetto in continua evoluzione; credo appunto che la cosa migliore per un artista sia quella di proporre lavori sempre nuovi e diversi ma che restino in linea con le proprie coordinate stilistiche.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
Andrea
Grazie a voi a presto!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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