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2011
3
Apr

Rivelazione All’esquilino - Mariolina Venezia

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Pagg. 54 Euro 6 Nottetempo Editore

 

La scrittrice dopo il fortunato esordio narrativo con "Mille anni che sto qui",  Premio Campiello 2007  e dopo avere dato alle stampe volumi consistenti, non solo per qualità letteraria, ma anche per le pagine dei volumi come "Altri miracoli" e " "Come piante tra i sassi", cambia registro narrativo e casa editrice. Ci sorprende con un breve racconto incentrato sulla figura di due ragazze che vivono assieme: Rosaria, siciliana, anche se bionda, separata dal compagno Alberto, padre di un bambino, Blu e Delfina, giovane artista, dedita all'installazione di opere che nessuno apprezza. Li accomuna un conflitto generazionale e di mentalità con i rispettivi padri. Il primo, reduce da un periodo in cui lavorava in Belgio, sognava per la figlia un matrimonio " normale" e vende un terreno in Sicilia per aiutare la figlia i difficoltà economiche. Il padre di Delfina , facoltoso architetto, non ha, anche per colpa della ragazza, nessun rapporto con la figlia se non qualche assegno quando gli viene chiesto. Il tutto avviene all'Esqulino, quartiere vicino la stazione Termini, che la buona borghesia ha abbandonato perché invaso da extracomunitari e, in questo quartiere, dominato da tante culture e tante mentalità, si snoda la storia delle due ragazze. Decisa e determinata Rosaria, assillata da concreti problemi economica, artista, o presunta tale, Delfina. Rosaria va a lavorare in un fast food dell'indiano Singh, zio di Amar,  un ragazzo aspirante attore, il suo idolo è Marcello Mastroianni, ma il padre di Rosaria farà in modo che il locale sarà chiuso per gravi problemi igienico- sanitari anche se, parte delle some che il padre di Rosaria incamererà per la vendita del terreno, andranno a finire proprio in un nuovo ristorante di extracomunitari. Le voci narranti del romanzo sono Rosaria e suo padre e, in questo piccolo libro, vi è molto:il rapporto padri-figlie, l'intolleranza di larga parte degli italiani verso i " diversi", il confronto-scontro fra cultura diverse. Rosaria e Delfina sono due facce della stessa medaglia: la prima siciliana, la seconda del Nord, la prima alle prese c prole concreti economici, la seconda con quelli esistenziali. La scrittura della Venezia è diretta, immediata, ci offre ," in presa diretta", uno spaccato veritiero della realtà ed è brava a tratteggiare i  personaggi presenti nel volume. Il finale è una sorpresa per il lettore ed é un inno alla speranza, alla tolleranza, alla vita.
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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