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2011
30
Mar

Intervista con Paolo Rigotto

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PAOLO RIGOTTO – BIOGRAFIA
 
Paolo Rigotto è nato a Torino il 18 dicembre 1973. All'età di 12 anni si avvicina alla registrazione multitraccia e alla programmazione di sintetizzatori e sequencer. Primi esperimenti e composizioni. All'età di 18 anni si avvicina allo studio della batteria con i maestri Dario Bruna e Marco Volpe. Frequenta seminari di Giulio Capiozzo, Ellade Bandini, Tommy Campbell, Tullio de Piscopo e Walter Calloni e corsi di musica d'insieme con i maestri Tessarollo e Chiricosta.
Coinvolto fin da adolescente in vari progetti musicali (sia come tastierista che come batterista) attualmente le sue principali collaborazioni sono quelle con Banda Elastica Pellizza (premio SIAE Tenco 2008); la reunion dei Syndone (la gloriosa prog band del compositore Nik Comoglio); il cantautore Francesco Stabile. Collabora inoltre con due ensemble di ricerca musicale ed inserimento sociale: il CLGEnsemble di Dario Bruna e il progetto Groove 'n' Therapy di Albino Vicario.
Nel 2010 il brano Scheda Madre vince il premio La musica elettronica italiana nel 2061, promosso dal Festival Club To Club in collaborazione con il Comitato Italia 150. Scheda madre è uno dei dieci brani che compongono il suo primo album solista Corpi celesti, realizzato nel 2010 e uscito all'inizio del 2011. Grazie all'esperienza con il gruppo Banda Elastica Pellizza (che ha visto questa band impegnata sui palchi di Premio Tenco, MEI Faenza, Caterraduno 2009) e alle interessanti collaborazioni con personaggi quali Roberto "Freak" Antoni, nasce il progetto solista di Paolo.
 
Corpi celesti è un crocevia di generi musicali che spaziano dall'electropop al prog rock, sempre con una velata quando non esplicita (auto)ironia e un uso divertito dell'elettronica. Canzoni brevi (raramente si superano i canonici 3'30'') ognuna delle quali rappresenta una chiave di lettura alternativa della musica pop di oggi. A partire dalla primavera del 2011 il disco troverà la sua realizzazione dal vivo grazie alla collaborazione con i musicisti Felice Sciscioli (Treni all'Alba), Silvio Vaglienti, Francesco Borello (Funk Anonymus).
 
BAND LIVE:
Paolo Rigotto: voce, tastiere, batteria
Francesco Borello: basso
Silvio Vaglienti: chitarra
Felice Sciscioli: batteria
 
Paolo Rigotto web:
 
Comunicato stampa a cura di Donato Zoppo e Francesca Grispello
 
  
 
INTERVISTA
 
Davide
Ciao Paolo. È il tuo primo disco solista. Com'è nato questo bisogno dopo anni di musica fatta insieme ad altri (con Banda Elastica Pellizza, Syndone…)?
 
Paolo
In realtà i miei problemi con la musica  risalgono all'adolescenza, registrazioni fatte in condizioni demenziali e, per coerenza, con testi spesso demenziali (anche involontariamente). Diciamo che oggi ho semplicemente meno paura di perdere la faccia.
 
Davide
Musicalmente notevole, "Corpi celesti" non sembra somigliare in modo particolare ad altre cose già fatte, già dette, a parte un certo umore zappiano o "eliano" (si dice "eliano"?). Segue ragioni proprie, uno stile già maturo e molto personale. Quando e come hai scoperto che nella vita avresti fatto musica?
 
Paolo
Avendo un fratello, Beppe,  musicista e di dieci anni più grande di me, sono cresciuto  circondato dai dischi rock degli anni '70-'80.
Ho appoggiato le mani su una tastiera elettronica a 8 anni e me ne sono innamorato, a tal punto che oggi la suono più o meno ancora allo stesso modo.
 
Davide
I tuoi testi, in modo ironico, fanno pensare e ci si ritrova. Nella ghost-track si ascoltano alcune tracce in cui hai preso appunti, forse con un qualche registratore portatile, di testi, melodie… idee insomma per i brani di "Corpi celesti"…
Al di là delle idee improvvise, componi poi musica e scrivi testi di getto o segui un paziente lavoro di revisione, o per dirla con Orazio, labor limae et mora?
 
Paolo
Ho scoperto in questi anni che una canzone nasce da sè. 
Quando mi accorgo di essere alla ricerca ossessiva della "melodia perfetta" o del testo "d'effetto a tutti i costi" smetto di suonare e faccio altro, tipo stare alla luce del sole o mangiare una fetta di crostata all'albicocca.
Orazio interviene nel momento in cui si dà la forma all'idea, ma l'idea nasce in circa diciassette secondi.
 
Davide
Quanto influisce Torino, il viverci, sulla tua musica e sui testi? O in ogni altro luogo sarebbe lo stesso?
 
Paolo
Credo che ogni luogo abbia la sua musica. Credo che non potrei fare questa musica in un altro posto. Farei  altra musica, non so se migliore o peggiore, ma certamente non questa qui.
Torino è in questo momento una realtà musicale  creativa, in fermento. Bisognosa di fare qualcosa. Ci stiamo vivendo nel mezzo, siamo nel pieno di un fermento creativo che non può passare inosservato.
Insomma, gli artisti ci sono. Fateli lavorà. 
 
Davide
Per l'occasione ho riascoltato un paio di lavori della Banda Elastica Pellizza, Goganga e La parola che consola (Premio Tenco 2008). Banda Elastica Pellizza, Syndone e Corpi celesti: tutte cose di grande qualità, ma sicuramente molto diverse tra loro. Come descriveresti la tua "identità sonora" di base?
 
Paolo
Banda Elastica è la mia fidanzata storica. Syndone è l'amante con cui sfogare i propri istinti passionali, Corpi Celesti un figlioletto un po' traviato.
Credo che la mia identità sonora stia nel contrasto. Non potrei mai fare il musicista specializzato, dedicare la mia vita musicale solo al Jazz, o solo al Rock, o solo alla classica e così via. Ogni musica ha la sua caratteristica emotività, è bello poter scegliere di cosa si ha musicalmente bisogno in un dato momento.
 
Davide
In musicoterapia, nelle esperienze di gruppo si è evidenziato che i pazienti leader, tendono a scegliere strumenti che divengono facilmente strumenti leader. Essi sono di grande volume, di facile uso, ritmici e potenti. Appartengono spesso alla classe degli strumenti a percussione… In tal caso non mi spiego il fatto che il batterista in una band non venga quasi mai considerato il leader di un gruppo… Ad ogni modo, hai studiato la batteria con maestri di tutto rilievo… Chi sono o chi sono stati i più grandi batteristi e percussionisti secondo te e perché?
 
Paolo
Avendo esperienza di laboratori musicali con pazienti psichiatrici devo riconoscere che in un setting di gruppo le percussioni in generale e la batteria in particolare sono in effetti strumenti molto "sonori" e "competitivi", poichè in tale condizione il ritmo e il volume sonoro sono determinanti per la conduzione della performance.
Credo che in ambito musicale "tradizionale", invece,  il batterista abbia contro di sè la mole stessa della batteria; se qualcuno tra il pubblico ti nota di tanto in tanto tra un piatto e un tamburo sei già un batterista appariscente. Nel rock, solo quando il batterista può permettersi di lasciare il proprio sgabello e stare in piedi sul palco riesce ad essere frontman (vedi Phil Collins, o il nostrano Franz Di Cioccio). Per fortuna c'è il momento del solo...
I più grandi batteristi della storia? Tantissimi. Nel rock considero fondamentali Ringo Starr (ha inventato il suono della batteria pop, nel bene e nel male), Nick Mason (ai tempi di Ummagumma era esplosivo e selvaggio), Keith Moon e Stewart Copeland. Nel Jazz amo Max Roach, un grande melodico della batteria, e tra i contemporanei adoro Joey Baron. Ma mi piacciono anche molti professionisti italiani: Ellade Bandini, ad esempio, è per me uno dei più grandi batteristi del nostro paese.
 
Davide
Non sfugge, a un certo punto, la citazione di Gerontocrazia degli Area… col potere delle cose posso avere la tua vita controllata e si chiama libertà… È un semplice omaggio agli Area o è una "frecciatina" che rilanci a coloro che detengono varie forme di potere in Italia? Cosa ne pensi di quello che accade tra la nostra cultura e le nostre istituzioni?
 
Paolo
La citazione Area è uscita da sè, cercavo una frase che potesse descrivere il modo in cui la moderna "democrazia dei consumi" mette a disposizione di tutti un'infinità di splendidi oggetti, ovviamente inutili, attraverso i quali comprare il tacito consenso della gente. E poi, pensando, scrivendo, correggendo, mi è venuto in mente che la frase già esisteva, ed era di Demetrio Stratos. Non potendo usare parole migliori delle sue, ho usato le sue.
Per quanto riguarda il rapporto tra cultura e istituzioni, non sono abbastanza colto e istituzionalizzato da poterti rispondere.
 
Davide
Molto belle e originali le sculture di argilla di Tiziana. Chi è? Perché le hai scelte per le copertine e per le pagine del booklet?
 
Paolo
Tiziana è un'ospite della comunità in cui lavoro. Ha realizzato queste minuscole sculture nell'ambito delle attività di laboratorio e ne sono rimasto affascinato. A mio parere rappresentano, in immagini, l'inafferrabilità sonora che mi piace cercare in musica.
 
Davide
Dunque lavori in una comunità alloggio (guarda caso anch'io)… Come influenza i tuoi testi il fatto di essere professionalmente attento all'azione e alla relazione  educativa intenzionale che possano contribuire ad accrescere la qualità della vita delle persone e, ovviamente, della propria?
 
Paolo
Il mio lavoro con la disabilità è stato non importante ma fondamentale.
Credo che il vero problema della malattia mentale sia quello di essere considerata, più o meno consapevolmente, una malattia sociale.
Da questa ed altre considerazioni nasce il  tentativo di parlare, nelle mie canzoni, dal punto di vista di un osservatore il più possibile neutrale. 
 
Davide
Cos'è il CLGEnsemble?
 
Paolo
Il CLG ensemble, creato dal musicista Dario Bruna, è un'associazione culturale, da qualche tempo anche piccola cooperativa sociale, che si occupa della realizzazione di progetti musicali, audiovisivi e manufatti con il coinvolgimento di persone con disagio psichico. Ha all'attivo una lunga serie di lavori di ottimo livello non solo dal punto di vista relazionale ma anche dal punto di vista artistico. Prerogativa dell'associazione è creare forme di arte in cui i ragazzi coinvolti dìano il loro personale apporto stilistico.
Tra i progetti realizzati recentemente cito lo spettacolo Nomura, che ha visto coinvolti, tra gli altri, i musicisti Federico Marchesano, Ramon Moro e Paolo Spaccamonti a fianco degli ospiti (attori, cantanti, mimi) del centro diurno. Il progetto è stato patrocinato dalla città di Torino la quale ha messo a disposizione dell'evento il bellissimo Teatro della Cavallerizza, struttura del Teatro Stabile di Torino. 
Nel corso degli anni il CLGEnsemble ha collaborato con musicisti di spicco quali Carlo Actis Dato, Fabrizio Saiu, Paolo Spaccamonti, Toni Cattano, Gigi di Gregorio e molti altri e si è aggiudicato nel 2000 il premio speciale della giuria al Naco Percfest di Laigueglia.
In ambito audiovisivo è stato da poco tempo realizzato un film intitolato 180 - Tutti Fuori ispirato alla vita di Franco Basaglia, rivista e interpretata in assoluta libertà dai ragazzi del centro diurno, filmato e montato da Paolo Rigotto, che sono io.
 
Davide
E il progetto Groove'n'Therapy?
 
Paolo
Groove'n'Therapy è anch'essa un'associazione culturale, nata inizialmente per proporre laboratori musicali a persone che vivono in condizioni sociali "protette" quali comunità per tossicodipendenti e carceri. Il progetto si è ora sviluppato nella realizzazione di una scuola di musica assolutamente atipica, in cui l'insegnamento della musica è indirizzato non solo a persone disabili psicofisiche (anche attraverso l'uso di specifici presidi sonori) ma anche a musicisti con precise richieste o limitazioni (fosse anche solo il tempo a disposizione per lo studio) e a band già formate che possono seguire stage di perfezionamento per gruppi. Il percorso iniziale dell'allievo prevede, tra l'altro, il suo inserimento come "operaio" del suono (tecnico o roadie in piccoli e grandi concerti, fonico). Ideatore del progetto è lo psicologo e direttore di comunità Albino Vicario.
 
Davide
Guardami dalla canzone d'amore cosiddetta d'autore, dalla canzone impegnata di noia impregnata… Guardami dal musicista cortese, dal jazz torinese… Anzitutto cos'ha che non va il jazz torinese ;-)? Poi cos'è che più di tutto non ami della musica e non farai mai?
 
Paolo
Per me il termine "jazz torinese" rappresenta più in generale lo snobismo di una certa classe culturale in molti casi ormai assolutamente anacronistica. Non c'è nulla di male nel jazz torinese, piemontese o italiano che sia, anzi. La fusione tra le culture jazz ed europea, compresa quella italiana, ha dato vita a sperimentazioni musicali straordinarie, ad autentici manifesti culturali.
Ciò che trovo fastidiosa è la presunzione di molti musicisti, autori e musicofili cosiddetti "colti" che ignorano e spesso dissacrano la nostra tradizione musicale popolare (e perchè no, talvolta anche commerciale) a favore di  generi musicali che, per quanti sforzi si possano fare, non hanno certo le loro radici tra il Po e la Dora.
Cosa non farò mai nella musica? Imitarmi, spero.
 
Davide
"Corpi celesti" verrà ora suonato dal vivo? Quali le date più vicine?
 
Paolo
L'esordio è ormai prossimo: il primo aprile (non è uno scherzo. O forse sì…) suonerò con la mia band al Taurus di Ciriè, locale bello e coraggioso, tra i pochi capaci di proporre una reale cultura alternativa per il pubblico giovane.
 
Davide
Cosa ne pensi di questa frase detta da Bizet: Se si dovessero sopprimere l'adulterio, il fanatismo, il crimine e il male, non avrebbe più senso scrivere nemmeno una nota per un'opera musicale?
 
Paolo
Non la conoscevo. Metto un mi piace.
È possibile fare poesia in un mondo fatto esclusivamente di atti di bontà, ove regna indiscussa la giustizia, la quale genera solo bene per un mondo di pace infinita? Nessuno avrebbe mai  pulsione creativa per scrivere una poesia o dipingere un quadro in un mondo simile. A dirla tutta, nessuno avrebbe mai nemmeno motivo di pregare. Comunque credo che l'esistenza di tale mondo comporterebbe l'assenza dell'Uomo. Quindi non corriamo rischi. 
 
Davide
Ci presenti la band che ti accompagnerà dal vivo?
 
Paolo
Molto volentieri:
Francesco Borello: un giovane e promettente bassista torinese, già attivo con la band torinese Funk Anonymus ed arruolato presso di me con matricola N°0001. Molto affidabile e ambizioso. Anche molto alto.
Silvio Vaglienti: un amico di vecchia data, chitarrista eclettico conosciuto anni fa durante un esilio nelle orchestre da ballo. Musicista consumato, ma pur sempre alto (pure lui).
Felice Scicioli: realtà batteristica e cabarettistica nascente, già musicista nei Treni all'Alba, affermata band piemontese. Per lui conierei il termine "Cabatteristico". L'uomo che tutti vorrebbero essere, ma anche l'uomo che può essere tutti (molto alto anche lui).
Roberto Cannillo: fisarmonicista, tastierista, bandoneonista, bassista e arrangiatore. Nonostante tutto questo è pure simpatico. Anche lui amico di vecchia data conosciuto nelle medesime circostanze di Silvio. Conta approssimativamente 500.000 anni ed è l'unico membro della band più basso di me.
 
Davide
Altro in futuro (a parte la fine del mondo)?
 
Paolo
Dunque, nel caso di fine del mondo  spero innanzitutto in un pò di concerti, il più numerosi possibile.
Forse non è un buon momento per cercare di portare in giro uno spettacolo live con 5 musicisti e magari anche un fonico. Ma prima del 21 dicembre 2012 credo ragionevolmente di poter fare qualche serata divertente, aggiungendoci magari una collaborazione live con il grande Roberto "Freak" Antoni degli Skiantos. 
Gliel'ho chiesto, ci sta. 
Nel caso il mondo non finisse nel 2012 ma venisse prorogato ad altra data allora potrei tentare la carta del secondo disco (già in lavorazione) e rendere felice l'umanità con la mia ostentata ricchezza.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
 
   
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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