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2016
28
Feb

Patchwork

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gioco per due persone
Autore: Uwe Rosenberg
Editore tedesco: Lookout Games (www.lookout-games.de)
Editore italiano: Uplay.it Edizioni (www.uplay.it)
 
L'ultima fatica di Uwe Rosenberg (autore pluripremiato e molto prolifico, vedi i “colossi” Agricola, Le Havre, Ora et Labora, e Caverna) va a completare la trilogia dei giochi per due persone iniziata con “Agricola: Tutte le Creature Grandi e Piccole” e “Le Havre: Ancora in Porto” (lo so, sono titoli al limite dello sproloquio) e, a differenza dei primi due giochi, questo “Patchwork” non riprende nomi di “predecessori” (con i quali tra l'altro hanno poco in comune) ma risulta più astratto (ed anche più lineare): il “tema” è quello della creazione di una coperta fatta unendo pezze di colori e forme differenti (per l'appunto un “patchwork”), ed ha la particolarità di non avere elementi nascosti o casuali (a parte la disposizione iniziale), ma vediamolo nel dettaglio…
La scatola è abbastanza piccola (come quelle della serie per due giocatori della Kosmos) e contiene:
- tre plance, due per i giocatori (una semplice griglia 9 per 9) e una segna-turni (a caselle disposte in una spirale),
- tessere di cartoncino (le pezze di stoffa), a forma di polimini (figure geometriche composte da un numero variabile di quadrati uniti lungo i lati),
- segnalini di cartoncino per i “bottoni” (ovvero i punti del gioco) in vari tagli,
- tre segnalini di legno (due dei quali per i giocatori),
- il regolamento (solo sei paginette).
I materiali sono buoni, e illustrati con colori molto vivaci (tutte le “pezze” del gioco sono differenti), non ci sono scritte in lingua e quindi si può giocare in realtà con qualunque versione, anche perché il regolamento è molto breve e il gioco si spiega in un paio di minuti.
La preparazione è estremamente rapida: i giocatori posizionano il proprio segnalino personale all'inizio della plancia segna-turni (ci sono due lati, ma cambia solo l'estetica dato che le caselle speciali sono disposte allo stesso modo), si piazza la plancia di gioco al centro e tutto intorno si dispongono casualmente le “pezze”, in un cerchio; a sinistra di quella più piccola (2 per 1) si posiziona il segnalino color legno (quello “neutrale”), infine ogni giocatore riceve cinque bottoni e si può iniziare.
I turni non sono alternati tra i giocatori (come nella stragrande maggioranza dei giochi da tavolo) ma gioca sempre chi è più indietro nel tracciato segna-turni (in caso di parità gioca chi ha il segnalino sopra).
Nel proprio turno un giocatore può passare o giocare:
- se passa, posiziona il proprio segnalino nella casella successiva a quella dell'altro giocatore, e riceve tanti bottoni quante sono le caselle che ha percorso,
- se gioca, deve prendere una pezza tra le tre che sono a destra del segnalino neutrale, pagando il numero di bottoni indicato sulla tessera (naturalmente deve averli) e avanzando il proprio segnalino del numero indicato sempre sulla tessera, il segnalino neutrale prende il posto della pezza appena presa. La tessera va piazzata sulla propria plancia, senza coprire le altre tessere già piazzate (può anche essere capovolta). Il giocatore che per primo riesce a completare un quadrato 7 per 7 (senza buchi) può prendere una tessera speciale che varrà sette punti vittoria.
Sulla plancia segna-turni ci sono due simboli speciali, quando un segnalino li oltrepassa il giocatore riceve un bonus:
- se è un bottone, il giocatore riceve tanti bottoni quanti sono quelli indicati sulle tessere che ha piazzato,
- se è una “toppa”, il primo giocatore che la oltrepassa riceve una tessera 1 per 1 che può essere utilizzata per tappare dei buchi sulla propria plancia.
Il gioco prosegue in questo modo fino a quando i segnalini di entrambi i giocatori non sono arrivati nell'ultima casella del percorso, a questo punto il punteggio finale di ognuno è dato dai bottoni accumulati (prima dell'ultima casella c'è un bottone, per cui si conteggiano tutti i bottoni del patchwork), eventualmente aggiungendo il bonus per il quadrato 7 per 7, e togliendo due bottoni per ogni buco (quadrato lasciato vuoto) nel proprio patchwork. Chi ha il punteggio più alto vince la partita (in caso di parità vince chi per primo è arrivato nell'ultima casella).
Estremamente semplice, rapido (una partita si gioca in un quarto d'ora), ma discretamente profondo, in effetti dato che l'unico elemento casuale è la disposizione iniziale dei pezzi, è possibile per un giocatore valutare in anticipo le possibili mosse e contromosse dell'avversario, cercando di anticipare e limitare le possibilità a disposizione. La scelta del pezzo dipende quindi anche dalle possibilità che si lasceranno all'avversario, oltre che dalla necessità di occupare più spazio possibile (per non incorrere in penalità troppo elevate alla fine della partita) e nel modo più organico (per non limitare troppo le opzioni di piazzamento), bilanciando costi in bottoni e in tempo; c'è quindi il rischio di perdersi troppo in analisi, per i giocatori più riflessivi. In realtà all'inizio della partita ci si può trovare nella condizione di dover passare (per mancanza di bottoni), ma anche questa eventualità può (e deve) essere pianificata per essere sfruttata al meglio, prendendo i bottoni extra o ancora meglio le toppe singole (strappandole all'avversario sulla traccia segna-turni sul filo di lana). L'unico difetto è che si tratta di un gioco rigorosamente per due persone, ma come spesso accade, è meglio un gioco pensato espressamente per questo numero di giocatori, che un regolamento pensato per più persone e “adattato”.
La semplicità delle regole lo hanno reso un soggetto ideale per una trasposizione software, e infatti da poco sono disponibili le versioni per smartphone, sia su iOS che Android, trasposizioni che si sono rivelate molto accattivanti come grafica e molto ben realizzate sotto il profilo tecnico, con la possibilità di giocare da soli (contro l'IA) oppure con altre persone sia in uno scontro tra amici o con un avversario casuale (scontri che contribuiscono al piazzamento in una classifica globale di bravura).
Se state cercando un gioco semplice, dal costo e dai tempi contenuti, che mette alla prova la vostra “percezione spaziale”, e che vi intratterrà piacevolmente, questo è un titolo che fa per voi, e se non trovate uno sfidante, beh, c'è sempre il vostro fido smartphone.
 
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:: Andrea Nini
Nato il 25 luglio 1968, diplomato alla Scuola di Informatica di Modena, attualmente lavora come programmatore free-lance. Ha sempre coltivato la passione per il gioco, di qualunque tipo: boardgame, simulazioni, con i dadi, con le carte, di ruolo e di comitato. Pensa che in ogni gioco si nasconda un microuniverso, con entità, regole ed uno scopo, da esplorare e conoscere. Per conoscere meglio noi stessi. E, perché no, divertirsi.
MAIL: n.and@tiscalinet.it
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