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2015
19
Ott

Intervista con L'IO

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È un io collettivo quello cui si riferisce il cantautore L’IO con il suo album d’esordio BonTon. L’articolo lo determina e lo rende di tutti, perché non è mio né tuo, è nostro. Non è l’apologia dell’individualismo, è l’individuo comune. Massificato, omologato, ma stanco di esserlo. Stanchi di esserlo. Innamorati, traditi, traditori, incazzati, avviliti, divertiti, quasi coscienti. Seguiamo regole che non ci appartengono più, un’etichetta anacronistica.
Vogliamo cambiare, perché abbiamo capito che “dove stiamo andando non c’è logica”. Ci prendiamo in giro, però, perché la “leggerezza è di chi si ama ma non si sposa”. C’è del tragico in fondo a questi testi, ma sono cantati con tutto il sorriso farsesco che richiede la scena. L’IO, al secolo Flavio Ciotola, è un giullare che canta le nostre sventure, ma ce le rende sopportabili, deride il padrone per poi, in segreto, piangere la sua sorte.
Il primo singolo scelto dall’album di debutto BonTon del cantautore partenopeo è “Spiegami perché mi innamoro sempre delle troie”, sesta delle undici tracce che compongono il lavoro. L’IO racconta che il brano è stato scritto di mattina, a Roma… “mentre facevo colazione, iniziai a scrivere di getto la canzone pensando a tutte le persone che si sentono sempre vittime dell’amore…e lo sono”. Il brano è ironico, delicato e racconta l’amore non classico, ma l’amore scorretto, l’amore non morale. Il singolo è accompagnato da un video molto particolare, prodotto da Centrarti, creato e girato dalla SfiammaProduction in Plastilina con la tecnica ClayMotion.
BlobAgency
 
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Flavio. Sei dunque al tuo primo lavoro con il nome di "L'IO". Cos'hai fatto prima e come è nata e cresciuta la tua voglia di fare musica, canzoni?
 
Flavio
Ciao Davide. Prima de L’IO? Ho sempre suonato e scritto canzoni. Ho avuto molti gruppi con cui ho suonato ma ho sempre sentito il bisogno di un progetto tutto mio dove esprimere quello che sento. Sono molto felice di questo mio primo lavoro, “BonTon”… sono io al 100%.
 
Davide
Ci presenti i musicisti che ti hanno affiancato nella registrazione di "Bon Ton"?
 
Flavio
A parte le batterie, le restanti tracce sono suonate da me. Anche questa è stata una scelta. Volevo un Disco dove esprimermi al 100%  senza dividere le mie idee con altri musicisti ed essere coerente con il mio nome…L’IO.
Quindi le Batterie (che non so suonare benissimo) le hanno registrate Matteo Dossena e Matteo Dainese, Chitarre, basso, synth ecc. ecc. le ho suonate io.
Ovviamente durante le registrazioni il produttore del disco Paolo Messere mi è stato vicino e mi ha aiutato molto.
 
Davide
Perché "BonTon"? Rimanda alle regole del "saper vivere", il comportamento sociale etichettato, la norma... E invece?
 
Flavio
Il titolo del disco “Bon Ton“ è uscito fuori durante le registrazioni del disco. Mentre registravo il disco presso la SeaHorseRecordings il mio dubbio era “che nome dare al disco”?
Non avevo ancora deciso… ed ho scelto bon ton perché in effetti tutte le tracce sono l’opposto del BonTon partendo dai titoli dei brani e da quello che esprimo con i miei testi.
Fanculo alle regole e al BonTon.
 
Davide
Generazione sprecata o "degli sprecati", generazione liquida, generazione del quotidiano e avanti... Chi "siete" i giovani d'oggi? Come ne canti?
 
Flavio
Mah siamo pieni di energia e siamo sprecati. Pochissimi riescono a fare quello che veramente vogliono fare e molti invece fanno una vita che non vogliono ma è l’unica che hanno trovato senza avere scelta.
Siamo quelli che hanno tante idee ma che non riescono a sviluppare perché mancano i soldi. Siamo quelli che si lavora di giorno e si beve di notte.  Ma nonostante tutto siamo quelli che ce la faranno! Quelli che cambieranno in meglio questo mondo. Almeno questo è quello che pensa L’IO
 
Davide
"L'IO", dunque, che mi fa pensare anche al tutto e nulla, all'input/output informatico I/O, pronome che designava la propria identità individuale (e nella riflessione filosofica), oggi che forse designa soprattutto la propria solitudine sempre più elettronicamente conformata (e confermata) in una sorta di entità/identità plurale, tanto di "falso IO" quanto di un falso "NOI"... Quali riflessioni ti hanno portato a scegliere questo nome d'arte?

Flavio
Hai detto quasi tutto tu nella domanda. :D
In effetti quando 5 anni fa mi son trovato a Roma per lavoro (non inerente alla musica) non conoscevo nessuno e mi sono isolato parecchio musicalmente parlando. Quindi ho iniziato a scrivere canzoni in completa solitudine e questa cosa mi piaceva, perché di solito quando scrivevo testi e musiche ragionavo sempre per la band in cui suonavo… invece in quel periodo no. Ero io con il mio io. Quindi testi senza regole, quello che mi veniva in testa mettevo su carta. Per me è stato un analizzare me stesso, il mio vero io… quale migliore nome de L’IO ?

Davide
In copertina un pugno chiuso col mignolo alzato. L'uomo nobile e dabbene, o forse soltanto più il parvenu un po' cafone, che deve reggere il bicchiere col mignolo alzato? O cosa e perché?
 
Flavio
Davide, io odio le persone che vogliono apparire. Odio la falsa eleganza.
La copertina di BonTon è uno sfottò verso tutte le persone che vogliono apparire in un modo ed invece sono tutt’altro.
Sfogliando il Disco ci sono diversi disegni… dalla mano che regge la tazzina con il mignolo alzato a chi è con il mignolo nel naso, nell’occhio e nell’orecchio.
 
Davide
Su quali dischi e autori pensi di esserti maggiormente formato come cantautore?
 
Flavio
Da piccolo ascoltavo Battisti e De Gregori. Verso i 16 anni ho avuto il periodo Grunge che devo dire…dura ancora oggi.
L’artista Italiana che stimo di più e che ascolto da sempre è Carmen Consoli.
Se dovessi scegliere dischi da avere sempre con me sceglierei in utero dei Nirvana, binaural dei Pearl Jam e stato di necessità di Carmen Consoli.
 
Davide
Napoli è...?
 
Flavio
Napoli è la mia città. Una Città piena di vita che va vissuta fino in fondo.
 
Davide
La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana... È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più. Così per Mina. Cosa è per te la musica?
 
Flavio
La musica per me è felicità, gioia… è esprimere se stessi, raccontarsi agli altri con melodia.
 
Davide
Cosa verrà dopo?
 
Flavio
Dopo? Non lo so. Penso in un secondo disco… sto scrivendo nuovi brani.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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