:: Home » Numeri » #188 » MUSICA » Intervista con SHAPE
2011
14
Mar

Intervista con SHAPE

media 4.16 dopo 85 voti
Commenti () - Page hits: 4850
 
 
Shape, di Torino…
Under the skin è il primo progetto di Shape, tratto da una personale rivisitazione del libro omonimo di Michael Faber. La protagonista è una misteriosa quanto affascinante autostoppista che, vagando per le highlands scozzesi, decide di cacciare solo autostippisti maschi. Come tasselli di un mosaico, i brani ripercorrono la vicenda e i colpi di scena del libro, incuriosendo l'ascoltatore con numerosi input sonori riconducibilialle derive pop di ultima generazione mescolate a beat french touch, che lasciano infine il posto al calore degli strumenti analogici e acustici.
L'uscita del disco è stata impreziositada molti artisti italianioltre che dallo straordinario lavoro del videomaker Hermes Hem Mangialardo, i cui video sono entrati immediatamente in rotazione nei network tlevisivi italiani  hanno vinto svariati festival in molte parti del mondo, riuscendo così ad esportare anche oltre confine questa produzione musicale indipendente.
Tracklist:

01 A9
02 Unforgettable
03 Radiocar
04 Voedsel
05 The Gift
06 Ablak Farm
07 Many Thoughts
08 Isserly
09 Come with me
10 Poison
11 La Carne
12 Stardust
13 Here I am!
 
Davide
Ciao Shape! Un disco che ripulisce le orecchie, veramente curato, raffinato, ballabile e ascoltabile con pari piacere, classe e dignità… Vi sono indicati molti artisti ospiti, ma tutto il resto è SHAPE… Anzitutto vorrei chiedervi chi siete esattamente, cioè chi è il duo (C: e D:) che conduce il progetto, come vi siete incontrati e come nasce SHAPE?
 
Shape
D: - Ciao Davide,  Ci siamo incontrati più di dieci anni fa mentre sperimentavamo le prime intranet, Facebook e il web 2.0 erano fantascienza, io vivevo a Roma e C: ad Ivrea. Shape è arrivato molto molto dopo, ed è stato partorito dalla volontà mia (David) e di Claudio di produrre musica, un'avventura che va oltre la scrittura del brano. Per Under The Skin (UTS) abbiamo sempre agito senza condizionamenti di genere, senza pensare che nella tracklist c'era un brano da club e uno solo per pianoforte. C'erano le nostre storie da raccontare, ed esisteva un filo conduttore: un libro: Under The Skin, appunto.
 
Davide
Propellerheads, Chemical Brothers, Röyksopp, Groove Armada e infiniti altri… Perché il duo, cioè perché il due sembra il numero perfetto per fare questo genere di musica?
 
Shape
D: - A Roma c'è un detto meraviglioso: "Quanno so' troppi galli a cantà n se fa mai ggiorno." Ecco, pensa che già in due abbiamo rischiato la notorietà sui giornali (sulla cronaca nera) con questo disco prima ancora che uscisse! J
Seriamente: condividere un'identità musicale avendo cieca fiducia dell'altro è già un miracolo, difficile che accada spesso a più di due persone.
C: - esatto, ci vuole soprattutto fiducia e consapevolezza dei mezzi prima di tutto di chi ti sta vicino. Succedeva spesso che lasciassi David da solo in studio per trovare un suono congeniale al brano, e lui magari mi lasciava ore e ore solo per studiarmi il mix dei brani.. molto del "successo" del disco è dovuto a questo e alla nostra splendida amicizia.
 
Davide
Possiamo dire che il primo riferimento è quello di Röyksopp e Chemical Brothers? Tom Rowlands, per altro, racconta che fin da bambino fu quasi ossessionato dalla cultura scozzese… E quindi lo scrittore ormai scozzese Michael Faber. Perché "Sotto la pelle"?
 
Shape
D: - I riferimenti ci sono, altroché! E "Sotto la pelle" è stato un romanzo che ho letto mentre era in provetta l'embrione di Shape. In questo romanzo una trama fantascientifica fa da collante a tematiche tutt'altro che aliene. Era un'ambivalenza perfetta per far quadrare tutti i provini che avevamo accumulato. Le preproduzioni avevano un'identità comune, si sentiva che erano stati partoriti dalle stesse menti ma suonavano tremendamente differenti! Tornando a casa ho parlato con C: e gli ho detto più o meno così: "Sai tutte le idee che abbiamo? Ecco, ho trovato la storia!" e lui di risposta: "Un concept album? Ma non li fanno più dagli anni '70!". "Buono, noi siamo degli anni '70!" (1979)
 
Davide
Anche il "Petalo cremisi e il bianco" è notevole… Ventuno anni di gestazione per quest'ultimo romanzo best-seller di Faber. Sono passati quattro anni del vostro  esordio musicale… C'è qualcosa a seguire "Under the skin" in lunga gestazione anche per voi?
 
Shape
D: - Ora che mi ci fai pensare… 21 anni per il libro… sembrano un incantesimo col senno di poi, visto che non c'è nulla in fase embrionale.
 
Davide
Colpisce la cura delle registrazioni e del mixaggio di ogni singolo suono allo Shape's Box di Claudio Spizzo, che mi ha ricordato il perfezionismo proverbiale alla Steely Dan o quello di un Trentemøller. Quali sono le vostre idee sul suono? Ovvero, come deve suonare un suono per voi? Quali modelli? 
 
Shape
C:  - Ogni suono che compone il brano è come il pezzo di un puzzle, non è importante che sia "bello" da solo, ma nel suo insieme, perché non esistono strane alchimie… avere le idee chiare sulle sonorità dei brani, significa sapere che ogni "pezzo" di quel puzzle si incastrerà perfettamente,a costo di non dormirci la notte.
Svelo un segreto che non era mai uscito finora: gli Shape hanno fatto tutto con 2 channel strip TL-audio in entrata e 2 in uscita (Apogee), nulla di piu; questo ci ha permesso di ragionare in maniera molto più realistica e sfruttare al 100% tutti i macchinari esterni a nostra disposizione; abbiamo imparato che è sempre meglio lavorare sul suono direttamente dalla fonte, nel nostro caso Minimoog, nordlead, phantom-x e altro, piuttosto che deformare il suono successivamente con 1000 plugins..
 
Davide
Un lavoro così dev'essere piaciuto molto anche all'estero…
 
Shape
D:- Questo lavoro ha girato il mondo, e grande merito va al videomaker che ha realizzato i nostri videoclip: Hermes HEM Mangialardo che ha sbancato diversi festival internazionali, vincendo premi prestigiosi. La collaborazione con lui è stata magnifica.
 
Davide
In copertina c'è il profilo di una Corisia speciosa… Ceiba o Chorisia speciosa: albero spinoso tipico dell'Argentina, detto anche "palo borracho" (albero ubriacone), per il rigonfiamento alla base, come il tipico ventre rigonfio degli ubriaconi. Un albero argentino molto particolare che ho avuto modo di apprezzare a Ischia nel giardino di William Walton… Perché? Cosa rappresenta?
 
Shape
D: - Era importante trovare un elemento naturale che avesse delle spine, che non fosse una rosa. Il fatto che sia "albero ubriacone" ricorda a noi quante birre ci siamo felicemente ingollati dopo sedute estenuanti di registrazione!
C: - … (ride).!!!
 
Davide
Oggi è decisamente rischioso chiamarsi con una parola soltanto. Il rischio è che altri lo abbiano già fatto. Perché "Shape"? Come Supreme Headquarters Allied Powers Europe, come i file SHP, come la geometria dell'universo o come un semplice "contorno"… Insomma, potrebbero esserci davvero molti motivi per chiamarsi così. Qual è quello vero?
 
Shape
D: - Vero! Oggi se vuoi fare una band ed essere strategico nel web marketing basta chiamarsi con un nome ortograficamente errato. Ma Shape, anche se si perde nei meandri dell'informazione ha un significato ben preciso per noi, e richiama il concetto di ricercatezza sonora a cui inizialmente si faceva riferimento.
Shape è la Forma d'Onda. Per ogni suono dell'album siamo partiti dalla costruzione della forma d'onda, e per i campioni l'analisi della stessa è stata maniacale. 
 
Davide
Shape Prod ha fatto altro anche per altri?
 
Shape
D: - Si, comparendo nei credits con alter ego, coi nostri nomi veri, con sigle numeriche.
 
Davide 
Big Beat o "Chemical Breaks", House, Electro Funk, Techno, Elettronica, Minimal, Alternative Rock, Synth Rock, Pop atmosferico, Trip Hop, Downtempo… Dance alternativa… Insomma, ci sono ormai così tante definizioni che più ce n'è, più dovrebbero stare strette, specialmente agli artisti che spaziano tra molte venature e possibilità?
 
Shape
D: - Verissimo, ma in paesi dove la distribuzione funziona, avere molte definizioni permette una maggiore vendita specializzata.
C: - Aiuta sicuramente la distribuzione, ma a volte diventa veramente un po' ridicolo.. soprattutto in ambito indie, piuttosto che pronunciare la parola Pop o Rock a volte si finisce per fare un elenco insulso che sembra il risultato di una formula excel..
 
Davide
Cosa c'è da sapere per il futuro di Shape? Ci sono dei Live Act, nuove produzioni  e/o cos'altro?
 
Shape
D : - Torneremo sicuramente quando sentiremo il bisogno di trasformare in 0 e 1 delle esigenze comunicative.
C: - Under The Skin per noi è stato più di un semplice album. E' la nostra vita che ci ha accompagnato in questi anni meravigliosi vissuti al 200% delle nostre possibilità.
Siamo molto sinceri con la musica, proprio per questo torneremo quando avremo qualcosa da raccontare.
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 168 millisecondi