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2015
30
Lug

One Night Ultimate Werewolf

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gioco per 3-10 persone
Autori: Akihisa Okui & Ted Alspach
Editore: Bézier Games (www.beziergames.com)
 
A partire dall'originale “Mafia” di Dimitry Davidoff, sono state varie le declinazioni di questo genere di giochi, ovvero il confronto tra due fazioni asimmetriche di giocatori, confronto che si basa sul fatto che l'appartenenza alla fazione ristretta non è pubblica, almeno inizialmente, ma deve essere dedotta attraverso il dialogo (in pratica, solo i mafiosi sanno di esserlo e gli altri devono scoprirlo); l'edizione più famosa, almeno qui in Italia, è “Lupus in Tabula” della nostrana dV Giochi. Ma questo è un genere che si è diffuso in tutto il mondo, e dal lontano Giappone arriva questa versione, infatti Akihisa Okui è l'autore originale, e Ted Alspach è colui che ne ha fatto una trasposizione, più comoda per noi, in inglese.
Se conoscete il gioco originale, sapete che si sviluppa in una serie di turni, alternando la notte (durante la quale i lupi mannari uccidono le loro vittime) al giorno (durante il quale i villici linciano i presunti mostri): ebbene, come potete anche intuire dal titolo, in questa variante tutto si svolge in un solo giorno, ovvero un solo turno di notte e un solo turno di giorno. Come è possibile? Andiamo a vedere nel dettaglio il gioco…
La scatola è piccola (ma in realtà c'è molto spazio vuoto) e contiene:
- sedici tessere di cartoncino per i personaggi,
- segnalini di cartoncino (uno per personaggio),
- il regolamento introduttivo e quello completo (in inglese).
Le tessere sono cartoncino spesso, e immagino siano state scelte al posto delle carte per rendere più semplice il prenderle dal tavolo (cosa che deve essere fatta senza che gli altri, a occhi chiusi, capiscano cosa stia succedendo), ma che rende difficile imbustarle per aumentarne la resistenza, e dato che verranno maneggiate spesso, sarebbe auspicabile (anche per evitare che attraverso i segni si possano distinguere dal dorso). La grafica è simpatica, in stile cartoon, e non ci sono scritte sulle carte, a parte il nome del personaggio, per cui può essere giocato da chiunque (una volta che qualcuno abbia letto e spiegato le regole).
Di questo gioco esiste una versione alternativa, “One Night Ultimate Werewolf Daybreak”, con undici personaggi, che può essere giocata a sé stante, oppure combinata con la versione base per aumentare la varietà e il numero dei giocatori; notare però che a differenza del fratello maggiore non si può raggiungere un numero molto elevato, dato che tutti al tavolo dovrebbero essere in grado di raggiungere e manipolare le carte di ognuno. Un'altra piccola espansione, dal nome “Bonus Pack 1”, aggiunge tre nuovi ruoli, ed è di questi giorni la pubblicazione di “One Night Ultimate Vampire”, dove oltre a cambiare i protagonisti, come potete intuire dal titolo, sono state introdotte nuove regole per una maggiore variabilità delle partite.
Una partita è estremamente rapida, come potete immaginare, e altrettanto rapida è la preparazione: si scelgono (o si estraggono a caso) un certo numero di personaggi (tre in più del numero dei giocatori), ad esempio per la prima partita si consiglia in cinque di usare due lupi mannari, tre villici, il “Seer” (veggente), il “Robber” (ladro) e la “Troublemaker” (combinaguai). Ogni giocatore prende a caso un personaggio, lo guarda e lo mette davanti a sé coperto, i tre personaggi rimanenti vengono piazzati, sempre coperti, al centro del tavolo, e si può cominciare. I segnalini hanno la duplice funzione di ricordare quali ruoli sono in gioco e possono essere utilizzati per assegnare i ruoli ai giocatori, una volta dedotti.
Come ho anticipato, una partita dura solo due turni, quello di notte e quello di giorno, nel turno di notte uno dei giocatori deve scandire le varie fasi (in base a quali personaggi sono presenti), ma lo deve fare a occhi chiusi, dato che non è un arbitro e gioca anche lui (e quindi non deve avere informazioni aggiuntive rispetto agli altri). Prendendo a spunto la partita di prova (con veggente, ladro e combinaguai) le fasi sarebbero queste:
- i due lupi mannari aprono gli occhi e si riconoscono (potrebbe esserci un solo giocatore, se l'altro personaggio è fra le tre centrali e quindi come bonus può guardare una delle carte al centro, oppure non essercene alcuno, se entrambi sono al centro), dopodiché “tornano a dormire” (notare che, a differenza degli altri giochi, in questo i lupi mannari non uccidono nessuno).
- il veggente apre gli occhi, e può guardare la carta di un altro giocatore, oppure due carte tra quelle al centro del tavolo, poi torna a dormire.
- il ladro apre gli occhi, scambia la sua carta con quella di un altro giocatore, guarda la sua nuova carta, poi torna a dormire.
- la combinaguai apre gli occhi, scambia due carte di due giocatori, senza guardarle, poi torna a dormire.
L'ultima cosa che il “narratore” deve fare è muovere leggermente tutte le carte sul tavolo (sempre a occhi chiusi), in modo che non si possa capire, guardandole, quali sono state manipolate; poi tutti possono aprire gli occhi.
Durante la fase del giorno c'è il dibattito, alla fine del quale si dovrà votare (simultaneamente, indicando il proprio candidato) per eliminare un personaggio: se due o più giocatori sono a pari merito come voti, tutti quelli a pari merito sono eliminati, a meno che non ricevano tutti un voto (ad esempio, se ognuno indica il proprio vicino di destra), in questo caso non viene eliminato nessuno. A questo punto si scoprono i ruoli e se è stato eliminato almeno un lupo mannaro, i contadini vincono, mentre se tra le vittime non ci sono lupi mannari, e c'è almeno un lupo mannaro in gioco, vincono i lupi mannari. Nella rara evenienza in cui i lupi mannari siano tutti al centro del tavolo, tutti vincono se non viene linciato nessuno.
Come vedete una partita è estremamente rapida (al massimo un quarto d'ora con giocatori particolarmente loquaci), ma gli ingredienti del “fratello maggiore” ci sono tutti: bluff, sospetti, accuse, difese, e una votazione. Durante il dibattito si cercherà di stabilire il ruolo di tutti i giocatori, e naturalmente i lupi mannari cercheranno di assumere il ruolo di qualcun'altro, cercando di essere convincenti e utilizzando le poche informazioni disponibili; per questo è importante essere convincenti nel bluff, dato che ripensamenti o versioni contraddittorie solleveranno sicuramente qualche sospetto. I ruoli speciali garantiscono informazioni, ma bisogna utilizzarle nel momento giusto, per non avvantaggiare gli avversari e costringerli a scoprirsi. Insomma, il divertimento è assicurato, e anche la variabilità, anche senza le espansioni ci sono abbastanza ruoli per avere partite sempre differenti (e con una durata di dieci minuti, vi assicuro che ne giocherete molte in una serata): si va dai classici massoni (alla notte si riconoscono e sono un aiuto per i contadini) al “Minion” (che vince con i lupi mannari, e sa chi sono) all'ubriaco (che nel suo turno scambia la propria carta con una di quelle al centro, così da non sapere chi è), fino al complicato “Doppelganger”, che durante la notte guarda una carta di un altro giocatore e ne assume il ruolo.
Difetti? L'unico potrebbe essere il prezzo, accessibile (25$), ma forse un po' elevato per il contenuto, considerato il fattore usura che potrebbe intervenire se non si corre ai ripari con un'ulteriore spesa per le bustine (se si riesce a trovarne di adatte). Ma il costo viene sicuramente ripagato dal divertimento, con l'ulteriore pregio che il gioco è valido anche quando si è in pochi per un “Lupus in Tabula” (anche se tre o quattro persone sono poche per apprezzare a pieno le meccaniche, meglio cercare di essere almeno in cinque).
Nota: l'editore ha reso disponibile (gratuitamente) una app per smartphone (c'è sia la versione Android che quella iOS), che può essere usata al posto del narratore, per scandire a voce le varie fasi durante la notte (non c'è la versione in italiano, ma l'inglese utilizzato è estremamente comprensibile) che semplifica di molto la gestione di una partita e mette al riparo da errori e amnesie del narratore, qualcosa di sicuramente apprezzato, soprattutto quando si utilizzano molti ruoli speciali (del resto, ci sono già i giocatori che causeranno del caos, non è necessario introdurne ancora).
 
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:: Andrea Nini
Nato il 25 luglio 1968, diplomato alla Scuola di Informatica di Modena, attualmente lavora come programmatore free-lance. Ha sempre coltivato la passione per il gioco, di qualunque tipo: boardgame, simulazioni, con i dadi, con le carte, di ruolo e di comitato. Pensa che in ogni gioco si nasconda un microuniverso, con entità, regole ed uno scopo, da esplorare e conoscere. Per conoscere meglio noi stessi. E, perché no, divertirsi.
MAIL: n.and@tiscalinet.it
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