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2011
7
Mar

Intervista con i SYNDONE

media 3.34 dopo 46 voti
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coversyndone
Dopo 18 anni di assenza la prog-rock band torinese confeziona il nuovo disco: un seducente concept-album dedicato alla simbologia della mela nella storia dell'uomo
Melapesante: il ritorno dei Syndone!

Syndone
&
Electromantic Music
 
sono lieti di presentare:

MELAPESANTE
...La forza della Mela è la sua semplicità, la sua disponibilità ad offrirsi...
Electromantic Music 2010
  10 brani,  48,5 minuti
 
Melapesante è il nuovo disco della storica new prog-band Syndone, che con una formazione rinnovata, ha dedicato al tema della mela il suo terzo lavoro. Guidati dall'eclettico compositore Nik Comoglio, che nel 2009 ha conquistato pubblico e critica con il progetto colto di Acqueforti, i Syndone inanellano le suggestioni storiche e letterarie sulla figura della mela in 10 capitoli: da Adamo ed Eva a Guglielmo Tell, da Magritte a Newton rivivono nelle migliori atmosfere del rock progressivo. Per il terzo album la band, come afferma Nik Comoglio, si è molto concentrata "per riuscire a creare musica il più originale possibile; perché io credo che l'originalità musicale passi attraverso il gruppo, la sinergia di più menti con più bagaglio culturale possibile, ciascuna delle quali dà in proporzione a quanto ha assimilato nella sua carriera". In Melapesante si sente un lavoro maturo e artisticamente compiuto: l'attenzione per il suono, la strumentazione vintage e la masterizzazione nei celebri studi di Abbey Road a Londra, rendono il disco pieno di sorprese.
Il rock progressivo dei Syndone non lascerà indifferenti vecchi e nuovi cultori del genere, come accadeva negli anni '90: "Non abbiamo voluto eliminare del tutto quel sound particolare che avevamo creato allora; ad esempio: anche qui manca la chitarra elettrica ma abbiamo aperto ad altre situazioni timbriche con l'uso del vibrafono o l'impiego di tastiere diverse". Come i due album precedenti Spleen (1990) e Inca (1992) anche Melapesante è prodotto da Beppe Crovella.


syndone photo


I Syndone sono:
Nik Comoglio al piano, hammond, moog e tastiere
Federico Marchesano al basso elettrico e contrabbasso
Francesco Pinetti al vibrafono e timpani sinfonici
Paolo Rigotto alla batteria e percussioni
Riccardo Ruggeri alla voce

Info:
Syndone:
www.syndone.it
Syndone/ Nik Comoglio
http://www.nikcomoglio.com
Electromantic Music:
http://www.electromantic.com

Video Intervista Syndone:
http://www.youtube.com/watch?v=JXDZNuX7q6U
 
Syndone è uno storico gruppo di musica progressive italiana, nato verso la fine del 1989 per volontà del compositore/tastierista Nik Comoglio. Nik desidera formare un trio di rock sinfonico incentrato sulle tastiere, in stile ELP: coinvolge Paolo Sburlati alla batteria e Fulvio Serra al basso, puntando molto sulle idee ed evitando totalmente sia l'arrangiamento fine a se stesso sia, soprattutto, l'uso della chitarra elettrica, da sempre strumento inflazionato e troppo caratterizzante in ogni genere.
…"Volevamo un nome che evocasse insieme: "Sacralità, "Torino", "Spiritualità" e "Solchi Incisi" (come un vecchio LP di vinile) così pensai a SYNDONE, con la "Y" per differenziarlo dalla famosa reliquia e renderlo internazionale al tempo stesso, senza essere blasfemo. Questo nome infatti evoca subito Torino in qualunque parte del mondo ti trovi… e questo mi piaceva" (Nik)…
Il trio pubblica due album con la Electromantic Music: Spleen (1990) e Inca (1992), prodotti da Beppe Crovella, tastierista dei leggendari Arti & Mestieri. I due album ricevono ampia esposizione internazionale e convincono la critica progressive-rock di tutto il mondo. Dopo una piccola serie di concerti live, la band si scioglie per motivi interni al gruppo e ciascuno dei musicisti seguirà percorsi personali diversi. Nik Comoglio prosegue nella fusione di diversi ambiti espressivi, scrive opere rock e album colti, nel 2009 decide di ripartire con l'avventura dei Syndone ma, più che una reunion, mette in piedi una vera e propria nuova band, un quintetto con musicisti giovani e motivati. Alla fine del 2010 il gruppo pubblica, ancora una volta per la Electromantic, il disco Melapesante: un concept-album dedicato alla simbologia della mela, cantato completamente in italiano e masterizzato nei celebri studi londinesi di Abbey Road.
 
Davide
Un ciao Nik e a tutti i Syndone. Un lavoro così ricco (e bello)  meriterebbe molte domande, molti approfondimenti… Prima di ascoltarlo sono andato a riascoltare il precedente "Inca", 1992.
Intanto, perché dopo diciotto anni e perché una formazione completamente rinnovata?
 
Syndone (Nik)
Dopo "Inca" ci fu un scissione interna alla band per motivi interpersonali.
Abbandonai la musica dal vivo ed intrapresi quasi subito la via della composizione pura, studiando privatamente con alcuni maestri importanti – tra cui Azio Corghi (con cui studio tutt'ora) – dedicandomi a progetti teatrali, musical, opere, balletti e oratori all'interno di un discorso più colto.
Dopo questo periodo, in cui il mio linguaggio musicale subiva un vero e proprio arricchimento tecnico/formale, ho deciso di rientrare in quello che ho sempre considerato uno dei generi più stimolanti e liberi della musica leggera: il prog.
Questa è soltanto una spiegazione; in realtà l'idea di questo ritorno è stato anche indotto dalla bella amicizia che si è sviluppata in corso d'opera con i miei quattro nuovi attuali collaboratori del progetto Syndone: Federico Marchesano (bass), Paolo Rigotto (drums), Francesco Pinetti (vibe) e Riccardo Ruggeri (vocal).
Venendo a conoscenza poco alla volta delle loro potenzialità tecniche ed espressive, della loro professionalità e serietà ma anche delle loro qualità a livello umano, pensai che fosse il momento di riannodare quel filo pendente dal 1992 e ricreare la band con queste nuove personalità.
 
Davide
Veniamo al concept: la mela. La mela ha molteplici significati simbolici, molteplici storie… Secondo il mito, il creatore della mela e del vino di mela fu Dioniso, il dio dell'ebbrezza, che ne fece dono ad Afrodite. Le associazioni erotiche si sprecano in questo simbolo diffusissimo della gioia d'amore e della primavera, lasciapassare per i Campi Elisi, cui è concesso l'ingresso solo alle anime degli eroi… Com'è nata l'idea di mettere la mela al centro di questo lavoro?
 
Syndone (Nik)
Doveva essere un concept, ma senza una storia vera e propria su cui poggiare… meglio avere una sorta di canovaccio (stile commedia dell'arte) che ti dia una linea da seguire ma che non ti vincoli troppo.
Così abbiamo preso il simbolo della mela e lo abbiamo sviluppato in alcune sue possibili accezioni partendo da Adamo e finendo all'11 settembre.
Riporto di seguito, a chi potesse interessare, l'idea alla base di ciascuna lirica (v. in fondo all'intervista n.d.r.).
 
Davide
Chi e come sono per voi gli eroi di oggi?
 
Syndone (Nik)
Bella domanda!
Secondo me sono tutti quelli che hanno il coraggio di osare, di sperimentare andando contro e oltre le regole e che diventeranno poi i "traghettatori" della storia. Quelli che ricordiamo per il loro contributo culturale o scientifico e che sono stati determinanti per far passare l'umanità da una condizione ad un'altra. Quelli che generalmente vengono riscoperti dopo anni di anonimato… in vita quasi mai famosi perché troppo avanti… magari infelici o incompresi, a volte soli e depressi, ma sempre attivi di cervello e con gli ideali messi davanti a tutto. Questi sono per me i veri eroi… e cioè gli antieroi del 21° secolo!
 
Davide
Melapesante… Partiamo dalla mela più nota, quella del paradiso, ovvero dell'albero della conoscenza del bene e del male, simbolo della tentazione, del peccato originale… della morte… Nell'arte barocca la morte viene infatti rappresentata da uno scheletro che tiene in mano una mela…  "La mela è il fuoco che hai / In un futuro senza anima / In un futuro sempre al limite… Nel tuo futuro oltre il limite…" In queste vostre parole vi leggo l'eterna lotta interiore tra l'umano dubbio che non vi sia, usando una definizione cara a Raymond Moody, "vita oltre la vita" per l'anima e, sempre al limite tra la ragione e lo spirito, il credo o la speranza del contrario. Avendo per altro scelto di chiamarvi come la Sacra Sindone, quale messaggio spirituale vi preme di comunicare e condividere con chi vi ascolta?
 
Syndone (Rick)
Spesso si confonde il termine spirituale con religioso o con la fede. Nel caso dei Syndone questo non accade, spirituale per noi è da intendersi come ricerca personale e soggettiva del proprio equilibrio, del proprio assoluto. Tutto ciò fa parte della vita reale; di vita oltre la vita non mi interesso. La via della ragione è molto interessante, ci permette anche di mettere in dubbio costante ogni certezza, conoscere i propri limiti e superarli.
 
Davide
L'album però si apre con Melancholia d'Ophelia… Si riferisce alla Ofelia di Amleto? È un modo di dire e preludiare che l'atto stesso di Eva in fondo è stato un atto d'amore, di purezza e ingenuità? O cosa associa Ofelia alla mela?
 
Syndone (Rick)
Ofelia di Amleto come opposto di Eva. Alcuni atteggiamenti umani sono inconsapevolmente volti alla continuazione della specie, altri, per selezione naturale, all'estinzione di un individuo o di una comunità. Eva ci ha insegnato ad osare, soffrire e sopravvivere, Ofelia?
 
Davide
Allegro feroce… Violoncello, violino, oboe, flauto, quintetto d'ottoni, chitarra classica, armonica, vibrafono…Musicalmente, rispetto ai lavori precedenti, c'è un'impostazione di suono, strumenti e modi decisamente più acustica, jazzata e classicheggiante, comunque meno consegnata alle tastiere elettroniche e alle sonorità-modalità del progressive delle origini (EL&P etc.)?
 
Syndone (Nik)
Sicuramente c'è stata una svolta nella scrittura, dovuta principalmente allo studio della teoria dell'orchestrazione che ho sviluppato in questi 18 anni che mi separano da Inca. Diciamo che non concepisco più tanto i tappetoni di tastiere e i suoni lunghi di pad da 16 battute ed oltre perché non ne sento più l'esigenza a livello di scelta formale. Lo considero un metodo per semplificare e celare la mancanza di idee di arrangiamento da parte del compositore. La tendenza in "Melapesante" è stata quella di semplificare: sviluppare linee armoniche particolari attraverso l'uso del contrappunto piuttosto che affidarmi agli "accordoni di pedale" efficaci ma scontati del vecchio prog… anche se, devo dire, hanno ancora un sacco di estimatori! È anche il modo migliore per mettere in risalto gli strumenti acustici che eseguono queste parti: isolarli dal suono "inutile" per renderli "belli" nella loro gamma di frequenze… sfortunatamente non tutti hanno colto questo aspetto.
 
Davide
Magritte, le saboteur tranquille, il mio pittore preferito… Quel che si vede non è realtà, ma un mistero indefinibile… Insomma, ceci n'est pas une pipe… È anche un invito ad ascoltare i suoni e le parole quali sono, per un significato in fondo sconosciuto come è sconosciuto il significato stesso della mente? O cosa?
 
Syndone (Rick)
Credo che il significato del suono e quello della mente siano strettamente legati; l'evoluzione di uno dei due condiziona e investe l'altro. Il "mistero del suono attraverso la banalità della mela" ci porta a comprendere che col suono non si può mentire, a differenza del linguaggio verbale. Magritte è l'intermediario tra le nostre credenze e la realtà.
 
Davide
Giardino delle Esperidi… Ancora una storia di draghi e serpenti, di mele rubate, di astuzie e, infine, di tramonto e di notte… di magico mistero in fondo al viaggio. Per tornare a Raymond Moody e ai suoi studi sulle testimonianze di premorte, chi è tornato o sembra essere tornato indietro dall'ultimo viaggio, riferisce che amore (e fecondità), di cui i pomi aurei delle Esperidi sono l'emblema, insieme a conoscenza e comprensione (come la mela di Adamo ed Eva rappresenterebbe) sono le sole cose che contano sia nella vita qui e ora, sia nell'eternità che seguirebbe. Eppure…  sembra che l'umanità, per arrivare ad amore, conoscenza e comprensione, sia ancora costretta a fare cattive esperienze… o come dire: una cattiva esperienza vale più di un buon errore?
 
Syndone (Rick)
I sistemi umani, individuali o collettivi, come molte altre strutture del nostro pianeta, per poter accedere ad un livello diverso (superiore o inferiore) hanno bisogno di un "passaggio di stato" . L'acqua, prima di evaporare deve subire delle stimolazioni di un certo tipo, le molecole entrano in condizioni di caos per passare a nuovi equilibri.
Il fuoco è una cattiva esperienza necessaria. 
 
Davide
Malo in adversity… 9112001 NYC… Siamo a New York City, la Grande Mela, l'11 settembre 2001… Forse, non nominato, si sente però presente anche il pomo della discordia che causò la guerra di Troia, cioè l'eterna discordia tra gli uomini per le vanità delle vanità… Henry Louis Mencken disse che la democrazia è una forma di religione: è l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari. Cosa ne pensate dell'11 settembre come congiura mediatica (September Clues, Il Grande Complotto di Dylan Avery, Zero di Franco Fracassi e Francesco Trento dall'inchiesta di Giulietto Chiesa etc. etc.)…?
 
Syndone (Nik)
Sono sempre stato convinto che l'11 settembre sia stata una cospirazione preorganizzata dagli americani per tenere alta la tensione internazionale e instillare la paura nella loro gente in modo da ottenere il consenso del Congresso a legittimare l'intervento armato in medioriente.
Ma questa è una mia personalissima idea, e quindi discutibile… magari in un forum!
Dal punto di vista artistico, invece, "Malo in adversity" è uno dei brani dell'album che preferisco: primo perché è molto vicino a quello che io considero il mio modo di fare prog. nel 2011, secondo perché è una delle liriche meglio riuscite dell'album, grazie alla bella poeticità del testo scritto da Ricky.
L'idea di usare il titolo "Malo in Adversity" (e non Mallo come leggo in numerose recensioni), fa riferimento a: "The turn of the screw" di B. Britten: si tratta infatti di una frase che il fantasma di Quinn inculca nella mente del giovane Miles nel momento in cui quest'ultimo viene posseduto dall'anima dannata dello spirito. L'uso del termine latino "Malo" con la doppia accezione di "Mela" e di "Male" mi forniva involontariamente la doppia chiave di lettura della tragedia del World Trade Center: atto terroristico o cospirazione dall'interno? C'è poi ancora un aspetto curioso: nell'opera di Britten, Miles canta "Malo, malo… malo in adversity" all'interno di una sequenza di filastrocche per bambini che in inglese viene chiamata "Nursery Rymes"… stesso spunto che Peter Gabriel usò per il titolo del loro grande album "Nursery Cryme"… questa è una delle due citazioni dei Genesis che ho messo in "Melapesante."
 
Davide
Mela di Tell… sembra rievocare anche la mela di Newton, la gravità che ci schiaccia a questo mondo terreno dove c'è chi deve vincere e chi deve avere nera miseria e, nonostante ciò, riverire il potere e i suoi simboli. Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano in silenzio (Edmund Burke). Le cose forse andrebbero diversamente, gli abusi, le sopraffazioni ecc. svanirebbero, se tutti fossimo un po' come Guglielmo Tell?
 
Syndone (Rick)
Svanire è una parola non grossa, di più. Riducendo ogni attività umana a giustificazione per la continuità della specie, anche gli abusi e le sopraffazioni non faticano a rientrare nel concetto diabolico di normalità. L'importante anche in questo credo sia un buon equilibrio, e forse oggi per ristabilirlo, sarebbe necessaria una diffusione su tutto il territorio italiano di tanti piccoli William Tell.
 
Davide
Avalon… è la "terra delle mele", l'isola dei beati… Esiste per voi una qualche Avalon o, per dirla con le parole di De Andrè e del suo blasfemo, è proprio qui sulla terra la mela proibita, e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, ci costringe a sognare in un giardino incantato?
 
Syndone (Nik)
Perfettamente d'accordo! Viviamo in un mondo di cui conosciamo solo una misera descrizione pragmatico/meccanicista che ci viene inculcata da quando nasciamo e che poi non riusciamo più a toglierci. Rifiutiamo gli aspetti soprannaturali del mondo perché ci fanno paura e perché vanno contro quella descrizione logica a cui siamo abituati, il tangibile che si può misurare, che si può razionalizzare; temiamo tutto ciò che mette in discussione il nostro "Tonal" e quindi siamo sempre "un passo indietro" la realtà (per dirlo alla Castaneda).
A mio avviso dovremmo seguire molto più l'istinto [la Mela appunto] piuttosto che filtrare le cose con la nostra ragione che è ed è sempre stata una barriera alla conoscenza vera della realtà: la Mela spaventa perché appoggia gli istinti; essa è l'inconscio, ciò che ci fa capire che siamo soli e che quindi fa scricchiolare pericolosamente secoli di dogmi imposti dalla chiesa. Ma è anche ciò che ci rende liberi dalla manipolazione della mente e ci permette di andare oltre e di pensare con la nostra testa.
 
Davide
Il bene, il male… L'arte è sempre una creazione del bene o, per dirla come Baudelaire, il male viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l'opera del fato; il bene è sempre il prodotto di un'arte?
 
Syndone (Nik)
Riporto una frase tratta da "Regole di vita musicale" di R. Schumann: "…sii esperto nella vita, come anche in altre arti e scienze. Le leggi della morale sono anche quelle dell'arte."
La vera arte nasce dal bene e dal dolore.
 
Davide
Due parole sugli studi Abbey Road, i più famosi al mondo… È stato un online mastering o vi ci siete recati? Che differenza fa, secondo voi, una masterizzazione agli Abbey Road da una qualunque eventuale altra in altro studio?
 
Syndone (Nik)
Mi sono recato sul posto e ho affiancato Andy Walter durante la session per 5 ore. Masterizzare agli Abbey ti dà la possibilità di uscire con un prodotto pressoché perfetto e ti rendi conto di quanto siano preparati dal punto di vista tecnico tutti gli "engineers" che ci lavorano.
 
Davide
Grazie per l'intervista e per l'ottima musica… à suivre… 
 
MELANCHOLIA D'OPHELIA
Saturno, il settimo cielo del sistema dantesco, era fatto corrispondere dagli antichi al piombo, uno dei metalli più pesanti; esso è anche noto come "il pianeta della melanconia".
Partendo da queste similitudini e assonanze in questo brano si ipotizza il viaggio di Ofelia (inteso come personaggio shakespeariano) dopo la morte verso il suo cielo.
E' il cammino di chi passa ad una nuova vita portando con sé una costante  disillusione per le tensioni terrene. Così la "Melancholia" ne diventa il sentimento principale, il riscatto e il destino.
L'immagine di Ofelia annegata è diventata nel corso dei secoli il vero archetipo della follia femminile, connessa sempre in qualche modo alla sessualità o alla delusione d'amore. Essa rappresenta, come la Mela, ciò che non può prescindere dalla propria femminilità e non può essere disgiunta dalla propria sessualità.
 
MELAPESANTE
Melapesante è un' idea, un' opinione che ti colpisce, la scelta che sconvolge gli equilibri, un centro d'attrazione. 
I simboli viaggiano nel tempo ed ogni volta che riemergono segnano un cambiamento.
Le immagini ed i concetti da essi espressi arrivano dritti al ventre ed è inevitabile non sentirne il peso.
Nel viaggio attraverso la mitologia, dal Giardino dell' Eden (il Serpente) alla Logica (il Diavolo), la Mela appare a smentire dogmi, a svelare verità, a rappresentare il desiderio carnale come appagamento dei sensi e conquista della centralità dell'essere.
Essa indica la via di fuga verso la libertà dall'oppressione della religione e la lotta all'ignoranza e alla superstizione.
E'  per questo che gli iniziati ne hanno fatto il frutto della conoscenza e della libertà; nessuno di noi è escluso da questo gioco!
 
MAGRITTE
L' immagine è quella di opere come "Le fils de l'homme" e "La chambre d' écoute" di Magritte.
Il brano vuol essere un omaggio al messaggio del pittore Belga attraverso simboli quali "la mela", "l' uomo col cappello" e "il mare".
La realtà si mostra, ma forse non è quel che si vede; il mistero e l' accettare il non definito è l' unico modo che l'uomo possiede per affrontare la realtà, di percepire il "silenzio del mondo".
 
GIARDINO DELLE ESPERIDI
Un salto nella mitologia greca, nel Giardino delle Esperidi, protettrici, insieme al drago Ladone, dell' albero delle mele (pomi) d'oro.
Il punto di vista è quello di un argonauta che, giunto nel giardino il giorno successivo al furto delle mele e all'uccisione del drago, vede tramutarsi le ninfe in alberi e il nascere di una nuova costellazione in cielo, quella del Serpente.
Il salice è l'albero-ninfa su cui riposerà.
Il mito rappresenta l'esistenza di una sorta di paradiso, oggetto dei desideri umani, e di una speranza d'immortalità (la mela d'oro).
 
MALO IN ADVERSITY
Brano dedicato alla catastrofe del World Trade Center  [09/11/2001 NYC].
Malo/um significa "Mela" ma anche "Male": il male di chi ha fatto ciò che ha fatto e di chi ha permesso che venisse fatto.
Le immagini di quel giorno non scivolano via. Il ricordo delle notizie, dei video e della rabbia suscita ancora visioni e riflessioni sulla speranza di una nuova età.
Lentamente, fogli di carta bruciati con messaggi d'addio, cadono come neve nera sulla Grande Mela.
 
MELA PENSANTE
Pensieri reconditi di un frutto.
Una mela è appesa ad un albero, si guarda intorno, si divincola, scorge Newton seduto proprio sotto di lei.
Indecisa se cadere sulla sua testa, consapevole della portata del suo gesto, passa in rassegna dettagli conosciuti e non della vita del grande scienziato inglese.
 
MELA DI TELL
Nelle tradizioni giapponesi associate all'arco, la freccia è il simbolo dell'amore. La sua forma fallica è evidente: penetra nel centro come il principio maschile e si introduce nell'elemento femminile (la mela appunto).
I duecento passi sono quelli che separavano la freccia di William Tell dalla testa del figlio. 
Tell è la virtù e Gessler,  rivale e schiavo di un potere al quale non sa negarsi, rotolerà nella sua misera morte con lo sfondo di un popolo esultante per la libertà conquistata.
 
DENTRO L'INCONSCIO
La mela, a causa della sua forma sferica, rappresenta i desideri terrestri ed il proprio compiacersene.
La proibizione pronunciata da Jahvè metterebbe in guardia l'uomo contro il predominio di questi desideri che lo trascinano verso una vita materialistica di regressione a scapito della sua evoluzione spirituale. Questo avvertimento divino fa conoscere all'uomo le due direzioni invitandolo a scegliere. Ma la scelta non sempre è tra due strade da percorrere; spesso è tra due parti del proprio essere che sono perennemente in conflitto tra loro e di cui una sola, alla fine, predomina. L'inconscio è la porta attraverso la quale la parte del carattere dominata vuole mettersi in contatto con l' "io" per prevalere; oppure, a volte, è il nostro lato cosciente che vuole nascondersi nell'inconscio per sfuggire alla realtà.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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