:: Home » Numeri » #237 » LETTERATURA » Favole del morire - Giulio Mozzi
2015
15
Apr

Favole del morire - Giulio Mozzi

media 4 dopo 1 voti
Commenti () - Page hits: 5500
postfazione di Lorenzo Marchese
Laurana (Milano, 2015), pag. 155
euro 14.00

 

"Ma sono ancora lontanto dall'aver imparato. Ecco da dove mi viene lo stimolo a sondare la realtà invisibile", scrive Antonio Thellung, in "Sto studiando per imparare a morire" (Altrimedia Edizioni, Matera, 2014); che cito perché a mio modesto avviso va a incontrare il Giulio Mozzi della 'chiusa' del suo ultimo "Favole del morire": "Questa è la speranza: un'immaginazione". Un testo che ho amato dopo aver ri-amato "La felicità terrena" e "Il male naturale" grazie sempre al prezioso lavoro della Laurana, soprattutto col suo indomabile Gabriele Dadati. Mozzi in questo libro raccoglie un gruppo di testi scritti tra il 2003 e il 2014. Dove, sono sue parole, esplora sempre "ciò su cui medito tutti i giorni: non la morte, ma il morire", appunto. Con prosa, versi e passaggi teatrali infine. "La morte come metamorfosi, ma anche come durata, il trapasso come stadio intermedio tra due condizioni che a volte si fondono, come ci insegnano angoscianti declini di persone care, lenti di una lentezza che esaspera lo strazio della contemplazione impotente su alterazioni che sfigurano caratteri prima ancora che fattezze. La materia uncina poi ogni coscienza appena un po’ avvertita del proprio attraversare un tempo ed uno spazio limitati da una fine, di tutto o di questo tempo e di questo spazio. Per assioma, non ha limiti, e Mozzi la percorre cogliendo frammenti che possano tornare utili non come elementi di comprensione (siamo al cospetto dell’inconoscibile), né tantomeno di consolazione, ma come ausili alla consapevolezza", scrive bene in un'attenta lettura Luigi Preziosi. Le pagine partono con la 'rivisitazione' de "La stanza degli animali", dove un figlio ricorda la collezione di animali che il padre biologo conservava in barattoli pieni di formalina, provenienti da spedizioni scientifiche in svariate parti del mondo, dall'Italia alla Somalia; insieme alle biciclette di casa: un giorno con un cavo da freno di bicicletta, il padre, in un accesso di follia, strangolò la madre. Siamo tutti al limite del morire. Persone e animali marini. Ma più avanti si trovano versi ripresi da "Dieci motivi per essere cattolici" (ancora Laurana, 2011), scritto a quattro mani con il compianto amico dell'autore, Valter Binaghi. Io rifiuto a prescindere, categoricamente, il concetto stesso di speranza. Però Mozzi lo riabilità trasformandolo, in mio avviso, in motivo di disvelamento della realtà. Verso la vita d'altri esseri. “Del morire non sappiamo niente. Però ci immaginiamo. Vediamo gli altri morire. Moriremo, questo è certo. Da sempre ci immaginiamo. C’è chi dice che immaginare sia stupido. C’è chi dice: è la fine, stop. Io che cosa dico? Morirò, mi trasformerò”.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
MAIL: nunzio8@msn.com
WEB:
http://www.nunziofesta.nelsito.it/
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 122 millisecondi