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2015
25
Feb

Intervista con MOTIVA

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Uscito il 15 di dicembre del 2014 il nuovo album in studio dei MotivA, band originaria della città di Taranto dedita a un rock melodico di qualità. Il disco edito da Videoradio, s'intitola Un Motivo ci Sarà e contiene dieci brani, nove inediti, con la cover “Con il nastro rosa” del duo Battisti/Mogol rivista in un arrangiamento esclusivo della band pugliese. “Un Motivo ci Sarà” è un viaggio musicale attraverso le varie sfumature del rock, dalle ballad al sound aggressivo, dalla canzone d’amore al sociale. L’album sintetizza le diverse esperienze dei singoli componenti dei MotivA. La copertina inoltre, mette insieme i titoli di tutti brani dell'album, rappresentato da un uomo, un pupazzo della società, situato nella notte in una dimensione fra cielo e terra, che guardando da un oblò un mondo dentro la tempesta appare illuminato da una luce di speranza, ossia quell’ossigeno  che volando dentro a cuore riporterà per sempre l’amore per la vita e il coraggio di viverla accompagnati dal dolce profumo dei ricordi. Se questo mondo fa parte di me… un motivo ci sarà. I MotivA sono: Fabrizio Tarantino (voce), Gregorio Pulpito (tastiere), Durando Tegas (chitarre), Cosimo Masella (basso) e Vincenzo Cannarile (batteria).
 
  
 
Intervista
Davide
Raccontateci la storia della band. Quando e come nasce, da quali esperienze precedenti e con quali esigenze e "motivazioni" e con quali obiettivi artistici?
 
MotivA
Come ogni band che si rispetti, anche i MotivA, come un po' tutte le band che cominciano a suonare insieme, affondano le loro origini nelle “cover”. Nell’ormai lontano 2006 il nostro tastierista Greg e il bassista Mimmo già suonavano insieme proponendo varie cover di band italiane e straniere; l’anno seguente si unì alla band Fabrizio e da quel momento prese vita il progetto MotivA, con l’intento di “mettersi in proprio” iniziando a comporre brani inediti. Nella prima metà del 2009, infine, si sono aggregati Durando e Vincenzo.
 
Davide
Dopo un primo E.P. di qualche anno fa, questo è il primo lavoro full length. Come siete approdati a Videoradio e a questo esordio discografico, con quali aspettative in questo difficile momento per la musica italiana?
 
MotivA
L'incontro con Videoradio non è stato casuale, in quanto, anni fa, spedimmo a varie case discografiche i nostri primi lavori in studio e loro, insieme ad altre tre etichette, si dimostrarono interessate al nostro prodotto. Fummo felicissimi del loro interessamento e considerando anche il roster dei loro artisti (Braido, Radius, Portera, ecc.) abbiamo subito scelto di farne parte. La scena musicale italiana è in difficoltà perchè si è totalmente inchinata alla televisione, al rapido e facile successo e se non hai l’aggancio giusto in quel mondo la strada è tutta una ripida salita per chi cerca di emergere “normalmente”, step by step, sudandosi e costruendosi il proprio cammino...Si dovrebbe avere il coraggio di invertire la tendenza partendo dal basso, dalle sale prova, dai locali, dai contest musicali (quelli sani) e non dai soliti noti della produzione discografica che ti confezionano un “vestito” musicalmente parlando... La musica è altro. Noi finora abbiamo autoprodotto il cd sotto tutti gli aspetti e siamo fieri del nostro lavoro.
 
Davide
Come e quando nasce una canzone dei MotivA? Quando cioè ne sentite l'esigenza, come ne costruite e quando ne riconoscete la vostra cifra artistica più condivisa?
 
MotivA
Non esiste una formula matematica per quanto riguarda la genesi di un nostro brano. Ogni canzone ha la sua storia, quindi anche un modo unico di nascere e svilupparsi; a volte prende forma da un testo o da una linea melodica buttata giù da Fabrizio, altre da un fraseggio di pianoforte oppure da un riff di chitarra. L’idea di base viene poi sviluppata da tutta la band insieme e quando dopo aver provato il tutto, si rimane a guardarsi in silenzio con il sorriso in faccia; in quell'istante, si capisce che è la strada giusta.
 
Davide
Scrivete musica propria inedita, ma rendete anche omaggio alla migliore musica italiana e  internazionale dagli anni ‘60 ad oggi in uno spettacolo intitolato “I MIGLIORI ANNI… IN ROCK”, col quale ripercorrete i successi più acclamati, rivisitati in uno stile personale. Come lo descrivereste questo stile personale? Nasce così la cover de "Il nastro rosa" e perché avete scelto in particolare questo brano di Battisti per il vostro disco?
 
MotivA
Sinceramente la scelta della cover è stata una pura casualità anche se non nascondiamo un notevole apprezzamento per Lucio Battisti. Molti dei suoi brani si prestano molto bene ad un arrangiamento nel nostro stile, come dire, un rock MotivAto!
 
Davide
Billy Idol ha detto una volta che "il rock non è arte, ma il modo in cui parla la gente normale". Cos'è per voi?
 
MotivA
Billy Idol è un grande e se lo dice lui eheheh... Anche per noi il rock è la quotidianità, ciò di cui discute la gente comune, ad esempio i loro problemi, il lavoro, amore, gioie, dolori, quindi, il nostro vivere espresso in musica con dei toni più marcati, in base al messaggio che si vuol far arrivare al fruitore.
 
Davide
Taranto città spartana... Antica e bellissima città dei due mari, ma purtroppo anche una delle città più inquinate dell'Europa occidentale per i veleni emessi delle industrie del suo territorio. Che rapporto avete con la vostra città e come questo ha inciso finora sul vostro percorso musicale?
 
MotivA
Tasto dolente... Ti ringraziamo per aver rimarcato la nostra antica unicità ed origine di cui siamo molto fieri, non possiamo dire altrettanto per quanto riguarda l'immagine di una realtà oggettivamente negativa che incombe su Taranto, anzi.... È importante saper osservare il contesto quotidiano che ci circonda, la nostra amata Taranto non manca mai di proporci spunti di riflessione, sia nel bene che nel male, di conseguenza non può non avere un peso specifico nella nostra musica.
 
Davide
Leggevo qualche tempo fa sulla Treccani... Cos'è oggi una canzone? È un brano, sostanzialmente cantato, che serve a condensare in pochi minuti un'emozione. Può essere una forma d'arte, ma molto più spesso è una semplice forma d'intrattenimento. Tuttavia ha assunto un peso e un'importanza nelle nostre vite che nessuna forma musicale ha, in passato, mai avuto. La canzone, insomma, è parte integrante della nostra cultura, del nostro modo di essere, del nostro modo di intendere e vivere la musica. A cosa può o deve servire (oggi in particolare) una canzone secondo voi?
 
MotivA
Ottima definizione! Noi tendiamo a dare un grande valore a quello creiamo e suoniamo, quindi crediamo che un brano e di conseguenza la musica, deve innanzitutto far provare sensazioni ed emozioni, deve far viaggiare pur restando fermi, ma la cosa più importante è l'aspetto comunicativo perchè una canzone deve lanciare e lasciare un messaggio importante a chi l'ascolta. Nonostante i tempi difficili che viviamo, deve essere un mezzo attraverso cui poter sperare, poter guardare al domani con occhi diversi, uno strumento per motivare la propria esistenza.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
MotivA
Citando una frase “a caso”, lo scopriremo solo vivendo. In questo momento siamo abbastanza orientati sul versante live, quindi ci stiamo impegnando quanto più possibile per promuovere il nostro primo lavoro discografico ufficiale nelle nostre serate, ma vi confesso un segreto, stiamo già lavorando su qualcosina di nuovo.
Vi lasciamo con quello che ormai è il nostro motto: non sprecate la vostra vita, MotivAtela! Ringraziamo Davide per questa intervista!  A presto.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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