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2015
22
Feb

I due volti di Nuova Delhi - Annarita Tranfici

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Fin da piccoli ci insegnano che il male si annida ovunque, anche nelle favole. Ci ammoniscono di stare attenti, di non fidarci mai di nessuno e di guardarci sempre e comunque le spalle, non abbassare mai la guardia, soprattutto se siamo donne. Non a caso, anche nelle favole proprio quest’ultime sono spesso vittime di violenze, invidie, gelosie e crudeltà. Basta pensare a Biancaneve, Cenerentola e La sirenetta, solo per citare le più famose. La differenza sostanziale, però, sta nel fatto che poi, nelle favole, il riscatto arriva sempre o quasi, il bene vince e la principessa viene salvata. Ben diversa è la realtà. I principi non sono azzurri e non sono invincibili, il male percorre facili vie di vittoria e le principesse soccombono. Ovunque. Il male non conosce confini o geografie, culture o moralità, colpisce proprio dove non si vorrebbe o non ci si aspetterebbe, anche in un paese all’apparenza incantato come l’India, con i suoi colori sgargianti, il vociare continuo dei suoi abitanti e l’odore insistente delle spezie che permea l’aria. Anche quando tutto sembra perfetto e unico. Soprattutto quando tutto sembra perfetto e unico, perché è allora che le difese vengono abbassate e l’odio, la furia cieca, il piacere di arrecare dolore per distruggere la felicità altrui, prende il sopravvento. E’ un tema attualissimo e purtroppo sempre più presente nelle cronache nazionali e internazionali quello che racconta, attraverso l’orribile esperienza di due giovani innamorati, I due volti di Nuova Delhi (Lettere Animate, pp. 10, € 0,99) di Annarita Tranfici. Un brevissimo che mette in contrapposizione odio e amore, bellezza e violenza in una delle città più antiche ad essere continuamente abitate del mondo, un racconto che seppur scritto in maniera semplice, lineare, con un buon impianto narrativo e coinvolgente, lascia un po’ l’amaro in bocca sia per la sorte dei due giovani protagonisti che per la sensazione di aver interrotto bruscamente la storia. Il racconto, infatti, avrebbe avuto maggior impatto emotivo sul lettore e maggiore rilevanza editoriale se dotato di una trama e un intreccio più lunghi e articolati in cui approfondire e narrare gli attimi e le vicende succedute alla violenza, trasformando così il testo in un romanzo breve.
 
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:: Cinzia Ceriani
Mi chiamo Ceriani Cinzia, sono nata l’11 marzo del 1983 a Busto Arsizio in provincia di Milano. Ora vivo e lavoro a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza. Scrivo da parecchio tempo e i miei scritti sono comparsi su siti come Domist.net, Scheletri.com, pennadoca.net, pennepazze.net, poetare.com e la rivista Inchiostro; collaboro, inoltre, con la rivista letteraria on-line Progetto Babele, con il sito pennadoca.net, Il Salotto degli Autori, e sono da redattrice di SuperEva per le sezioni Giallo/noir e letteratura fantasy.
MAIL: cinziaceriani@virgilio.it
WEB:
http://www.liberovolo.it
 
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