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2015
20
Gen

Intervista con i Four Tramps

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Four Tramps in concerto
 
Il blues come amore e punto di partenza, che viene però sviluppato dalla band reggiana in chiave personale, in cui trovano posto influenze punk, garage e classic rock. Un viaggio ideale, dal Mississippi alla pianura del Po, passando per Detroit e Nashville, dove il suono si tinge così di influenze elettriche e sudiste. Muddy Waters, Stones, Eagles, Son House, Doors, The Who ma anche Jack White o ZZ Top o ancora qualche dimenticato gruppo texano da qualche oscura raccolta garage dei 60’s. Sono questi solo alcuni dei riferimenti che vengono alla mente ascoltando questo esordio, “Tramps & Thieves”, un album ricco e vario, il giusto preludio alle performance live della band emiliana.
Trackist: 1. 22 Crickett (My First Rifle) / 2.Moonshiner In Love / 3.Tramps & Thieves / 4.The Girl Of Abnormal Dreams / 5. Last Day Of Freedom /6.Tremblin’ Land Blues / 7. Mr Jameson (Irish Drunken Blues) / 8. Morning Spread Blues / 9. Buster Blues / 10. Revolution Tonight / 11. Me & The Devil #2 / 12. Summertime Blues (solo nella versione CD)
Biografia: Il progetto Four Tramps nasce nel 2011, avendo nel proprio bagaglio diverse anime che attingono dal classic rock americano, dall’esplosivo rock inglese anni ’60 e’70, e dall’onda d’urto “self made” sfacciata del punk. È con la solida anima blues malinconica e sognante e al contempo irriverente che ci poniamo interrogativi sul mondo e l’attualità. Dopo una registrazione demo degli esordi diffusa gratuitamente alle persone presenti ai numerosi concerti sparsi in Emilia e non solo, nel Febbraio 2014 nasce il primo vero album “Tramps & Thieves” registrato al Vox Recording studio di Reggio Emilia e interamente autoprodotto dai Four Tramps in uscita in tutti gli store digitali a fine Gennaio 2015, che sarà pubblicato da New Model Label.

Formazione: Simone “Montru” Montruccoli: Voce, chitarra e armonica – Davide “Guzzo” Guzzon: Chitarra, slide e cori – Elia “Ezzi” Braglia: Basso e cori – Osiris Joe: Batteria

24 Gennaio 2015 – Gasoline Road Bar – Lentigione di Brescello (RE)
27 Gennaio 2015 – Elio, ex Manifattura Tabacchi – Modena
31 Gennaio 2015 - Pura Vida Social Club – San Bernardino di Novellara (RE)
7 Marzo 2015 – Telling Stories – Bologna
15 Marzo 2015 – Lord Nelson – Reggio Emilia (RE)
26 Marzo 2015 – Barricada Cafè – Casalgrande (RE)
23 Maggio 2015 - Tonic – Parma (PR)
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Four Tramps. Come vi siete conosciuti e formati e perché "Four Tramps", quattro vagabondi?
 
Four Tramps
Davide (chitarrista) e Giovanni (batterista) sono amici di vecchia data. Simone (cantante) e Davide si conoscevano da qualche anno e dividevano spesso il palco ognuno con il rispettivo gruppo dell’epoca, diventando poi amici. Qualche anno fa Davide e Simone avevano accennato di fare un gruppo insieme, un po’ diverso da quello che avevano suonato fino a quel momento (ovvero punk rock per entrambi). Fino a che, dopo qualche anno,  non hanno deciso di provarci sul serio, coinvolgendo poi Giovanni e inizialmente un bassista che ha suonato però per pochi mesi con noi. Siamo nel 2011. Quando il bassista ci ha lasciato, tramite un annuncio su un giornale locale abbiamo trovato il nostro attuale bassista, Elia.
La scelta del nome non è stata immediata e semplice. Avevamo in ballo tanti nomi, e alla fine abbiamo scelto questo, un po’ influenzato dal tema del “viaggiatore” e delle “esperienze”  vissute in giro per il mondo che spesso raccontiamo nei nostri pezzi, e comunque per la visione critica che cerchiamo spesso di avere nei confronti del mondo. E anche perché qualcuno di noi probabilmente è da sempre affascinato dalla frase “Tramps like us, baby we were born to run” di Bruce Springsteen.
 
Davide
Dunque siete al primo disco. Cosa hanno per tema principale le canzoni di "Tramps & Thieves"?
 
Four Tramps
Come già accennato nella domanda precedente, molte canzoni si rifanno ad esperienze personali, tipo la title track “Tramps & Thieves” che parla con ironia di un’avventura di Davide e Simone in uno squallido hotel di Londra, ma anche “Buster Blues” (locale di Anversa, Belgio) dove si è costruito una storia d’amore più o meno vera. Poi abbiamo canzoni di critica e denuncia, come “22 Crickett” (che si ispira a un fatto di cronaca vera derivante dalla possibilità negli Usa di comprare fucili per bambini), “Revolution Tonight” (sul mondo del lavoro), “Morning Spread Blues” (sulla finanza), “Tremblin’ Land Blues” (dedicato ad una anziana signora emiliana che perse la sua casa col terremoto). Non manca una storia romantica ambientata in uno scenario gangster anni ’30, “Moonshiner In Love”, e altre canzoni più surreali come “The Girl Of Abnormal Dreams”. Non c’è un tema portante vero e proprio, ma probabilmente il Viaggio, o il “Toccare” più parti del mondo tramite Storie Vere e Finzione, è il vero legame di tutto il disco
 
Davide
Mi è capitato spesso di intervistare o ascoltare gruppi e artisti emiliani e mi pare che il blues rock, specialmente di schietta matrice americana (ma anche il robusto British Blues e il folk di derivazione irlandese), prevalgano e siano particolarmente radicati come generi musicali nell'Emilia. Qualcosa di casuale, secondo voi, o c'è un qualche motivo?
 
Four Tramps
Sembrerà banale, ma da noi c’è il fiume Po, e gli accostamenti col Mississippi li abbiamo sentiti, li sentiamo e li sentiremo sempre. Poi abbiamo soprattutto piccoli club, osterie, pub che da anni ospitano artisti blues, locali e non. È una scena radicata da tempo, forse come in nessun’altra parte d’Italia. D’estate si organizzano tanti festival blues, proprio nelle zone vicino al fiume, come il mitico “Rootsway - Roots 'n' Blues & Food Festival”. Abbiamo tanti maestri del genere, musicisti rodati da tempo e con una certa fama. E la cosa bella è che ci sono anche tanti giovani che cercano di portare avanti tale scuola.
 
Davide
Con quali obiettivi e aspettative vi siete affacciati al mondo musicale in questi anni di crisi del disco e della professione musicale? 
 
Four Tramps
La crisi del disco purtroppo è del tutto evidente da anni e sappiamo di non suonare un genere “alla moda” e commerciale, almeno in Italia. Probabilmente ci rendiamo conto che farne una professione al giorno d’oggi è quasi impossibile in queste condizioni. Con tanta umiltà cerchiamo di fare più concerti e di girare il più possibile, di renderci pronti ad ogni occasione, pieni di entusiasmo e con voglia di essere credibili e di fare un bello spettacolo “live” ogni volta. Poi chi vivrà vedrà, e chissà che i tempi non cambieranno.
 
Davide
I Four Tramps dal vivo e i Four Tramps in studio, come si distinguono e come si assomigliano?
 
Four Tramps
Si assomigliano sicuramente nelle sonorità. La scelta dello studio di registrazione è stata fatta  cercando proprio chi potesse valorizzare il nostro sound, senza lavori di Produzione eccessivi. Dal vivo non possiamo certo metterci nella categoria di quelle band che suonano tale e quale il pezzo inciso su disco. Non per un discorso tecnico di esecuzione, ma spesso perché ci piace improvvisare parti all’interno di un brano, cantarlo o suonarlo in modo differente, cercando di coinvolgere magari anche il pubblico. Insomma, concerti fotocopia non credo che siano il nostro caso. Tendenzialmente cerchiamo anche di inserire almeno due o tre cover rivisitate a modo nostro all’interno delle scalette, per dare un ulteriore carica al concerto.
 
Davide
Parliamo della copertina. Dall'antica Roma al '700, per banchettare o giocare, al "Barone Rampante" di Calvino e al villaggio tra i boschi di castagno dei Monti Pelati in Piemonte, le case sugli alberi continuano a esercitare un certo fascino. Perché avete scelto, per il retro copertina, l'immagine di una treehouse? E quindi voi stessi fotografati in un bosco?
 
Four Tramps
Qui torniamo al discorso della nostra terra contaminata dal blues. Sono palafitte e case costruite sulle rive del Po nei paesi della pianura Reggiana. Hanno un certo fascino, e credo che insieme alla natura che le circonda, ricordino a nostro modo scenari dell’immaginario blues che ognuno di noi ha. Quindi visto che noi ci consideriamo un gruppo rock dalle forti tinte blues, queste foto hanno il compito di evidenziare maggiormente la musica che suoniamo. Anche la nostra immagine nel pioppeto deriva da una foto scattata a pochi metri dalla casa in questione, dunque all’interno della stessa ambientazione.
 
Davide
"Non è possibile non comunicare", secondo un'idea di Paul Watzlawick. Comunicare è una parola che ha un etimo molto interessante nel latino communis, che appartiene a tutti, e che quindi significa propriamente condividere, "mettere qualcosa in comune con gli altri". Cosa vi preme maggiormente di trasmettere nel e condividere con il pubblico che viene ad ascoltarvi o negli e con gli ascoltatori di questo vostro disco?
 
Four Tramps
Sicuramente credibilità. Dal vivo cerchiamo di essere i più energici e coinvolgenti possibile. Vogliamo che la gente si focalizzi sullo spettacolo, cercando di essere Noi insieme a loro, un’unica grande Unità. A volte si riesce, a volte no. Quando va bene è una sensazione impagabile. Vogliamo che sia una grande festa, che tutti, Noi e il pubblico, finiscano la serata con un sorriso stampato in faccia. Cerchiamo di trasmettere nel modo più onesto e sincero le nostre critiche e denunce con i brani che hanno questo obiettivo, e di far ballare e divertire il pubblico con i brani più “leggeri” e divertenti. Di commuovere, se è il caso, quando suoniamo un pezzo che sentiamo molto e che si canta col cuore in mano. Insomma, la credibilità!
Nel disco forse è più difficile trasmettere questo concetto, ma bisognerebbe appunto chiederlo a chi lo ascolta.
 
Davide
La musica è respiro. La musica è cibo. La musica è sesso. La musica è parola. La musica è libertà. La musica è vita. Senza musica non c'è esistenza, in fondo la vita nasce da elementi che si incontrano e si scontrano, dunque la vita nasce dalla musica e origina musica. Così ha scritto William S. Burroughs. Cos'è per voi?
 
Four Tramps
La musica è una compagna di vita che ti rimane per sempre fedele. L’unica vera amica (come diceva anche Jim Morrison). È tutto quello che si è citato. È anche molto di più. Ogni sensazione, ogni stato d’animo può trovare in un brano la sua colonna sonora. C’è sempre la musica giusta, adatta ad ogni situazione. Potremmo ascoltare musica 24 ore su 24 se lo volessimo.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Four Tramps
Speriamo innanzitutto che tramite la promozione di questo disco si aprano più opportunità dal punto di vista concertistico. Esibirci più spesso e in più zone d’Italia almeno. Stiamo nel frattempo scrivendo brani nuovi, quindi chissà che non troppo lontano possa essere concepito un altro album.
 
Davide
Grazie e à suivre...         
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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