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2011
20
Feb

Stanze nascoste - Derek Raymond

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traduzione di Federica Alba e Pamela Cologna
Meridiano Zero (Padova, 2011)
pag. 335, euro 16.00.
 
Contro le costrizioni del contratto universale. Contro il contratto universale. Anche altre e altri hanno lasciato comodi nidi, per intrufolarsi nelle tribolazioni della strada. Ma sfido chiunque a trovare le stesse traversie visitate da Robin Cook, tutte insieme, e tutte in un'altra persona; ovviamente al di là che queste nuove citazioni che possono sempre e comunque venire in mente, di certo, appunto, presentino altri vagabondaggi. Di Derek Raymond, che come sappiamo è il nome d'arte di questo indomabile Cook, non avevo scritto che di "Incubo di strada": sbagliando. Nel senso che, come può insegnare Vicentini, Raymond è un maestro della letteratura. Senza voler, però, fare da maestro. Sotto il titolo "Hiddes Files" fuori dall'Italia l'autobiografia di Raymond è uscita già nel 1992; dunque con ritardo ma sempre in tempo il Paesottero accetta questo libro culminante dello scrittore d'origini e fine inglesi. "Stanze nascoste" non è pensato 'semplicemente' per mostrare i ferri del mestiere, per disegnare la forza degli strumenti a disposizione, per raccontare il dolce fetore della solitudine. "Stanze nascoste" racconto l'idea del mondo di Robin Cook. Che cosa lo scrittore pensa della vita. Oltre a perché e come scrive. Che dice del genere che vive: quel genere letterario sviluppato per analizzare da uno sguardo diverso dagli altri tante esistenze sfrontate e desolate: la feccia prodotta dal Contratto Universale. Che Derek Raymond rifiuta. Perché l'autore questo contratto lo vorrebbe abolire. Robin Cook, che da subito aveva rifiutato famiglia e proprio nome con cognome, nella sua esistenza ripiegata negli scatoloni del domicilio francese ha fatto diversi lavori. Dal guidatore di taxi al coltivatore. Compreso il pantano, in un certo senso, che fu la scrittura del capolavoro "Il mio nome era Dora Suarez". Non per niente in questa autobiografia molti punti sono dedicati alla narrazione del rapporti spinto col romanzo di cui si dice. Derek Raymond ha scritto questo suo libro esemplare e testamentale a Le Puech. Prima di rifare tappa nella sua Inghilterra. Ma dopo aver toccato la Spagna durante il franchismo e l'antifranchismo. Per esempio. Solamente nei primi anni Raymond fu ricco, e solo la guerra fece capire ai suoi genitori che significasse esserlo con il tormento d'avere almeno qualche problema. Derek Raymond, inoltre, se così possiamo veramente dire, s'è persino arruolato nell'esercito. Dentro quel macello che ha sputato i resti di tanti scrittori e poeti. Amante di Sartre, dedito a Sartre, quando lo scrittore scopre che il noir deve essere il fiele che produce fiele, non abbandonerà mai più l'angolo. Ma per farci sentire quanto sia necessario che gli altri che sono finiti nell'angolo e/o a tappeto l'han fatto per meriti nostri. Indubbiamente, come tra l'altro altri hanno segnalato, Raymond è un anarchico. Un vero anarchico. Pronto a conservare qualche ambiguità conservatrice, insomma, eppure consapevole d'essere cantore del progresso necessario. A tutti i costi. Secondo ogni passato. Il castello che aveva custodito le prime intemperanze di Cook s'è rotto. L'Italia e l'Africa si sono palesate. Parigi e la Spagna battagliera. La testimonianza che vuole lasciarci Cook-Raymond, sicuramente condita da qualche fabula, è il migliore racconto orale che si potesse scrivere. Lucido e impazzito. Non è dunque vera l'asserzione: "la mia autobiografia non potrà mai avere la leggibilità di un romanzo. Dopotutto descrive solo un insieme di funzioni". Perché questo vita a forma di romanzo spiattella nelle abitudini da rintananti ogni funzione degli ultimi. Purtroppo per l'autore, questo libro è pieno d'insegnamenti.
 
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:: Nunzio Festa
Nunzio Festa è nato a Matera, nel’81, dove attualmente lavora; risiede nel suo paese natale, Pomarico (MT), con la sua compagna.
Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria, revalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche direttore editoriale, e come consulente editoriale. Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura, dal 2004 in maniera stabile per Il Quotidiano della Basilicata Collabora, inoltre, con siti internet, riviste e altri giornali. Suoi articoli, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e in varie antologie. Nel 2004 ha pubblicato la sua prima silloge poetica E una e una (Montedit), mentre nel 2005 la sua prima raccolta di racconti Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica (Edizioni Il Foglio letterario). Nel 2007, la silloge poetica Deboli bellezze è entrata a far parte della collana curata da Silvia Denti, ‘I quaderni Divini’. Dieci brevissime apparizioni è il titolo delle prose poetiche pubblicate da LietoColle nel 2009. Il suo primo romanzo è stato pubblicato presso Arduino Sacco Editore, sempre nel 2009, ed è titolato L’amore ai tempi dell’alta velocità. Del 2010 è anche “Quello che non vedo”, (poema, per Altrimedia Edizioni), con contributi di Ivan Fedeli, Plinio Perilli, Giuseppe Panella, Francesco Forlani, Franco Arminio, Massimo Consoli. Una sua silloge inedita, nel 2011, è entrata a far parte dell’antologia, curata da Gianmarico Lucini, “Retrobottega”.
Altre opere sono in corso di pubblicazione. Poesie, racconti invece ancora inediti, un romanzo e un'antologia poetica in “fase di scrittura”. Vive per scrivere.
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