:: Home » Numeri » #187 » MUSICA » Intervista con Stefano Amen
2011
17
Feb

Intervista con Stefano Amen

media 3.85 dopo 90 voti
Commenti () - Page hits: 6550
 
STEFANO AMEN – "BERLINO, NEW YORK, CITTA' DEL MESSICO"
da Ordigno Produzioni e Controrecords in CD e digitale – da Marzo 2011 - Edizioni musicali – New Model Label
 
Stefano Amen, da Torino, cantautore.
Negli ultimi anni Torino è diventata il centro di una nuova scena musicale, un nuovo approccio alla canzone d'autore e tra i vari nomi della scena, Stefano Amen è sicuramente uno dei più rappresentativi. Parlare di scena però, potrebbe essere riduttivo nei confronti della sua musica e del suo stile assolutamente personale. Surreale, ironico, sognante, Stefano gioca con le parole e con le immagini, a volte un flusso di pensieri, mentre il suo mondo musicale è popolato da fantasmi country – blues e tracce di West Coast in cui si agitano "beautiful losers", personaggi in continuo movimento senza apparente direzione. Blues quindi non solo come stile musicale, ma come stato mentale, e, ad accompagnarlo Marco Piccirillo al contrabbasso e Paolo Spaccamonti alla chitarra.
 
Tracklist:
1. Tequila Amore Mio / 2. Crack / 3. Quale / 4. Come Non Detto / 5. Berlino, New York, Città Del Messico / 6. Nessuno / 7. Incidente In Danimarca / 8. Criminali / 9. Tequila Blues
 
Biografia:
Stefano Amen ha avuto modo di farsi notare per i suoi lavori autoprodotti, il suo progetto Pinguino ed i numerosi concerti tra cui il tour con Cletus (Cane Andaluso, 2002) le performance con nomi come Badly Drawn Boy, Tim Robbins, Bugo, Spiritual Front; per il live al Traffic Festival di Torino, per le collaborazioni con Paolo Spaccamonti, Matteo Castellano, Vittorio Cane, Federico Sirianni e altri musicisti della scena torinese. Inoltre partecipa con un brano a "Rip! A Remix Manifesto" di Brett Gaylor film più libro sul tema dei Copyright e Copyleft pubblicato da Feltrinelli e al cd compilation tributo a Fred Buscaglione "Boom Boom Fred" pubblicato da Musicalista.
Controrecords:
La Controrecords nasce nell'ottobre del 2009 in occasione della pubblicazione di "Dove l'erba è alta" secondo disco di Davide Tosches, ma il primo ufficiale e distribuito. Controrecords non è un'etichetta come le altre, ma un collettivo di artisti che si aiutano e collaborano in nome della musica di qualità, senza confini di genere, che nasce dalla genuina ispirazione e da un'urgenza sincera di comunicare e creare.
 
Ordigno Produzioni:
Ordigno Produzioni nasce a Torino nel 2010 dall'unione di 3 giovani musicisti che hanno deciso di mettere l'esperienza maturata negli anni al servizio della musica e di coloro che ci credono. La miscela esplosiva di Ordigno Produzioni va dalla produzione artistica fino alla promozione, al management e al booking: seguire attentamente gli artisti della sua scuderia, passo dopo passo è una priorità. "Berlino, New York, Città del Messico" di Stefano Amen è la prima produzione ufficiale con la preziosa collaborazione di ControRecords e il sostegno di New Model Label. Con questo disco si inaugura l'attività di Ordigno Produzioni che si muoverà su più fronti e in maniera indipendente, producendo solo musica di qualità. La casa di Ordigno è Torino, il suo lavoro è per il mondo.
 
Link:
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Stefano. Bel disco, bei testi… Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera. (Fabrizio De André)… Cos'è che ti motiva a fare musica, a scrivere canzoni?
 
Stefano
A un certo punto i bambini quando sono contenti di essere in vita cominciano a battere il piede a terra e si compiacciono, poi battono le mani e  iniziano a cantare. Poi piano piano che si cresce e da adulti la faccenda si complica si tende a produrre suoni soprattutto quando si è infelici. Ma più o meno il gesto ha a che fare lo stesso con l'orgoglio di essere vivi nonostante tutto. Esistono i salmi, i desideri inespressi e le lettere d' amore che non riusciresti mai a scrivere perché non conosci il destinatario o è irraggiungibile. Io non ho per primaria importanza scrivere i testi ma di cantare e allora provo a scrivere parole che possano emozionarmi cantandole. 
 
Davide
"Berlino New York Città del Messico"… e Torino? È lei la tua piccola città natia che in ogni angolo ti tradiva…, ma che, infine, dopo ogni viaggiare  per città che crediamo tutti più importanti al mondo, sembrava solo lei ti capisse? Hai cantato varie volte di Torino (sei più volte citato con parole prese dai tuoi testi nel libro Torino, canzoni al Valentino – Guida alla città e alle sue canzoni di Isabella Maria Zoppi… Cosa più ami di Torino, cosa più detesti?
 
Stefano
In realtà la piccola città a cui alludevo è Settimo Torinese che è il posto dove sono cresciuto e ho vissuto fino a 20 anni. Settimo è una cittadina che è stata asfaltata per ospitare gli operai FIAT degli anni '50 '60. Città dormitorio. Come i miei genitori anche la maggior parte dei genitori dei ragazzini che frequentavo erano figli dell'  emigrazione dal sud. Questo è il motivo per cui io non ho radici nel territorio. Le mie radici l'ho messe in biblioteca e in sala prove. Questo il filo rosso che attraversa tutta l'idea del CD.
Quelle città in particolare le ho tenute come esempio di grandi luoghi immaginari ("La Berlino dei miei sogni", "la New York dei miei sogni", "Città del Messico come l'ho sognata") che racchiudono in se simbolicamente tutto quello che nella città vissuta non puo' esserci. La realtà, come i sogni, è altrettanto fondamentale per crescere. Gli uomini che ho apprezzato e stimato hanno avuto sempre queste due caratteristiche molto pronunciate. Non amo le persone assolutamente pratiche né gli idealisti e i sognatori puri.
Non sono una persona molto sentimentale quindi anche con Torino ho sviluppato un rapporto molto superficiale. Ho vissuto anni a Porta Palazzo. Un grosso mercato alimentare dentro diversi ghetti extracomunitari. Africani, Magrebini e Cinesi. Ho legato molto con queste persone e devo dire che questa è una caratteristica di Torino che apprezzo. A Torino in certi posti non si ha l'idea di essere in un paese di cultura borghese, borghesissima anzi. Non sono sentimentale ma sono molto sensibile alle bellezze dei palazzi. Bellissima la città di Torino. Ci sono degli anfratti umidi e bui a Torino che non ho visto da nessuna altra parte. Adoro che ci siano tre fiumi. Odio certe zone invece dove c'è un perbenismo molto pronunciato. Ma è abbastanza contenuto in quei quartieri. Credo ci sia di peggio.
 
Davide
Qual è per te, tra le tante, la più bella canzone che sia mai stata scritta su Torino e perché?
 
Stefano
Non credo di amare canzoni scritte su Torino. Mi piace molto il verso di Conte "chi siamo noi col collo del paltò tirato su nel vento di Torino...".

Davide
Una volta si badava di più a cantanti e cantautori… Erano perfino delle guide, dei maestri di pensiero. E oggi?
 
Stefano
Oggi la palestra dei giovani è la tele. Uno si allena e si fa la coscienza critica là. O soccombe per troppa spazzatura o tende a diventare cinico e basta. Il cantautore è un altro tizio che ti deve vendere delle idee. Il cinico e tendenzialmente una persona che cerca rassicurazione nel passato e lo trova nei musei, nei libri e nei vecchi dischi. Oppure in una sala cinematografica dove nessuno lo puo' vedere. Il nuovo per il cinico è quasi sempre un pacco. E comunque i cantautori come gli artisti in genere hanno proprio poco da insegnare. Devono solo partecipare ed essere onesti poi se l'uditorio ci scopre qualcosa il dialogo puo' avere inizio.
 
Davide
Perché preferisci le forme del country e del blues?
 
Stefano
Le ho preferite per le canzoni che ho deciso di inanellare in questo cd che ha un filo rosso per quanto riguarda l'umore sulla parola e sulla musica. Nel periodo in cui ho composto questi brani avevo il mood country blues. Io ne ascolto moltissimo di quel genere. Ascolto gli originali però. Mi è venuto spontaneo. Ma comunque non è per me mai una questione chiusa. Si è molto privilegiati a fare i musicisti perché anche se molti non lo hanno ancora capito si puo' fare ciò che si vuole. La musica è aria, sono onde che si propagano nell'aria. Tu decidi che onde fare propagare. LIBERAMENTE.
 
Davide
Sono questi i giorni… Perché ancora il Festival di Sanremo?
 
Stefano
Perché è un evento che aiuta a vendere diversi prodotti in televisione, perché la SIAE si fa grandi abbuffate e con lei i vari discografici e compagniabella. I poveri aspiranti cantanti e autori della domenica devono sgomitare e pagare palate di euri per partecipare. Mancano solo i nani e le ballerine, anzi no! Poi perché è un evento nazional-popolare che piace al popolo che deve stare a casa rassicurato e sentire canzoni accomodanti.
 
Davide
Qual è l'ultima canzone che hai ascoltato e ti ha folgorato e quale fu la prima?
 
Stefano
La prima proprio non me lo ricordo. So che da ragazzo adoravo "Black angel death song" dei Velvet Underground ma anche "Opel" di Syd Barrett.
Ieri ho ascoltato una canzone di Uochi Toki e l' ho trovata bellissima. Il titolo non lo ricordo.
 
Davide
Perché un artista non dovrebbe guadagnare dalle sue incisioni o (se pensiamo alle contestazioni degli anni '70 in Italia per avere ingresso libero ai concerti) addirittura dalle sue esibizioni dal vivo? Ricordo il processo al Palalido a De Gregori, 1976, quando i collettivi politici studenteschi lo contestarono con cose del tipo: Quanto hai preso stasera? - Se sei un compagno, non a parole ma a fatti, lascia qui l'incasso. - Vai a fare l'operaio e suona la sera a casa tua… In fondo siamo arrivati esattamente a questo, anche se non più in modo politicizzato… Si chiede musica per tutti gratuita, che l'artista viva d'aria o d'altro, ma poi allo Stadio, ai calciatori… Va beh… Copyright, copyleft… Cos'è veramente giusto per te?
 
Stefano
L'artista guadagna dalle sue incisioni se si autoproduce il disco, punto. Anche regalare i brani si deve. E' giusto. Diverso è il cd che ha un prezzo di produzione e una sfilza quasi infinita di moduli da compilare. Una palla. Devi farti rimborsare da qualcuno per questa seccatura.
Il Copyleft è una gran cosa. Nessuno puo' rivendicare la paternità di un  idea. Ogni idea deriva da un' altra per conseguenza. Quelli che hanno paura e cercano di tutelarsi a tutti i costi non credo abbiano una visione d' insieme di quello che cercano di fare quando fanno musica.
L' unica cosa è che se a un certo punto ti va di far fruttare qualche canzone con passaggi televisivi o cose così ti iscrivi alla SIAE. Per me sarebbe giusto non dover pagare la quota associativa SIAE ma prendere solo la maggior parte dei soldi che i locali, le radio etc..pagano alla SIAE. Altrimenti, se uno non è iscritto, è bene saperlo, li tengono loro. La stortura come in tutte le faccende di soldi sta nella ridistribuzione degli introiti e a quanto ne so la SIAE è davvero scandalosa. Mi ricordo una puntata di Report qualche anno fa. C'era da piangere. Per fortuna mi dicono che in altre nazioni sia un tantino diverso.
Tra l'altro ci sono musicisti che guadagnano più dei calciatori. Ridicolo. Mi piace pensare al musicista o all'artista come individuo leggermente più idealista di un calciatore. Ovviamente quella è una questione di pubblico e soprattutto di sponsor. Muovi tanti consumatori, muovi tanto grano e ti prendi lo spazio che credi di meritare. Ma è la logica di mercato. Ora se si vuole fare finta che questa logica non conti niente bene, però bisogna essere realistici. Poi si puo' ragionare finché si vuole sulle brutture delle logiche di mercato. Forse una figura che manca oggi, e si vede, è quella di Mecenate.
Come in tutti gli strati di questa società iniqua bisogna rendere più equa la distribuzione di ricchezza e compensi.
Per invitare tutto quel pubblico a casa propria comunque De Gregori avrebbe dovuto avere una casa gigantesca, altro che operaio. Io penso sia giusto foraggiare un artista che ci emoziona o ci induca alla riflessione e soprattutto al dubbio (magari i contestatori volevano anche sentire le canzoni che parlavano delle loro idee). Ho sempre avuto una sensibilità più vicina al barbone che a quella dell' operaio. Non me ne voglia mio padre, né nessun altro. 
 
Davide
Odio le canzoni da cui ti senti escluso perchè parlano di qualcosa che non conosci (Dave Grohl). Come ti poni il problema di "includere" l'ascoltatore?
 
Stefano
Esistono, come in tutte le altre discipline, nell'arte di scrivere canzoni, o nella musica in genere, molti strumenti per coinvolgere l'ascoltatore. Il ritmo, il ritmo delle parole, l'armonia, la melodia, l'emozione del cantato o dell'esecuzione allo strumento, la struttura del brano ecc... Cerco di plasmare a mio talento i vari materiali. Poi c'è l'immaginario. Per quello ci sono le parole che esprimono simboli,  storie, ecc... Forse Dave Grohl è una di quelle persone che hanno l'ego ingombrante. Io ascolto moltissimi canti musulmani pur non conoscendo l'arabo e ne ricavo grandissime emozioni.
 
Davide
Cosa farai per promuovere questo nuovo parto?
 
Spero pù concerti possibile in Italia e qualcuno all'estero. Cerco poi insieme ad altri colleghi di organizzare un piccolo apparato, che noi abbiamo chiamato OrdignoProduzioni, per registrare dischi con uno studio, organizzare concerti e tutte quelle cose che servono per farsi conoscere.
Grazie.
 
Davide
Grazie a te e… à suivre. 
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 140 millisecondi