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2014
19
Ago

Intervista con Girolamo De Simone

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 “Jommelli Granular”: il nuovo cd di Girolamo De Simone 

Girolamo De Simone, che in un precedente lavoro (ScarlAct) aveva esplorato la “dissonanza” partendo da centinaia di frammenti pianistici dalle Sonate di Scarlatti, propone in questo nuovo disco un aggiornamento della “consonanza” di Niccolò Jommelli, attraverso la sintesi additiva granulare.Il risultato è una musica d'atmosfera, contrappuntata da inserimenti del clavicordo, unico strumento a tastiera capace di riprodurre un vibrato delle corde percosse, il cosiddetto “Bebung” che diventa nel lavoro di De Simone una sublimazione della vibrazione, metafonia che rallenta il tempo.
Il disco è tuttavia aperto da alcuni brani pianistici ispirati via via all'antica Armenia, ai canti antifonali, o agli arcaici inni cristiani siriani...
“Per realizzare JOMMELLI GRANULAR – dichiara Girolamo De Simone – ho centrifugato con il computer centinaia di frammenti registrati con uno strumento antichissimo, il clavicordo. Ho poi realizzato tre movimenti,  come nelle più classiche delle Sinfonie, usando il io MAC. Dalla forma d'onda ho tratto una partitura “visiva”, sulla quale inserisco nuovamente, dal vivo, il suono del clavicordo, reso tuttavia “elettrico” con l'uso di filtri. Il brano si conclude con l'innesto live di un altro strumento a me caro, un piccolo MOOG a due oscillatori. Il risultato finale è poetico e straniante: una variazione sulle consonanze usate dal grande compositore Niccolò Jommelli, nel trecentesimo dalla nascita. 
Girolamo De Simone, nato a Napoli nel 1964, vive e lavora alla periferia della metropoli partenopea, alle pendici del Monte Somma, a ridosso del Vesuvio. Musicista e agitatore culturale, è considerato tra i principali esponenti della musica di frontiera.
 
Musiche originali: Girolamo De Simone
Esecuzioni, trascrizioni, versioni ed elettronica: Girolamo De Simone
 
“Jommelli Granular” è stato eseguito in prima assoluta il 19 aprile 2014 al “festival internazionale del Settecento musicale napoletano”, nella Chiesa di San Francesco delle Monache di Napoli.
 
Prodotto dall'Associazione musicale ferenc Liszt
Konsequenz music project – KNZ/011
 
 
Intervista 
 
Davide
Ciao Girolamo. Cos'è la sintesi additiva granulare?
 
Girolamo
Ciao Davide! La sintesi additiva granulare è una particolare modalità di trattamento dei suoni, grazie alla quale è possibile trasformare un originale 'particellandolo' in modo più o meno radicale. È una tecnica che prediligo perché consente, volendo, di mantenere una certa riconoscibilità delle inflessioni e timbri originali,  facilitando poi gli innesti dal vivo con gli strumenti che uso.
 
Davide
Perché dunque hai trattato alcuni frammenti della sua musica a cominciare dalla tecnica della sintesi additiva granulare, in forma dunque di frammenti di campioni di suoni?
 
Girolamo
Come ti dicevo, con questo trattamento posso 'sciogliere' i suoni, e poi condensarli attraverso il ritorno allo strumento nel 'live'. È, come puoi intuire, anche una sintesi di tipo filosofico. La musica di Jommelli, poi, fa adeguato pendant con quella di Scarlatti. Come se fossero i due aspetti di una medesima medaglia.
 
Davide
Cosa hanno in comune la tua ricerca tra le consonanze in Jommelli e la musica dell'antica Armenia, dei canti antifonali, degli arcaici inni cristiani siriani e ancora il suono delle sacre campane del Tibet? Cos'è la consonanza per te e nondimeno in questo tuo ultimo lavoro, cosa la dissonanza, invece esplorata in ScarlAct?
 
Girolamo
La connessione profonda è data da una necessità di 'crogiolo', cosa che peraltro credo animi anche le TUE ricerche! Il contraltare con Scarlatti è dato da una alternanza tra dissonanza e consonanza. Potrebbe essere forse più "alla moda" trattare la dissonanza. Ma anche le consonanze, se 'spostate' rispetto alla metrica di quei tempi, costituiscono uno straordinario territorio di ricerca sul senso - come direzione - dell'armonia, che risolve su accenti inusuali o inaspettati. Quindi, si tratta di una attenzione sul RESPIRO COMUNE delle musiche, anche antichissime.
 
Davide
A parte Jommelli, cosa cerchi o cosa ti affascina e riproponi, anche in questo così come in altri tuoi lavori, nella e della musica più antica tramandataci o trascritta?
 
Girolamo
Cerco un fondamento. Una autorevolezza che dia alla ricerca una ragione in più per svolgere una doppia funzione: tramandare, ma non alla maniera della più retriva filologia. E restare nella memoria futura, come uno dei tasselli aggiuntivi, anche piccoli come quelli che propongo con il mio lavoro, ma in grado di suggerire un metodo di intervento culturale, che non sia solo conservativo.
 
Davide
Il clavicordo (tra l’altro non sapevo di questa sua possibilità di tremolo detta bebung (https://www.youtube.com/watch?v=7oCGNwDokT0) è menzionato a cominciare dal 1400 ed è forse più antico. C’è una tua precisa intenzionalità nell’accostamento di antico e contemporaneo, per esempio tra un clavicordo e un Moog o un computer?
 
Girolamo
Sì, ma non in senso speculativo, sensazionalistico o virtuosistico. Ho amato fin da bambino quello strumento, sul quale Bach componeva di notte, perché ho sempre cercato una dimensione più intima di quella concessa dal pianoforte...
 
Davide
Jommelli pare avesse ricevuto un'istruzione mediocre nei conservatori di Napoli, tale che non avrebbe potuto spiegare il compositore che divenne in seguito; e che verosimilmente non apprese l'arte di comporre se non dopo esserne uscito. So che hai una certa attenzione nel guardare ai compositori essenzialmente autodidatti (Luciano Cilio, Giuseppe Chiari, Giannotto Bastianelli ecc.). Tutti compositori di cui ti sei particolarmente occupato negli anni). C'è una ragione che ti spinge verso questi, diciamo, compositori anti o non convenzionali nella formazione?
 
Girolamo
Negli anni Ottanta, da un ciclo di colloqui poi pubblicati con compositori di grido, TUTTI mi confidarono di aver cominciato a comporre sul serio anni dopo la loro formazione in Conservatorio.  Anch'io ho una formazione che considero sostanzialmente da autodidatta, anche se ho seguito e conosciuto (poi interagendovi) grandi maestri. Ultimamente ho un atteggiamento antiaccademico che sto cercando di importare nel mondo della scuola, attraverso la responsabilità scientifica di alcuni programmi di formazione nazionale. Lì ho portato Chiari e tanti altri autodidatti di genio...
 
Davide
Perché hai scelto Jommelli, che per altro aveva anche non comuni capacità letterarie, al di là dei trecento anni dalla nascita? In che modo si espresse e si distinse  secondo te? Cos'ha da dire ancora oggi il suo genio capace, come fu detto da Saverio Mattei nell'Elogio del Jommelli, di inarrivabile musica, che sorprese, e scosse tutti, ed attirò il concorso e degl'ignoranti, e de' dotti”?
 
Girolamo
La musica di Jommelli è ancora poco conosciuta. Questo mi ha consentito di estendere la ricerca,  che adoro,  fino al reperimento di spartiti poco noti, dai quali sono partito trascrivendoli dapprima per piano, poi per clavicordo,  infine trattandoli con l'elettronica.
 
Davide
Perché chiamare musica di frontiera una musica e una ricerca che, superate le frontiere, si addentrano così tanto nei territori?
 
Girolamo
Perché la vera frontiera consente di guardare da entrambe le parti... È una visione privilegiata, che immagino dalle rovine di un muro divisorio. Una visione che consente di superare la necessità di steccati, avvicinando ciò che solo apparentemente è lontano o incompatibile. È una visione che supera la diade, supera la sintesi filosofica occidentale, di cui dicevo prima. È qualcosa di più vicino all'oriente. All'orizzonte.
 
Davide
L'11 settembre, il giorno esatto in cui trecento anni fa nacque Jommelli, ci sarà occasione di riascoltarti dal vivo, ci saranno altre iniziative dedicate a questo compositore, tra i più importanti avuti in Italia ma – mi pare – anche tra i più dimenticati? O ci saranno semplicemente altre occasioni per venire ad ascoltare la tua musica dal vivo nei prossimi mesi? Napoli è stata prodiga o tutto sommato dimentica di questa celebrazione?
 
Girolamo
Napoli di per sé è pessima come riferimenti istituzionali. Ma prolifica nelle iniziative di singole 'emergenze'. Certamente ci saranno iniziative, e molte... già a partire da settembre.
 
Davide
Su cosa stai lavorando ora e cosa ci riservi per il futuro?
 
Girolamo
Un nuovo concept dedicato al clavicordo.  Ho anche registrato campanelli delle ville romane di Pollena...
 
Davide
Cos'è la purezza in musica o in un'artista e cosa no?
 
Girolamo
La purezza non è data. Esiste solo la ricerca, una tensione. Andare verso quell'orizzonte comune...
 
Davide
Grazie Girolamo e à suivre...
 
Girolamo
Grazie naturalmente a te
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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