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2014
23
Mar

Intervista con i Koza Noztra

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La band Koza Noztra è attualmente formata da: Il Trafficante (batteria), Calibro 9 (basso), L’Onorevole (voce), Il Diacono (chitarra ritmica) e Recupero Crediti (chitarra). Reduci dai buoni riscontri ottenuti nel corso del 2013 con l’EP Cronaca Nera (Pt. I), i Koza Noztra, che vantano all’attivo due dischi in studio (Koza Noztra, Tragedia Della Follia In Un Supermercato Dell'Hinterland), pubblicano la seconda parte intitolata semplicemente Cronaca Nera (Pt. II). 
 
Contatti:
 
 
Cronaca Nera pt. 2. I buoni si sono estinti per selezione naturale. Con l’uscita del secondo capitolo si completa il concept-album dei Koza Noztra, dal titolo emblematico Cronaca Nera. Un viaggio nero e senza ritorno nell’inevitabilità del delitto, un’immersione totale nell’Italia del XXI secolo: brutale, cinica, spietata, indifferente, senza né rimorsi né redenzione. Sangue, paura e propaganda sono gli unici collanti che tengono insieme la nostra società. I Koza Noztra sono la traduzione musicale di un romanzo nero calato nel nostro paese e impregnato della nostra cattiveria quotidiana, quella delle “cose nostre” che ci vestono ogni giorno come una seconda pelle. Un cupio dissolvi della società descritto con mirabile efficacia. L’apocalisse sarà una faccenda lunga e puzzolente. Bisogna prepararsi ad una lunga diretta TV. È la televisione il grande moloch dei Koza Noztra, lo schermo diventato generatore della nostra realtà, paradigma di tutti i mass-media e parte integrante dei nostri organi di senso, come profetizzato da James Cronenberg in Videodrome (1983). Persino il delitto non è più tale se non  c’è in televisione.  Il tempo della Bestia è ora. Non domani... ora.
 
 
Scaletta:
CRONACA NERA pt. 1
1 – Prefazione: Propaganda (intro)
2 – Cronaca Nera
3 – Soluzione Finale
4 – Minotaurus
5 – Necessità Cannibale
6 – Nuovo Ordine Mondiale
 
CRONACA NERA Pt. 2
(dicembre 2013)
1 – Gente Armata
2 – Perizia Psichiatrica
3 – Malasanità
4 – Diretta Stupro
5 – Trans Europa Express 2013
6 – Post Scriptum: Segreti (outro)
 
 
 
I Koza Noztra sono nati nel 2008. E si scioglieranno nel 2018. Dieci anni. Questo è il termine entro cui la band ha deciso di dire tutto ciò che ha da dire; e poi di sparire dalla circolazione. I Koza Noztra non sono un gruppo metal come gli altri, sono una “concept band” essi stessi, una rappresentazione teatrale-musicale dell’Italia moderna, del suo lento e inesorabile sfascio morale e materiale che non può essere né frenato né ritardato, ma solo ricordato in musica per i posteri (se ci saranno). La narrazione dei Koza Noztra si articolerà in 5 album, di cui  Cronaca Nera è il terzo. I brani sono già stati tutti scritti, erano già pronti sin dal primo momento in cui la band si è formata. Non c’è niente che venga aggiunto a quanto stabilito inizialmente, se non pochi dettagli.
 
Questo il programma:
Koza Noztra
– 2008
Tragedia Della Follia
– 2011
Cronaca Nera pt 1
– 2013
Cronaca Nera pt 2
– 2014
Sancta Delicta pt 1
– 2015
Sancta Delicta pt 2
– 2016
Gli Ultimi Giorni Dell’Umanità
-                     2018
 
 
Formazione attuale:
L’Onorevole – voce
Il Diacono – chitarra
Recupero Crediti – chitarra
Calibro 9 – basso
Il Trafficante – batteria
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Koza Noztra. Cos'è una concept band? E, in particolare, qual è il concept che vi riguarda come band? Il Trafficante, Calibro 9, L’Onorevole, Il Diacono e Recupero Crediti: perché questi soprannomi?
 
Koza Noztra
Siamo una sorta di presepe vivente. I nomi rappresentano gli archetipi, i personaggi-simbolo della storia che raccontiamo e che messi insieme formano il mosaico completo dell’Italia odierna: trafficanti, ricattatori, preti, politici, picchiatori ecc…  manca un travestito che fa le marchette. Quando aggiungeremo un tastierista alla band, penso che interpreterà questo ruolo. Così il quadro della sacra famiglia italiana sarà completo.
 
Davide
Con l’uscita del secondo capitolo si completa il concept-album dei Koza Noztra iniziato nel 2013 con l’EP Cronaca Nera (Pt. I). Tutte le canzoni ruotano attorno al tema dell’Italia moderna, del suo lento e inesorabile sfascio morale e materiale che non può essere né frenato né ritardato, ma solo ricordato in musica per i posteri (se ci saranno).  L'obiettivo primario di questi due vostri lavori dal punto di vista dei temi trattati è soltanto quello di lasciare una memoria del nostro tempo ai posteri?
 
Koza Noztra
Si può fare altro? Noi siamo allo stesso tempo sia gli attori sia gli spettatori passivi del nostro sfascio, siamo il problema che ha eliminato ogni possibilità di soluzione. Il nostro scopo è fare in modo che un giorno nessuno potrà dire “questo non è mai accaduto, questo non l’ha mai detto nessuno”…
 
Davide
I Koza Noztra sono nati nel 2008. E si scioglieranno nel 2018. Dieci anni. Questo è il termine entro cui la band ha deciso di dire tutto ciò che ha da dire; e poi di sparire dalla circolazione. Perché un programma così delimitato, incluso un programma già deciso di album e di titoli?
 
Koza Noztra
Personalmente, ho sempre detestato i gruppi (anche miei idoli) che dicevano di essere entrati in studio senza avere uno straccio d’idea e di aver composto 15 canzoni in una settimana per pubblicare un “prodotto” da immettere sul “mercato”. Me li figuro sempre come operai in una fabbrica di preservativi che si occupano di come scoperanno gli altri. Noi concepiamo la nostra musica come strumento di espressione, come mezzo per rappresentare la nostra narrazione. Quando tutto ciò che si doveva raccontare sarà stato detto, non ha senso trascinarsi in giro a dire sempre le stesse cose. Sappiamo bene che è quello che fanno tutte le band rock del mondo. Ma noi non lo faremo, volteremo pagina e cambieremo nome per raccontare un’altra storia.
 
Davide
Perché la scelta di pubblicare queste canzoni in due Extended Play con lo stesso titolo e lo stesso concept, e non piuttosto in un unico cd di più lunga durata?
 
Koza Noztra
Esclusivamente per motivi pratici e di mezzi a disposizione. Ogni EP dura circa 25-30 minuti, il che dovrebbe essere la durata ideale di ogni album. Troppi dischi si perdono in lunghezze siderali, contenendo 15-20 canzoni che magari non aggiungono nulla al “cuore” del disco. Faremo lo stesso anche per il prossimo album “Sancta Delicta”.
 
Davide
Nel logo di Koza Noztra, perché la pistola e una stella a 5 punte inscritta in un cerchio che ricorderebbe quella delle BR, non fosse simmetrica e rovesciata, quindi più simile al pentacolo capovolto spesso associato al satanismo o allo spirito posto in basso?
 
Koza Noztra
Pochi si accorgono che il pentacolo (o pentalfa) è il simbolo della stessa Repubblica Italiana (http://en.wikipedia.org/wiki/Stella_d%27Italia), anzi dell’Italia in senso lato, visto che risale circa 2500 anni fa ed è probabilmente è di ispirazione esoterico-pitagorica. Abbiamo aggiunto gli elementi “moderni” che meglio si adattano al nostro Paese: una pistola e una rotazione a 180°, del resto già prevista nel simbolo della repubblica, visto che sullo sfondo c’è una ruota dentata.
 
Davide
La traccia finale ci parla del progetto Mk-Ultra o Bluebird. Si tratta di un progetto sul controllo della psiche delle persone degli anni '50 e '60, ormai da molto tempo declassificato, benché la maggior parte dei documenti siano stati distrutti ed è  impossibile ormai riuscire a ricostruire tutte le attività svolte in quell'ambito. Perché l'avete reso ancora come attuale nelle conclusioni di “Cronaca Nera”?
 
Koza Noztra
E tu pensi che quel progetto sia mai finito? Pensi realmente che sia una storia che riguarda solo il passato e non anche il presente e persino il futuro? Pensi che ci abbiano rinunciato? E perché avrebbero dovuto farlo?
 
Davide
Da sempre il rock o l'heavy metal vengono periodicamente presi di mira da persone che ancora li accusano di istigare i giovani alla violenza e di renderli disubbidienti. Non si può ignorare l’importanza del rock nella vita quotidiana dei giovani. Cosa volete trasmettere in chi vi ascolta, specialmente ai più giovani, in termini di ricchezza e nondimeno contraddizioni del rock?
 
Koza Noztra
Magari il rock e l’heavy metal fossero realmente istigatori di violenza e disobbedienza… Sarebbe già un ottimo risultato. Oggi tutto è perso nella dimensione informe del cosiddetto entertainment, come armi di “distrazione di massa”. Persino la politica e il crimine sono entertainment. Saremo scimmie che saranno costantemente “divertite da morire” come diceva Roger Waters nel suo album “Amused To Death”…
 
Davide
È la televisione il grande moloch dei Koza Noztra, lo schermo diventato generatore della nostra realtà, paradigma di tutti i mass-media e parte integrante dei nostri organi di senso, come profetizzato da David Cronenberg in Videodrome. Non sarebbero invece diventati anche peggio, dal punto di vista del pensiero espresso trent'anni fa da Cronenberg, i computer e il World Wide Web, i Social Media, gli iPad, gli smart-phone, i video-giochi e in generale tutte le realtà virtuali... ?
 
Koza Noztra
Tutte le nuove tecnologie sono in realtà estensioni del concetto primordiale di “televisione”. La TV resta e sarà sempre la divinità primigenia della manipolazione mass-mediatica perché riesce a fare quello che gli altri media (web compreso) sognano segretamente di fare senza riuscirci: farsi adorare senza dare niente in cambio. Per farsi venerare, i social network devono darti importanza, gli smartphone devono consentirti di telefonare, i videogiochi devono essere impegnativi per tenere desta la tua attenzione. Insomma, in un certo modo – magari piccolo – devono rendersi utili. La TV, invece, niente di tutto questo. I suoi fedeli la venerano perché esiste. E basta. Viene reputata necessaria, indispensabile in ogni casa, senza che nessuno ne sappia spiegare bene il perché. Eccezionale, non trovi?
 
Davide
Cosa seguirà per promuovere il vostro lavoro? Concerti, video o cos'altro?
 
Koza Noztra
Non abbiamo niente da promuovere. Solo da raccontare. Se avremo mezzi sufficienti, lo faremo in modo sempre più grande e spettacolare. Ma neanche noi riusciremo mai a rappresentare la realtà al 100%.
 
Davide
Grazie e à suivre...

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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