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1995
30
Mag

Life and Sex

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I giovani d'oggi e le statistiche

Avete mai letto una statistica sui "giovani d'oggi"? 
Adesso vi spiego il perchè della domanda.

Poniamo che abbiate un'età variabile dai 14 ai 30 anni.
Poniamo che vi capiti di leggere almeno un quotidiano alla settimana, di seguire un telegiornale o di vedere un film al cinema o in televisione.
L'argomento ricorrente, martellante, rutilante è uno e uno solo.

Guardate la pubblicità di un detersivo, una mozzarella, un diserbante, un computer.
Ascoltate il dialogo di un film, cercate la copertina di un settimanale, comprate un qualsiasi foglio stampato.

Sesso, SESSO, anzi SESSCIO ( da pronunciarsi con la Sc bolognese ), nient'altro che sesso.

I mass media ci rovesciano addosso quintali di sesso a dosi sempre più massicce man mano che il coraggio dei redattori, la soglia del `comune senso del pudore' e il cattivo gusto dilagante, si spostano e aumentano.
Dobbiamo pubblicizzare un camioncino, una colla o una spazzola per il cane, un deodorante per l'auto? tutto bene: basta aggiungere la fotomodella di turno più o meno svestita, più o meno ammiccante.
Dobbiamo realizzare un film che sia un sicuro campione di incassi, una soap-opera, una trasmissione televisiva, un fumetto, un cartone animato, un libro? una buona dose di sesso, condita in mille salse, e una spruzzatina di perversione. Casalinghe, studenti, pensionati, persone comuni e ammalati faranno la fila per donarci il loro danaro.
Simpatici, no ?
Bellone al silicone da questa parte, per la zona perversioni da questo lato. Lei è vittima di una violenza a sfondo sessuale ? bene si segga lì. I malati di A.I.D.S. al secondo piano, il parroco che vuole restare anonimo ai camerini.
Il grande circo del sesso e dei suoi derivati non guarda in faccia a nessuno. Tutto va bene purchè colpisca, convinca e intrighi un pubblico ogni giorno più smaliziato, ogni giorno più desideroso di essere blandito.
Le statistiche (sempre loro !) ci dicono che gli italiani hanno subito un calo del desiderio ? Vai Valeria, agitati un po' che così ravviviamo il mènage familiare.
Altre statistiche ci vengono a raccontare che le donne italiane hanno molte fantasie inconfessabili? `Noo problem': piglia sto belloccio mettigli questo costume da bagno inguinale e fallo uscire dalle acque manco fosse la Venere del Botticelli: tempo due anni grazie alle fantasie di queste `signore' ce lo ritroviamo nella Piovra televisiva.
Come? le maggiorate fanno troppo `regime di destra', e sembrano le brave mamme di Mussolini ? Presto corriamo ai ripari: noi li conquisteremo con la satira (che tanto poi va sempre a finire lì) e con le `bruttine stagionate' e intellettualmente intriganti (che nemmeno Tinto Brass ha degli sceneggiatori così maliziosi) e ve le faremo vedere che si coricano con la cuffia da notte. Che vi credete siamo una sinistra europea!
Non basta ? Beh adesso, le molestie sessuali le facciamo fare alle donne e intervistiamo quel bolognese che dice di essere stato violentato da una passante. Inoltre vi facciamo un bel reportage sui crimini di guerra in Bosnia e la tratta delle quindicenni albanesi!
Beccatevi questo .

Giorno dopo giorno, quindi, questo `invidiabile' spettacolino ci viene propinato ... 24 ore su 24.
Come se non bastasse poi, dobbiamo sorbirci le interviste delle maggiorate pentite, i resoconti inverosimili di vallette baudiane che dicono di essere dotate di `air bag full-size' grazie alla loro mamma e a sforzi, sicuramente poderosi, a base di ormoni ed esercizi pettorali.
Chi dovrebbe ironizzarci sopra, vedi Gianni Ippoliti, come si suol dire `ci marcia' con le sue previsioni del tempo `dorate' e le interviste a Jessica Rizzo .
Anche pubblicazioni storiche come il vecchio `Playboy' attraversano momenti di crisi, strette come sono da fogliacci, riviste e spettacoli ben più spinti.
Si è persino arrivati al punto che dive e divi del mondo dei film porno, sia da vivi che da morti, contendono il posto in prima pagina a modelle e soubrette di professione, mentre, nonostante il buon Beppe
Grillo, 144 e linee similari impazzano in tutto lo stivale.
Belle (si fa per dire ) di giorno pubblicizzano il numero del loro cellulare sui giornali economici.
Sessuologi d'assalto tengono rubriche e trasmissioni radiofoniche dove impartiscono consigli e posizioni per giungere `la dove nessuno è mai giunto prima'.
Tinto Brass e Schicchi, manager delle più famose porno dive, sono assunti al rango di opinionisti e rubano lo spazio sui giornali a premi nobel e capi di stato.

D'accordo, oramai siamo vaccinati, sappiamo il giusto valore da dare a queste pseudo-provocazioni (si spera ).
Una cosa che però dovrebbe darci molto fastidio è quando ci vengono a dire come saremmo o come dovremmo essere.
Ricolleghiamoci alla domanda iniziale.
Avete mai letto una statistica sui giovani d'oggi ?
Stando a quello che ci raccontano noi dovremmo essere o apparire, più o meno così: il giovane degli anni 90 è una contraddittoria macchina per spendere soldi.
Poco intelligente, tecnologicamente acculturato, svogliato a scuola, pessimo risparmiatore, ottimo consumista, amante di inutili e costosissimi gadgets tecnologici, dice di avere riscoperto la spiritualità, si disinteressa della politica, fa poco sport, frequenta -istituzionalmente nel fine settimana- discoteche e pub, guarda molta televisione, va poco al cinema o in chiesa, non va per niente a teatro.
Qui viene il meglio: il primo rapporto sessuale completo è intorno ai sedici anni (chi arriva tardi è un deficiente), vive una sessualità gioiosa e liberata, istruita, e al gusto di fragola, come il preservativo più ricercato.
Che tristezza.
Stando a queste statistiche il ragazzo/a d'oggi sarebbe il perfetto `pirla consumista': voglio consumare e comprare tutto, subito: Carpe diem! anzi Carpe pecuniam!
Non so voi, ma a me non sembra che i licei e gli istituti superiori siano diventati posti dove allo scadere dei sedici anni ci si `accoppia tutti come ricci' (non importa con chi, purchè respiri !).
Guardatevi intorno, credete davvero che le occhiaie del vostro vicino siano dovute a tour de force sessuali piuttosto che al compitino di latino autori o al videogioco della settimana ?
Delle Università poi non ne parliamo: stando ai protagonisti del celeberrimo `Beverly Hills' chi bene inizia al liceo dopo si scatena come una belva al college.
Ma quando mai ?
Ma a chi vogliono darla a bere ? Capisco che la fantasia erotica di molti adulti, magari sposati e con prole a carico, sia quella di avere vissuto una intensissima vita sessuale da giovani quando le ragazze sono più belle, ma proiettare questa fantasia e trasformarla nei risultati di un sondaggio mi sembra il colmo. Chi l'ha detto detto, poi, che il sesso che domina su giornali e copertine debba corrispondere alla realtà di tutti i giorni ?
Rivendichiamo di essere noi a decidere cosa, quando, come, quante volte, con chi, fare ciò che vogliamo. L'unica molla a spingerci dovrebbe essere la nostra cultura, la nostra sensibilità e la nostra coscienza, oltre che evidentemente i nostri sentimenti, non lo spirito di emulazione di quelli che sono i risultati dell'ennesimo sondaggio pieno di forzature o perlomeno di imprecisioni.
Si fa presto a falsare i dati di una statistica ponendo le domande in una certa maniera o con una certa intonazione della voce. Chi è poi che sceglie il campione di persone da intervistare ? Non credo che tutti siano disposti a rivelare ad un estraneo fatti così personali.
Ecco allora che chi lo fa magari ha un atteggiamento, per i suoi sedici anni, piuttosto spregiudicato, ma non corrisponde ad una persona media della sua età.
Chi costringe poi un intervistato a dire il vero? Con che criterio si paragonano i giovani di diverse zone d'Italia, quando spesso le dividono divari enormi?
Insomma il consiglio che noi di KULT vi diamo è quasi sempre il medesimo: ragionate con la vostra testa e non fatevi influenzare da sondaggi discutibili che trovano largo eco sui massmedia solo perchè dovrebbero stupire e in questa maniera arricchire chi attraverso i massmedia lavora.
E ricordatevi sempre di dare nutrimento (in senso figurato) alla vostra mente, come del resto cerchiamo di fare noi: leggete, leggete, pensate, leggete ancora...


 
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