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1995
30
Mag

KULT o dell'Indipendenza

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Non sapevamo che fosse impossibile,
per questo Lo abbiamo fatto.
J.Cocteau


Ciò che amo di più in KULT è la sua indipendenza. Sono entrato in contatto con KULT fortuitamente agli inizi di Febbraio. Nonostante i sabotaggi di un comune amico che gestisce un negozio di Modena, di cui non voglio fare il nome, tanto lui sa di chi parlo, nel giro di due settimane sono stato letteralmente risucchiato prima dall'idea sottesa alla rivista, in seguito dall'entusiasmo dei suoi realizzatori. Aggiungete una mia naturale propensione per il rischio e vi accorgerete come questa combinazione di ingredienti sia divenuta fatale.
Intendiamoci io non posso collaborare alla realizzazione dei programmi informatici che permettono alla rivista di `girare' in quanto non ho mai frequentato una scuola di informatica e soprattutto ho un rapporto con i linguaggi di programmazione conflittuale e simile in tutto e per tutto a quello che Woody Allen ha nei suoi film con le macchine in generale.
Posso però, come tutti voi, dare voce alle mie idee e ai miei hobbies proprio perchè ho riconosciuto in KULT Underground un mezzo espressivo `pesante', vale a dire diretto e con una diffusione potenzialmente infinita.
Certo il punto fondamentale sta proprio in questo: al di là del riconoscimento della effettiva capacità comunicativa di KULT vorrei che rifletteste a fondo su cosa in realtà KULT rappresenta.
KULT è in primo luogo una palestra di idee.
Vorrei fosse chiaro che tutti gli articoli e i racconti comparsi nelle varie rubriche, in special modo in Opinioni e nella neo nata Hyde Park, vogliono rappresentare un mezzo espressivo dei vari autori e sicuramente una valvola di sfogo degli stessi. Sono però anche degli ottimi spunti per pensare, delle provocazioni e delle sottolineature che sono destinate (dai lettori di KULT) ai lettori di KULT, talmente forti, mi auguro, da spingervi a infrangere quella fragile barriera che divide chi fruisce della rivista da chi contribuisce a crearla.
Tutto ciò al fine evidente di creare un luogo virtuale di scambio di idee e di civile dibattito fra chi la pensa diversamente. 
KULT è in secondo luogo un importante fenomeno culturale.
E questo almeno in due direzioni.
La prima è la più evidente: ce l'avete sotto agli occhi.
Bisogna dare atto a Marco, Federico, Gianluca, Thomas etc, di fare uno splendido lavoro. Non solo la prima rivista multimediale italiana è esteticamente molto attraente, ricca di suoni e di colori, ma soprattutto è totalmente racchiusa nello spazio evanescente di un solo dischetto per computer e, nonostante questo, ad ogni numero si arricchisce di nuovi contenuti e soluzioni che rendono le rubriche sempre più interessanti.
La seconda prospettiva lungo la quale KULT diventa fenomeno culturale è altrettanto importante e si rifà ad un idea di cultura tradizionale, che non coincide necessariamente con le nuove tecnologie.
Bisogna ammetterlo una volta per tutte e senza paura di essere tacciati di provincialismo: Modena, ed evidentemente le zone limitrofe, non sono animate da una intensa vita culturale.
Immobilismo, pastoie burocratiche e disinteresse hanno sempre impedito che riuscisse ad emergere un vero fermento culturale, anche se ad onor del vero bisogna ammettere che di giovani e meno giovani interessati a `creare' e promuovere la loro arte e la Cultura ce ne sono sempre stati.
KULT ha il pregio nel suo `piccolo' di avere infranto questo velo di quiete che ricopriva la città. La redazione è letteralmente ricoperta di offerte di collaborazione dalle più banali (anche se collaborare con KULT non è mai banale) alle più stravaganti, provenienti da ogni parte di Italia e col tempo, si spera, grazie ad Internet, da tutta Europa e oltre.
KULT, infine ma soprattutto, è completamente indipendente.
Come dicevo all'inizio questo è l'aspetto di KULT che mi affascina maggiormente.
Provate ad immaginare di avere ideato con i vostri amici qualcosa di originale, esteticamente piacevole e che riscuote un interersse crescente da parte dei giovani e dei fruitori delle BBS o delle bibblioteche. Immediatamente verreste circondati dall'attenzione di massmedia volti a studiarvi o imprenditori volti a sfruttarvi dal punto di vista commerciale, perchè laddove c'è interesse da parte del pubblico contestualmente nasce l'opportunità di ricavarvi qualcosa.
Ecco questo è pressappoco quello che è successo e sta succedendo con KULT.

Tante 'sirene ammaliatrici' si sono fatte avanti per dare a KULT un prezzo, un'etichetta politica, una coloritura o un'intonazione particolare piuttosto che un'altra, per trasformarla in una bandiera dietro la quale radunarsi.
E devo dire che le tentazioni ci sono state e sono state molto forti.
Come molti di voi intuiranno il grosso 'gap' che la rivista deve superare è proprio quello della distribuzione, visto che tutti i canali istituzionali e normalmente utilizzati non sono facilmente percorribili per una rivista su dischetto completamente gratuita. 'Il canto delle sirene' offriva dunque miracolosamente la soluzione di ogni possibili ostacolo ad una distribuzione capillare.
Quello però che queste 'sirene ammaliatrici' non hanno capito è che la forza della rivista risiede nell'idea che sta alla base della stessa, un'idea ben radicata fra chi realizza KULT, che rende impossibile la costruzione di qualsiasi steccato attorno alla rivista o fra i lettori e i collaboratori.
KULT Underground è gratuito e indipendente. Deve raggiungere il maggior numero di persone e deve essere realizzato con i contributi del maggior numero di collaboratori.
Lo scopo di KULT è proprio questo: il tentativo di dare a chiunque una forma di espressione, un mezzo attraverso il quale mettere in evidenza le proprie opinioni, le proprie capacità e i propri interessi.
Realizzando in questa maniera una fruizione del mezzo computer più consapevole e più naturale, senza dare alle nuove tecnologie quella valenza esoterica, mistica o per iniziati che i massmedia contribuiscono a diffondere. Il computer è e resta una macchina, utile, sicuramente costosa, ma che deve essere alla portata di tutti e per tutti.
Ed è a questo punto che voi lettori di KULT potete effettivamente rappresentare la differenza.
Per rispondere a quanti prognosticano tempi duri, difficoltà insormontabili, imitazioni e tentativi di strumentalizzazioni o di inglobamenti della rivista, penso che solo voi possiate dare un segnale concreto. In primo luogo collaborando sempre di più con le vostre opinioni e i vostri contributi e suggerimenti alla rivista; in secondo luogo istallando KULT ovunque sia un computer, distribuendolo a quante più persone è possibile, dando una copia a tutti i vostri amici che hanno un personal, o parlandone con chi non ne possiede uno.
In questa maniera mi auguro che i sempre più insistenti `canti delle sirene' di cui sopra taceranno e KULT potrà mantenere le caratteristiche che voi, ed io con voi conosciamo, pronto ad affrontare tutti gli ostacoli che si frapporrano lungo il cammino.

L'AVVENTURA E APPENA COMINCIATA, SEGUITECI.

 
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