:: Home » Numeri » #219 » MUSICA » Intervista con i Roccaforte
2013
28
Ott

Intervista con i Roccaforte

media 5 dopo 4 voti
Commenti () - Page hits: 5350
 
La longeva rock band piemontese torna con il quarto album: la rinnovata formazione - sempre attivissima dal vivo, con più di 300 concerti alle spalle - rivisita i propri classici, una sorta di 'antologia di inediti' a cavallo tra rock, metal, progressive e numerose influenze
Sintesi: il nuovo disco dei Roccaforte!


Roccaforte
&
Keep Hold

sono lieti di presentare:

SINTESI
 
...il nuovo disco dei Roccaforte...

Keep Hold S.r.l.
12 brani, 53 minuti
 
"Dopo aver distrutto, costruito, sperimentato, discusso, condiviso e rivoltato ogni atomo dei Roccaforte per più di un anno, Sintesi è la rappresentazione tangibile di ciò che siamo oggi e, soprattutto, della nostra musica". Attivi dal 2001 (dopo un periodo di assestamento inaugurato nel 1993), a dodici anni di distanza dalla loro genesi i Roccaforte pubblicano il quarto album Sintesi: una sorta di "antologia di inediti" che ripercorre la lunga storia del gruppo piemontese con la rivisitazione dei brani più rappresentativi tratti dai tre album finora incisi. Dal metal al pop-rock, dal progressive al funk, dall'alternative alla canzone d'autore, le anime dei Roccaforte risultano meglio amalgamate che in passato e rendono Sintesi il miglior biglietto da visita per la band alessandrina.
 
Roccaforte hanno fotografato questo nuovo percorso con tre Ep, una sorta di percorso preparatorio a Sintesi, come dichiara la band: "Il primo Ep Origine, dalla copertina bianca, simboleggia l’inizio: siamo entrati in studio dopo un mese dall'ultimo cambio di line-up alla batteria. Metamorfosi rappresenta, come il viola della copertina, la trasformazione veloce che dall'inizio ha modificato il nostro sound, il nostro modo di scrivere e di suonare. Evoluzione - colore giallo - è quello che vorremmo raggiungere dopo un lungo percorso iniziato tanti anni fa con un’impronta tendenzialmente pop e che si è evoluto nel tempo, crescendo e maturando, verso una venatura più progressive rock". Sintesi è la summa di questo cammino, un album che riassume le svariate influenze che caratterizzano la band, fa il punto della situazione e al tempo stesso rilancia una nuova partenza per il quintetto.
 
Brani risalenti agli anni '90 come Vetrine Giubbotto in pelle nera, pezzi importanti per i premi ricevuti come 20 mq di libertà, ma anche inediti come AvatarSintesi passa in rassegna i momenti più significativi della storia dei Roccaforte, caratterizzata in modo particolare da una grande esperienza sul palco, con più di 300 concerti all'attivo dal 2005 ad oggi che li rendono unici nel loro genere. A colpire ancora una volta la varietà stilistica: "Una critica che ci viene fatta è che la nostra musica non è collocabile in un genere ben definito. Ma è quello che vogliamo. Infatti ci definiamo eclettici. Ognuno di noi arriva da esperienze e gusti musicali diversi e abbiamo voluto mantenere queste caratteristiche. Il fatto che non possiamo essere definiti vuol dire che il nostro lavoro è riuscito con successo".
 
Comunicato Stampa di Synpress 44.

Info:
Roccaforte:
www.roccaforte.it
Roccaforte su Facebook:
Synpress44 Ufficio Stampa:
www.synpress44.com 
 
 
Biografia
                                                                                 
I Roccaforte si formano ad Alessandria nel 1993: fino al 2000, tra varie pause e ripartenze, la giovane band lavora ai propri brani e alterna diversi membri. È nel 2001 che il gruppo trova finalmente la sua stabilità e nasce ufficialmente. Il nome è ispirato al luogo in cui era situata la prima sala prove: “Fortezza Rocca Civalieri”, un casolare circondato dalle amate colline del Monferrato e così diroccato che un filo di nylon, teso tra due chiodi a cavallo di una crepa che da terra raggiungeva il soffitto, faceva da allarme per fuggire immediatamente all'esterno in caso di pericolo.
 
Fin da subito l'idea del gruppo è stata quella di evitare cover puntando a materiale originale: la creazione di brani inediti in lingua italiana, la ricerca accurata delle sonorità e la fusione dei gusti musicali di ognuno dei cinque membri sono i principali ingredienti della band. “La nostra musica non rientra in un genere definito - affermano i Roccaforte - ma piuttosto in una forma di eclettismo in cui le influenze che vanno dal pop-rock al progressive si fondono insieme, armonizzate in una nuova sintesi”.
 
Nel 2005 il gruppo si esibisce per la prima volta dal vivo inaugurando una carriera ricca di concerti, anche di supporto a nomi famosi come i Linea 77; nello stesso periodo esce il disco d'esordio Parole mai dette. Nel 2008 arriva il secondo disco Per volontà del re, uscito dopo la conquista del terzo posto al XIX Rock Targato Italia. Nel maggio dello stesso anno la band festeggia i suoi primi 100 concerti. Nel 2010 esce il minialbum Frammenti di storia, nel 2011 i Roccaforte si fanno notare con un buon piazzamento a Sanremo Rock e alla fine dell'anno firmano un contratto con l'etichetta Keep Hold.
 
È proprio questa label che pubblica Sintesi nell'estate del 2013, dopo una prestigiosa partecipazione al FIM (Fiera Internazionale della Musica): l'album è una sorta di "antologia di inediti", una rivisitazione dei principali brani della band piemontese, preceduta dai tre ep Origine, Metamorfosi ed Evoluzione.
 
“Riuscire ad emozionare il pubblico e trovare persone che apprezzino la nostra musica è ciò che abbiamo sempre cercato… e che non smetteremo mai di cercare”.
 
Daniele Malfatto tastiera
Fabio Serra chitarra
William Lucino voce
Bruno Borello basso
Roberto Raselli batteria
 
Info:
Sito ufficiale - www.roccaforte.it
 
 
Intervista
 
 
Davide
Ciao. Sono passati vent’anni dall’inizio della vostra storia nel 1993: c’è stata una ripartenza nel 2001 e nel 2013 siete arrivati a una sintesi. Per quanto i due termini che sto per usare si contrappongano, ci fate una analisi della vostra sintesi? Chi e cosa sono oggi i Roccaforte?
 
Roccaforte
Ufficialmente il progetto Roccaforte prende vita nel 2001. Alcuni di noi hanno incominciato a trovarsi nel 1993 ma fra alti e soprattutto bassi si aveva concretizzato molto poco. Oggi possiamo dire di essere una fra le poche realtà della nostra città che ancora sta in piedi su una solida struttura. Impegnati a 360° fra live, prove e nuovi progetti.
 
Davide
Perché avete deciso di rivisitare alcune canzoni del vostro passato repertorio per questo disco di sintesi e come avete trattato il materiale, riarrangiandolo in quale altro modo, da quale altro punto  di vista (o forse sarebbe meglio dire di ascolto)?
 
Roccaforte
Per la prima volta abbiamo firmato un contratto con un’etichetta discografica, la Keep Hold. Trovandoci a fronteggiare un cambio di line up alla batteria i tempi necessari per un album di inediti si sono allungati moltissimo. Per questo motivo abbiamo deciso di raccontare la trasformazione dei Roccaforte dalle origini ad oggi, dal punto di vista del sound e dello stile. I brani più significativi del nostro percorso e della nostra storia sono stati riarrangiati da zero. Una Sintesi che rappresenta l’aggiornamento di ciò che è stato ma anche e soprattutto una solida base per un nuovo inizio. Il Brano di apertura, AVATAR, è l’unico inedito.
 
Davide
Che ruolo ha avuto, nella rilettura e nel rifacimento dei brani, Andrea Fresu della Keep Hold?
 
Roccaforte
Ha avuto un ruolo importante. L’influenza di Andrea si è fatta sentire molto soprattutto nella revisione delle stesure dei brani che spesso, portandosi dietro gli errori dell’esperienza che mancava all’inizio, risultavano meno scorrevoli. Molti suggerimenti sono arrivati anche in fase di arrangiamento. Una collaborazione che ci ha senz’altro portati a crescere artisticamente. Ora siamo molto più attenti a certi dettagli già dai primi momenti in cui nasce qualcosa di nuovo in sala prove.
 
Davide
C’è dunque un inedito…
 
Roccaforte
Si. La canzone che apre l’album, AVATAR, è l’unico inedito. Siamo affezionati a questo brano perché non è stato scritto da noi ma da un caro amico e fan. È un estratto di vita vissuta, il ritratto dei pensieri che si muovono intorno a momenti difficili da cui è inevitabile desiderare di evadere. Siamo onorati che ci sia stato chiesto di mettere in musica quello che era inizialmente uno sfogo di penna. Felici di aver contribuito a riportare un po’ di luce in momenti bui.
 
Davide
Prima di “Sintesi” avete fatto uscire tre EP per raccontare la storia dei Roccaforte. ORIGINE,  EVOLUZIONE, METAMORFOSI… È servito e in che modo per lavorare alla SINTESI?
 
Roccaforte
L’idea è nata a tavolino. Dopo aver definito il progetto che stavamo realizzando in studio abbiamo deciso di raccontarlo in piccoli “episodi” lungo il percorso, cercando di trasportare l’idea anche con immagini, colori e parole per far capire a chi ci ascolta da dove veniamo e dove andremo. Con EVOLUZIONE, ad esempio, vogliamo comunicare che l’ago della nostra bilancia si sta spostando più verso una venatura prog… senza dimenticare l’ORIGINE pop della band.
 
Davide
I tre EP sono stati contraddistinti da colori, ciascuno con un significato: bianco per Origine, viola per Evoluzione, giallo per Metamorfosi. Qual è il colore di “Sintesi”?
 
Roccaforte
Sintesi non ha un colore ma un’immagine significativa. Il gesto “Sintesi” rappresentato da una mano piena di lettere che si chiude. Dalle dita sborda, come sabbia fine, la nostra storia ed il nostro percorso.
 
Davide
Finalmente una band alessandrina. Credo di non aver conosciuto finora nessuna band e nessun musicista di Alessandria. O diciamo che sono fermo ai tempi di Milly... Che cosa c’è da sapere sulla musica nella vostra città? Cosa e chi ci fareste conoscere e in che rapporto (musicale e artistico) siete con la vostra città?
 
Roccaforte
In passato abbiamo suonato molto in Liguria, in Lombardia, in Piemonte tranne nella nostra città.  Da un paio di anni siamo stati coinvolti in diverse iniziative (notti bianche, feste di quartiere, feste gastronomiche) e abbiamo incominciato anche a suonare in alcuni locali della città dove le tappe annuali sono diventate fisse. Purtroppo sono poche le location live e spesso richiedono dei set acustici e il nostro show è più improntato sull’elettrico. Diciamo che abbiamo un buon rapporto con la città e i locali di Alessandria anche se a volte ci sorgono dei dubbi e ci poniamo domande che restano senza risposta.
 
Davide
Quali tematiche preferite nei vostri testi?
 
Roccaforte
Nelle nostre canzoni abbiamo parlato di tutto. Nel corso della storia dei Roccaforte sono cambiate anche le persone che scrivevano. I pezzi più vecchi hanno un’impronta più romantica mentre quelli più recenti toccano tematiche sociali ed esperienze di vita. Abbiamo descritto viaggi e trasformato vecchie leggende, abbiamo messo a confronto antichi regimi con la politica di oggi. In ultimo abbiamo scritto, su commissione, un inno ufficiale per le squadre di pallavolo della nostra città. Insomma cerchiamo di parlare e mettere in evidenza ciò che viviamo realmente nel quotidiano.
 
Davide
Voi suonate molto dal vivo. Cosa ne pensate del “Decreto Valore Cultura”? Oltre alla riduzione della burocrazia per gli organizzatori di live con l’eliminazione della burocrazia prima pesantemente necessaria tra autorizzazioni e licenze?  Cos’altro ancora servirebbe?
 
Roccaforte
Abbiamo firmato on line per fare in modo di attivare tutto il processo. Un piccolo passo si è fatto ed è ovvio che eliminare una parte della burocrazia, non solo in questo campo, facilita il lavoro di molti. Riteniamo, però, che il problema di fondo sia un altro.
- Da parte dei musicisti si ha la grande colpa che spesso si accetta di suonare ad un prezzo ridicolo o gratis pur di suonare. In passato l’abbiamo fatto anche noi ma era l’unico modo per poter far uscire la nostra musica dalla sala prove e di confrontarci con il giudizio di una giuria o con altre band e purtroppo è il sistema che ti obbliga a far cosi.
- Da parte del pubblico riscontriamo che non c’è più la cultura del live. Pare che la musica si sia fermata ad un paio di rock star e party band anni 60-80.
- Da parte dei locali bisognerebbe scrivere un poema che ormai è comune in ogni posto e città. Diciamo soltanto che la maggior parte delle volte non stampano neanche una locandina (in download free dal sito) da attaccare nel locale stesso e se non fosse per i “fedelissimi” che seguono le band sarebbero vuoti. Faticano a capire che è il locale a dover mettere il pubblico, i musicisti pensano alla musica. Se i musicisti avessero le persone da portare per riempire i locali suonerebbero nel proprio giardino e si terrebbero gli incassi. Nei locali in cui esiste una direzione artistica non ci si può neanche avvicinare perché intanto la rotazione delle band è sempre la stessa.
Noi abbiamo suonato moltissimo live, circa 300 serate dal 2005, e speriamo di continuare perché l’adrenalina del palco è impagabile però la realtà è sempre più drastica soprattutto per chi, come la noi, propone musica inedita.
 
Davide
Ho letto che il vostro nome deriva dal vostro primo studio, la “Fortezza Rocca Civalieri”, un casolare nel Monferrato così diroccato che un filo di nylon, teso tra due chiodi a cavallo di una crepa che da terra raggiungeva il soffitto, faceva da allarme per fuggire immediatamente all'esterno in caso di pericolo. Beh, certo che con le vibrazioni del suono, degli strumenti e degli amplificatori avete rischiato… Roccaforte è tuttavia anche il contrario di quel fatiscente casolare, cioè è anche sinonimo di rocca, fortezza o baluardo. È così che vi sentite come gruppo?
 
Roccaforte
È proprio cosi. Siamo una band longeva e tutto ciò è potuto succedere perché alla base c’è una forte componente che mantiene vivo il progetto: la passione. A fronte del discorso fatto prima sulla situazione live,  sulla situazione economica, sugli sforzi fisici, sulle rinunce e sacrifici ecco la risposta alla domanda: “ma chi ve lo fa fare?” …. La passione. L’enorme passione che è entrata nel sangue e ti fa andare avanti e superare ogni ostacolo e imprevisto. Il segreto, che non sveleremo mai, sta nel mantenere accesa questa fiammella…
 
Davide
Cosa volete oggi e cosa seguirà?
 
Roccaforte
Oggi vorremmo una situazione in cui la gente va nel locale perché suonano i Roccaforte e non perché la portano i Roccaforte. Vorremmo che rinascesse la cultura della musica live, suonata davvero, e che la musica emergente in Italia non fosse così maltrattata e trascurata. Ma non ci arrendiamo. Lo scopo di suonare live è proprio quello di diffondere a macchia d’olio la nostra musica; se durante un concerto ci fosse anche una sola persona che non ci ha mai sentito e che si riconosce nella nostra musica, lo scopo è raggiunto.
Seguirà un nuovo album composto da tutti brani inediti. Siamo in saletta per lavorare su questo nuovo progetto che speriamo di dare vita verso la fine del 2014. Rimanete sintonizzati sui nostri spazi internet perché i Roccaforte vanno avanti.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 

 

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 188 millisecondi