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2013
26
Set

Intervista a Marco De Luca

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Marco De Luca, cantautore di Atri in provincia di Teramo, esordisce negli anni ‘90 con il gruppo dei Sine, con i quali propone musica propria e cover dei Cure, per lui band di grande ispirazione. Agli inizi del 2000 il suo gruppo si scioglie e continua la sua attività da solista, dirada i live e si concentra sulla scrittura di nuovi pezzi e così nel 2006 esce STANZE REMOTE, album sperimentale dalle sonorità new wave anni ‘80, autoprodotto e realizzato interamente da solo nello studio di casa sua. Nel 2008 esce l'EP DUE altra autoproduzione, realizzata insieme ad altri musicisti, che vede lui alla voce, chitarre e arrangiamenti al computer insieme a un bassista, batterista e percussionista, l'album tende più al pop, con sonorità più aperte e orecchiabili ed è stato trasmesso da diverse web radio. Nel 2012 è uscito Canzoni Inedite, composto da alcuni brani realizzati in diversi periodi, raccolti in un album che suona più cantautorale. Attualmente ha in progetto la realizzazione di un nuovo lavoro. 
 
 
Discografia:
STANZE REMOTE (2006)
DUE EP (2008)  
CANZONI INEDITE (2012)
 
Intervista
 
Davide
Ciao Marco. Parliamo dunque di queste tue “Canzoni inedite”, cinque tue canzoni del 2012 a seguire due tuoi altri lavori da solista a cominciare dal 2006 per le quali hai chiesto di incontrarci. A che punto sei di questo tuo percorso di cantautore e come “Canzoni inedite” ne racchiudono esperienza, sintesi e obiettivi, o in altre parole passato, presente e futuro?
 
Marco
Ciao Davide, innanzitutto vi rigrazio per l'intervista. Dal mio percorso di cantautore  sono usciti fino ad ora tre lavori differenti tra loro, il primo album "Stanze Remote" decisamente new-wave anni 80, il secondo "Due" più pop ed orecchiabili, con "Canzoni inedite ho sperimentato di più, andando all'origine di certe sonorità, legate al passato. Spero di poter continuare questo percorso con il mio prossimo lavoro in cui cercherò di far confluire le mie esperienze passate e più recenti.       
 
Davide
Fai un uso generoso di echi e riverberi sulla voce. Il missaggio audio, i suoni, le intonazioni, il tutto suona come le cassette demo che giravano negli anni ’80, fatte coi primi multitraccia a 4 piste.
L’estetica del lo-fi nata alla fine degli anni ’70, diffusasi soprattutto negli anni ’80 e ’90 tra scelta e necessità delle registrazioni do-it-youself… Cos’è per te, cosa  rappresenta?
 
Marco
Rappresenta soprattutto una scelta di stile, penso che un disco lo-fi può risultare a volte più autentico e coinvolgente, anche perchè è registrato completamente dall'artista, un disco registrato in uno studio è qualitativamente superiore ma può anche essere più freddo e impersonale. 
 
Davide
Perché sei soprattutto legato alle sonorità dark wave anni ’80?
 
Marco
La musica dark e new wave sono i generi con cui sono cresciuto e ho imparato a suonare da ragazzino, rimanendo affascinato soprattutto da gruppi come i Cure, che hanno influenzato molto il mio modo di fare musica. 
 
Davide
Ci sono cantautori italiani per te imprescindibili e perché?
 
Marco
I cantautori italiani a cui sono più legato sono sicuramente Franco Battiato, un artista che ho visto sempre come un punto di riferimento e che mi ha inculcato la voglia di sperimentare, sua principale prerogativa, De andrè e De Gregori, due poeti da cui ho imparato soprattutto per quanto concerne la scrittura dei testi.
 
Davide
Alcuni pensano che dalla musica, dalle canzoni, possiamo imparare qualcosa di noi, della società, in poche parole, qualcosa che riguarda l’essere umano. C’è una canzone in particolare che hai ascoltato e amato che confermi questo pensiero?
 
Marco
Mi viene in mente una canzone che amo molto, "Povera patria" di Battiato, che descrive in maniera perfetta la condizione della nostra società, un monito in cui c'è una speranza di un miglioramento, un brano che dovrebbero ascoltare tutti, soprattutto la nostra classe politica.
 
Davide
Cosa cerchi nella musica e attraverso la musica?
 
Marco
Nella musica cerco delle emozioni, non importa la tecnica con cui viene eseguita, può essere anche un brano fatto di tre note, l'importante è che mi trasmetta qualcosa. Attraverso la mia musica cerco di esprimere me stesso e il mio modo di vedere il mondo.
 
Davide
Cosa succede ad Atri e nel teramese?
 
Marco
Ad Atri e in generale in Abruzo c'e un buon fermento di artisti, alcuni davvero interessanti e di talento; purtroppo non sempre gli viene dato lo spazio per potersi esprimere. In Italia c'è ancora un certa difficolta per chi vuole proporre musica propria e molti locali preferiscono far suonare le tribut band e chi fa cover, questo mi rattrista e mi fa arrabbiare ed è sintomo di una certa arretratezza culturale.
 
Davide
Parlaci del tuo prossimo lavoro, già in fase di realizzazione.
 
Marco
In questo periodo sto lavorando sui brani, soprattuto sugli arrangiamenti, per il prossimo lavoro; ho intenzione di introdurre sonorità elettroniche e pop, sto pensando per alcune fasi della produzione di andare in uno studio Vorrei realizzare un disco che sia orecchiabile, in cui però non manchi la sperimentazione.  
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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