:: Home » Numeri » #214 » MUSICA » Intervista con i TunaTones
2013
28
Mag

Intervista con i TunaTones

media 5 dopo 1 voti
Commenti () - Page hits: 8450
 
Biografia
Dal 2011 il rock & roll splende di nuova luce e pulsa di nuova energia. Un esordio infuocato sulle scene quello dei Tunatones, protagonisti di esplosive performaces tra le quali quella sui Navigli nello storico Club Le Scimmie di Milano e quella alla Biennale di Venezia, dove la band ha aperto i festeggiamenti per l’inaugurazione del padiglione del Bangladesh con un’indimenticabile performance. I Tunatones esordiscono sul mercato discografico agli inizi del 2012 con iTunas, un viaggio musicale carico di adrenalina che sfreccia su tappeti ritmici inarrestabili e trascinanti. Registrato con macchine e tecniche con cui vennero incisi gli album diventati pietre miliari nella storia della musica, iTunas nasce dalla tradizione degli anni d’oro del Rock & Roll e dichiara subito con fermezza la sua prepotente contemporaneità. iTunas è un disco suonato con tagliente determinazione e impreziosito da inaspettate citazioni tra cui “Homage to George Harrison”, geniale rivisitazione rockabilly di un medley di brani firmati dall’ex Beatle, arrangiata ed eseguita per celebrare la prima volta del Bangladesh sulla scena della Biennale di Venezia. Alessandro Arcuri alla voce e contrabbasso, Alberto Stocco, endorser
della prestigiosa Stocco Drums, alla batteria e Mike 3rd alla voce e alle chitarre sono la forza, il motore infaticabile dei Tunatones. Dai loro strumenti, grazie al potente fascino analogico delle tecniche di registrazione e ai ricchi background musicali, la voce mai sopita del Rock & Roll rivive con uno spirito rinnovato attraverso un linguaggio sorprendentemente attuale.
Ingredienti della miscela esplosiva della musica dei Tunatones sono le sonorità tratte dalle radici della musica rock & roll, dal groove, con screziature a tinte bop e bluegrass, attraverso cui la band ha creato il suo peculiare stile rockabilly con retrogusto surf. Le sorprese che i Tunatones hanno in serbo non sono finite: i ragazzi viaggiano sempre oltre i limiti di velocità, con scatenati concerti e collaborazioni live con altri gruppi storici del genere, come i Di Maggio Connection, arrivando ad attraversare anche gli oceani per giungere fino alle isole Canarie, con la tournée dell'estate 2012 nell'isola di Tenerife, che li ha visti animare i locali protagonisti delle scatenate notti canarie! La natura vulcanica di quelle isole ha dato l'ispirazione per il nuovo lavoro della band, intitolato Vulcano, e registrato all'inizio del 2013.
 
Info:
 
 
 
 
  
Alberto Stocco, Alessandro Arcuri, Mike 3rd.
 
 
TUNA TONES
Vulcano
1.            El Tiburòn
2.            Rockin’ the highway
3.            Me and my motorbike
4.            Like a goddess
5.            Honkin’ horns
6.            B.F.D.
7.            Night has never been
8.            Take surf
9.            Bonneville speed
10.         Heavy medley
(Hells Bells – Run to the hills – Enter sandman)
 
Intervista
Davide
Ciao TunaTones e bentornati con questo vigoroso bel disco. A un anno dall’esordio con “iTunas” eccovi al secondo lavoro. Cominciamo dal titolo? Per inciso, cantante in inglese, ma ho notato però che il titolo è in italiano… “Vulcano” perché siete vulcanici oppure?
 
TunaTones
In realtà l'idea ci è venuta a Tenerife (dove abbiamo suonato l'estate scorsa) dato che l'origine di quell'isola è vulcanica. Poi, chiaramente, si può anche interpretare come una strizzata d'occhio alla nostra creatività. Diciamo che il fatto stesso che in un'isola vulcanica e con un sacco di bananeti ci sia venuto in mente di chiamare il disco "Vulcano" e non "Banana" è già di per sé indicativo!
 
Davide
Di cosa parlano le canzoni di “Vulcano”, come e perché?
 
TunaTones
Beh la tradizione rockabilly (anzi per estensione di tutto il primo rock 'n roll, diciamo pure) prevede dei testi abbastanza incentrati sulla classica accoppiata "donne e motori", per cui non ci siamo spostati troppo da quel cliché. Alcuni testi sono più esercizi di immaginazione, per così dire, mentre altri pescano più nel vissuto di ciascun autore.
 
Davide
Registrato analogicamente e live in studio, nonché prodotto anche in vinile, perché? Cos’è l’analog life style del TunaTones?
 
TunaTones
Il disco è stato registrato al Prosdocimi Recording dove mi sono occupato personalmente della produzione artistica e del mix. (Mike 3rd)
Abbiamo registrato live in presa diretta su multitraccia. 
Un modo di ripresa che è stato ed è ampiamente utilizzato da famosi record producer ed artisti come ad esempio i Foo Fighters, una band che con il suo leader, Dave Grohl, sta facendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione su tutti i musicisti.
Registrare la band che suona assieme regala un unico feel perchè il singolo musicista è più forte, creativo e perché i musicisti si scoprono molto più felici. Questione di Energia Umana!
Vulcano è stato registrato su nastro analogico sia nel multitraccia che nel mix stereo per il quale ho utilizzato il famoso Studer C37, un registratore a valvole meraviglioso che ha dato il suono anche ai dischi dei Beatles.
Tutto analogico dunque perché, semplicemente, per una nota questione tecnica, suona meglio del digitale.
In questo contesto (oltre al cd) il vinile non poteva essere trascurato per dare agli appassionati un supporto che restituisse tutta la qualità audio di questo disco.
Analog Lifestyle è godersi la vita mentre si da alla luce nuova musica, nuova arte. È  creare ispirati a ritmi umani. È gioire, suonare, fare una pausa, un buon bicchiere di vino, una camminata nel verde....
Il Prosdocimi Recording è nato per questo, essere icona dell’Analog Lifestyle, coccolare il musicista.
 
Davide
Che significato ha per voi suonare dal vivo, fare concerti, oltre ovviamente a un discorso di visibilità? Com’è stata accolta finora la vostra musica in Italia e come invece all’estero? Ci sono cioè differenze e di che tipo tra pubblico italiano e non italiano?
 
TunaTones
Suonare dal vivo è forse la prima ragione per cui si intraprende un'avventura del genere, e finora il responso è stato positivo, anche se non si può non notare  una certa "ghettizzazione". Nel senso che dove ci sono locali o eventi e manifestazioni a tema fifties non è un problema suonare e farsi notare (a parte le difficoltà dovute alla crisi, che tutti ben conosciamo), se però si esce un filo dal circuito "di genere" diventa un po' più difficile superare una certa diffidenza da parte di gestori e pubblico. E questo vale per tutti i generi musicali, eh. Tendono un po' ad esserci tante "nicchie" differenti e un po' isolate fra loro e pochi locali capaci di offrire una programmazione diversificata... anche se ogni tanto se ne trovano, per fortuna.
 
Davide
È rockabilly in verità molto eclettico: è rock and roll, è blues, è bluegrass, cert … eppure sento in questi brani, pur non direttamente, una sorta di marcia nascosta e tenuta sotto controllo (ma ogni tanto anche ingranata) che potrebbe anche portare dalle parti di Belew e dei Crimson…
 
TunaTones
Ciascuno di noi ha radici musicali differenti, oltre ovviamente ad altre influenze comuni, per cui è chiaro che qualcosa finisce sempre per trasparire.
 
Davide
“Vulcano” è stato masterizzato da Ronan Chris Murphy. Qual è stato il suo peculiare apporto a questo lavoro?
 
TunaTones
Collaboro con Ronan da anni, (Mike 3rd), ci conosciamo molto bene.
Per Vulcano il suo ruolo è stato quello di Mastering Engineer.
Quando finisco i mix di un disco che produco mi sento tranquillo nell’affidarli a lui per il mastering, sa cosa voglio, non sbaglia mai.
 
Davide
Come si è evoluto Vulcano rispetto al precedente iTunas? Differenze e analogie?
 
TunaTones
Forse Vulcano è stato più studiato in termini di composizioni. iTunas proveniva da una cernita di brani già testati dal vivo e sviluppati inizialmente solo per essere proposti in concerto. Poi ovviamente la cosa è andata avanti e si è arrivati al primo disco. Per Vulcano, invece, anche se molti dei suoi brani hanno cominciato ad entrare in scaletta già durante la promozione di iTunas, ci siamo concessi il lusso, per così dire, di lavorarci più con calma. Poi ovviamente il fatto di avere un notevole affiatamento ha facilitato le cose, per cui la gestazione di ciascun brano non è mai stata troppo lunga. Sia di quelli nati ditrettamente da idee varie, in sala prove, sia di quelli che ciascuno di noi ha preparato da solo, in anticipo e che poi sono stati arrangiati assieme.
 
Davide
Anche in questa occasione avete realizzato un medley. A George Harrison in “iTunas” e a tre classici heavy metal in “Vulcano”, Hells Bells (AC/DC), Run to the hills (Iron Maiden) e Enter sandman (Metallica)… Oltretutto in chiave anche un po’ swing (anzi, swingbilly, se mi passate il termine). Perché questo omaggio in particolare e, soprattutto, perché in questa chiave? E perché inoltre la citazione di New Year’s Day degli U2 in questo medley?
 
TunaTones
I pezzi da "omaggiare" ci sono venuti in mente senza pensarci troppo, anzi è quasi partito tutto per scherzo. "Hells Bells" rivista in chiave country era qualcosa su cui si stava divertendo Mike per i fatti suoi e chiacchierando fra noi ci è venuto in mente di fare un medley di brani di matrice hard e heavy, ma stavolta di diversi artisti. La scelta delle band e dei pezzi da reinterpretare è stata operata letteralmente di getto, mentre lo stile in cui rivisitarle è stato più pensato a tavolino. Per gli AC/DC siamo partiti, appunto, dall'idea di Mike su cui già stava lavorando, mentre la scelta della matrice surf per gli Iron Maiden è venuta in mente ad Alessandro immaginandosi come il famoso intro di chitarra e basso del pezzo originale avrebbe suonato se l'avesse fatto Dick Dale. Per i Metallica abbiamo voluto esplorare un'altra "evoluzione" del rockabilly, cioè quella portata avanti dal mitico Brian Setzer con le sue poderose big band, solo che - chiaramente - per ragioni di budget non abbiamo potuto ingaggiarne una intera, ma solo un quintetto.
Circa la citazione degli U2 è "scappata" ad Alessandro finché registravamo le tracce base. Quel riff di chitarra è uscito a Mike senza pensarci ed Alessandro, che aveva il microfono della voce per comunicare in regia aperto, ha urlato "on new year's daaaay!!!". Ovviamente abbiamo dovuto fermarci per le risate generali e ripartire da capo, però abbiamo deciso di tenere ugualmente la "citazione nella citazione"!
 
Davide
Chi sono gli ospiti ai fiati?
 
TunaTones
Sono quasi tutti compagni di conservatorio di Alessandro, per cui gente con cui aveva già suonato e a cui sapeva di potersi affidare senza problemi. Sono  Yuri Argentino al sax alto, Ermanno Zuccato al tenore e Alessandro Brasola al baritono, poi Nazzareno Brischetto alla tromba e Davide Costantini al trombone basso.
 
Davide
Nel comporre, suonare e arrangiare, quando un brano è o diventa da o dei TunaTones?
 
Tuna Tones
Sempre per il discorso delle nostre diverse radici musicali, già il fatto che si scelga questa cifra stilistica quando si propone un pezzo alla band lo rende "materiale da Tunatones". Se a ciascuno di noi viene in mente o compone un brano in un altro stile completamente diverso lo riserverà sicuramente ad altri progetti, per cui quello che finisce nel calderone dei Tunatones è già selezionato, come dire.
 
Davide
Cosa farete ora?
 
TunaTones
Abbiamo una serie di concerti in giro per l'Italia, per cui per ora è principalmente promozione a tappeto!
 
Davide
It’s only rock’n’roll (but I like it)… Cos’è per voi il rock and roll?
 
TunaTones
Il figlio ribelle del blues, che poi è anche maturato e si è raffinato, ma che non ha mai perso la grinta originaria!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 

 

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 199 millisecondi