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2013
20
Mag

Intervista con Durden And The Catering

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Nota introduttiva di Marco Travaglio:
Ho conosciuto David Boriani, in arte Durden, perché un giorno mi ha scritto una mail e mi ha chiesto di poter usare la frase di un mio articolo che, lo confesso, mi ero già dimenticato di aver usato e scritto. Naturalmente ho accettato, non foss’altro che per la gratitudine di avermela ricordata. L’idea poi che entrasse in una canzone mi ha un po’ inorgoglito. Ora l’ho appena sentita, quella canzone. E presto – se avete acquistato questo album – la ascolterete anche voi. È molto bella, fin dal titolo: “Res Publica”. Non capita tutti i giorni che un giovane cantautore scriva una canzone, le metta un titolo in latino e la dedichi all’educazione civica. Meglio cosi: visto che l’educazione civica è sparita dalle scuole, almeno sopravvive nella musica. Comunque Durden, prima del mio calembour, ha infilato un verso che è ancora meglio: “La verità sempre a galla, speriamo non venga su morta.” Ecco, speriamo
 
Biografia
David Boriani,  cantante e chitarrista romano, nel novembre del 2008  fonda “Durden and The Catering” con con Emiliano Martinello alle percussioni e Paolo Gerosimi al basso e, dal 2010, con Giuseppe Levanto al piano Rhodes.
Con questa formazione, Durden porta avanti un’intensa attività live nei principali locali e manifestazioni della Capitale  (Contestaccio, Circolo degli Artisti, Lian Club, MarteLive, Disaronno Contemporary Terrace, Locanda Atlantide, etc.), guadagnandosi l’attenzione degli addetti ai lavori e di un nutrito, appassionato pubblico di estimatori tra cui il giornalista Marco Travaglio e il regista attore Edoardo Leo.
Nel maggio del 2011 esce il primo singolo autoprodotto, “Nel tuo immaginario”, videoclip realizzato dallo studio pubblicitario Arteidea Advertising Network.
Nel dicembre del 2011 Durden si classifica tra i primi quaranta finalisti di Area Sanremo con il brano “Il nostro quadro” e, nei primi mesi del 2012, ultima la lavorazione del primo EP omonimo, affidando la produzione artistica a Francesco Tosoni – Noise Symphony Art Studio (Nathalie, Makay, Tony Formichella e Chiarastella).
Durden continua ad incuriosire pubblico e addetti ai lavori guadagnando così, oltre ai diversi attestati di stima di professionisti e pubblico, risultati di grande soddisfazione come l’apertura per il concerto di Nathalie (vincitrice XFactor 2010), la prima posizione al Calvello Music Contest 2012 ed il traguardo come semifinalista al Premio De Andrè.
Il percorso artistico procede efficacemente e la band trova due nuovi elementi: Simone Massimi al basso e Roberto Pirami alla batteria.
L’attenzione verso Durden continua a crescere facendogli guadagnare l’invito a partecipare alla trasmissione in streaming web “Senza Filtro” di Stefano Mannucci aprendo il live act dei Bud Spencer Blues Explosion.
Attualmente l’EP “Il nostro quadro” è distribuito da UDU Records.
Il video del singolo “Il nostro quadro” è stato realizzato a Roma dal regista Marco Maiello  - Casa di produzione 4K.
Il I febbraio 2013 verrà pubblicato il nuovo video del brano Res Publica (regia di Luca Monetti) e sarà proiettato, in occasione della presentazione ufficiale dell’EP, al Teatro Centrale Carlsberg di Roma.
 
Tracklist: 1. Nel tuo immaginario / 2. Res Publica / 3. Il nostro quadro / 4. Ventuno Primavere / 5. La musica è finita
 
 
Davide
Ciao David. Anzitutto perché Durden è il tuo nome d’arte?
 
Durden
Ciao a te, Davide, e intanto grazie per l’interesse dimostrato al progetto dei DATC.
Il tutto, quando iniziò, fu per gioco e quindi scelsi di non presentarmi con il mio vero nome. Oggi invece mi ritrovo a fare le cose “seriamente” e con un nome difficile da ricordare! Il nome è ripreso dal personaggio di un romanzo, scritto da Chuck Palahniuk, niente di intricato o ambiguo.
 
Davide
… chi sono i The Catering, qual è la formazione attuale  che ti accompagna in questo e.p. d’esordio?
 
Durden
… i The Catering sono coloro invece che servono musica! Al principio costituita da Paolo Gerosimi (basso) ed Emiliano Martinello (percussioni), oggi i componenti sono: Giuseppe Levanto (piano rhodes), Simone Massimi (basso) e Roberto Pirami (batteria)… e ovviamente IO (ego ego ego) David Boriani, voce e chitarra. Ah!
 
Davide
Quando e come hai iniziato a suonare, quindi a scrivere canzoni?
 
Durden
Crescere con i cugini-musici più grandi è stato fondamentale! Fin dai sette anni, la musica, ho iniziato a rubarla con gli occhi. Come giusto che fosse ne rimanevo escluso dalle loro suonate, potevo solo ascoltare, ma era tempo sfruttato bene quello perché grazie a quei momenti ho imparato molte cose.
In adolescenza poi è venuta a galla la voglia di scrivere, subito diventata necessità!
 
Davide
Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato, disse una volta Pavarotti. Cosa significa per te scrivere canzoni, fare musica?
 
Durden
Se Pavarotti ha detto questo, aveva ed ha tutt’ora ragione… ovviamente aggiungerei che è una vita spesa bene se la si vive bene! Oggi fare il musicista è difficile, c’è gente che studia per vent’anni ma senza arrivare a grandi risultati perché purtroppo in Italia, nonostante il nostro sia l’illustre paese d’arte e d’artisti, non c’è una reale possibilità di lavorare stabilmente in un orchestra… figuriamoci fare il cantautore  oppure suonare in una band! 
Quindi è una vita spesa bene se la si vive e la si prende “a bene” (tipica espressione aulica romana) perché molte saranno le difficoltà e i sacrifici!
È difficile da esprimere “solo a parole”, ma scrivere e fare musica è quasi un bisogno, una mia esigenza che devo soddisfare! È una cosa naturale, non mi sono mai chiesto perché la faccio!
 
Davide
Alcuni tra i più bei versi mai scritti, secondo te, in una canzone, non necessariamente italiana?
 
Durden
Se avessi due giorni per pensarci non sarei mai sicuro di quale risposta darti!
Il problema è che ne ho tante di frasi preferite e scegliendone una inequivocabilmente ne escludo altre mille… magari molto più belle e profonde, solo che ora non me le ricordo!! Via… scelgo un brano di Johnny Cash “when a man comes around” perché ultimamente lo sto ascoltando tantissimo e qui cito: “…till armageddon no shalam, no shalom…”. Una frase bellissima, un brano al quale sembra aver collaborato anche Dio.
Davide
I tuoi cantautori preferiti?
 
Durden
…i miei ascolti più importanti sono stati Tenco, Bindi, Bertoli, Endrigo e Ciampi… invece gli artisti di oggi che più ammiro sono Bersani, Samuele eh, Fabi e Silvestri!
 
Davide
Mi è in questi giorni capitato tra le mani il primo e.p. dei Cantacronache e sul cui retro copertina è scritto “Cantacronache sperimentale… quattro autori e una cantante chiedono il vostro giudizio su quattro prime canzoni nuove”. Perché hai scelto di iniziare da un extended play invece che da un numero maggiore di canzoni?
 
Durden
Che bello, mi hai rinfrescato la memoria avendo scritto “extended play”… tendo a scordare più volte cosa voglia dire EP! Grazie! Insieme alla mia factory, Noise Symphony Art Studio, abbiamo deciso di presentarci con un numero ridotto di brani perché c’erano tutte le ragioni ovvie per farlo, il progetto era appena nato e  si parlava per l’appunto di una prima uscita! Il mercato degli emergenti è onnivoro e noi semplicemente abbiamo voluto dare solo un assaggio del nostro potenziale!
 
Davide
Quando cambiano i modi della musica, cambiano sempre con essi le leggi fondamentali dello Stato, disse Platone nel suo dialogo sulla Repubblica. Cosa ti prefiggi tu di fare e cosa ti piacerebbe cambiare con la tua musica, le tue canzoni, in un senso generale e personale, ma anche più politico, educativo e civico?
 
Durden
…e con questa citazione sono diventato minuto, misero, corto!  Responsabilizza una frase del genere, è una cosa bellissima!  Non ho grandi aspettative sul fatto che la mia musica possa cambiare qualcosa… la speranza è che possa anche solo far riflettere smuovendo coscienze, e non orientarle; mi piace allargare l’orizzonte!

Davide
Cosa volevi dire attraverso il bambino e il suo gioco con i colori e i pennelli della copertina, che ha un certo effetto vintage anni 50/60?
 
Durden
…la copertina è stata, credo, il vero problema che ha rallentato l’uscita dell’EP.
Era un’immagine che avevo in mente già da tempo ma non riuscivo a farmi fare un disegno, un bozzetto che mi piacesse! Deus ex machina: la fotografia!
La figura la vedete è un bambino di spalle intento a disegnare su di una tela; è  rapito da quello sfondo bianco e affascinato da tutti quei colori che ha intorno, per lui è tutto nuovo!
…e questo è un po’ il concetto, in musica, che ho voluto esprimere… freschezza e autenticità! Questi, come una chitarra e un palco, i miei “strumenti” per sentirmi vero, vivo! Facile come respirare no?! Alle volte mi dimentico anche di quello… respirare!
 
Davide
Un tuo pensiero su Roma?
 
Durden
È la città in cui sono cresciuto, dove ho mosso i primi passi da cantautore! Il mio pensiero è inevitabilmente melanconico!
Queste vecchie mura soffrono il peso della storia che le ha erette…
Musicalmente parlando si potrebbe fare tanto di più, si potrebbero creare le occasioni per fare più musica e meglio… senza porre troppi veti per gli spazi in utilizzo e senza che alcuni “localari” (proprietari che pensano solo a quanta gente porterà la band che suona) rovinino tutto, riducendo al nulla cosmico gli sforzi di chi campa per la musica e di musica! Se qualcosa si muove? No! “…eppur si muove-va”!
 
Davide
Caparezza ha detto che la musica non è una gara… Cosa hanno  significato per te la partecipazione a Area Sanremo e il traguardo come semifinalista al Premio De Andrè? Si può vedere la gara anche da un altro punto di vista, come cioè quello più critico (e auto-critico) di un confronto che non necessariamente “uniformi”, ma che possa far crescere l’artista?
 
Durden
Dio salvi Caparezza!! L’ho sempre pensato… “la musica non è una gara” è vero! Ogni artista ha il suo mondo, la sua peculiarità, non può esistere paragone o competizione è inutile!!
I festival mi hanno insegnato molto! come dici bene tu fanno crescere e capire tante cose. Ho trovato sì persone accanite in comparazioni, paragoni, raffronti, similitudini e somiglianze… ma anche tanti artisti veri, validi e innamorati della musica… e che soprattutto fanno bene alla musica!
 
Davide
Stai preparando un album?
 
Durden
Un certo quantitativo di brani è già pronto. Diciamo che abbiamo materiale su cui lavorare! Spero di entrare al Noise prima che inizi l’estate perché il desiderio di far sentire i brani nuovi è forte.
 
Davide
Ci puoi segnalare video e date per venirti a sentire dal vivo?
 
Durden
I video che consiglio di andare a vedere su youtube sono “Il nostro quadro” e “Res Publica”… brani ovviamente presenti nel nostro EP di esordio.
Mentre se volete venirci ad ascoltare live potete farlo il:
17 maggio - Art Core Gallery - Roma
25 maggio - Festival Internazionale della Musica – Albenga
08 giugno - Asino che Vola – Roma.
Per tutte le altre date è possibile consultare il sito internet www.durdenofficial.it
 
Davide
Che augurio faresti al nostro paese in questo momento?
 
Durden
Il mio auspicio per il nostro paese è quello che possa conseguire una cosa rara… l’unità o la  concordia oppure la solidarietà! insomma chiamiamola come ci pare, ma che sia una compattezza per un qualcosa di nuovo e non per la solita coppa del mondo… o del nonno; a buon intenditor…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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