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2013
24
Mar

Intervista con il Progetto Luna

media 5 dopo 3 voti
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Esce con Videoradio il disco d'esordio del giovane quintetto torinese: undici canzoni di rock italiano tra sfaccettature pop, elettroniche, vintage e funk in un primo album fresco a coinvolgente. Loro anche le musiche della web-fiction “G&T''

Videoradio
è lieta di presentare:
OGNI TANTO SENTO LE VOCI
Il primo album dei Progetto Luna
Videoradio
11 brani - 50 minuti
 
"Perchè la Luna? Il punto chiave è la sua grande influenza sul nostro pianeta, influenza non visibile ma dalla forza devastante. E poi ci piace ogni tanto guardare tutti dall’alto del nostro satellite per raccontare meglio ciò che vediamo e sentiamo…". Tirano in ballo la Luna i cinque ragazzi torinesi che con Ogni tanto sento le voci si presentano nel panorama rock italiano: i Progetto Luna si presentano con un convincente album d'esordio per la Videoradio di Beppe Aleo, un lavoro che mette in mostra le diverse esperienze musicali dei membri della band e le ampie sfaccettature del loro rock all'italiana. Progetto Luna nasce nel 2009 dall'incontro di musicisti dal diverso background, e proprio questo diventa il segreto del loro songwriting: "La sperimentazione e la fusione di nuovi suoni, unita alla diversa esperienza musicale dei componenti (gospel per il batterista, vintage per il chitarrista e il bassista, elettronica per il tastierista), ci porta a scrivere canzoni e musica che spaziano da un genere ad un altro, come la mente quando prende il volo con i propri pensieri". Max Paudice (chitarra e voce), Gionathan D’Orazio (batteria), Emanuele Nifosì (percussioni), Alessandro De Carne (basso) e Marco Francavilla (tastiere e programmazione) nel 2011 vincono il concorso nazionale Rockelo (Vicenza) e nel 2012 Music…Ale, grazie al quale accedono alle preselezioni per Sanremo Autori. Forti di questo consenso, i ragazzi entrano in studio e alla fine del 2012 concludono la registrazione di Ogni tanto sento le voci, pubblicato da Videoradio e distribuito nei maggiori store digitali. L'album presenta 11 canzoni che riassumono il mondo sonoro e tematico del quintetto, abile nel concentrare nel modulo pop-rock le influenze e i riferimenti di ogni singolo membro. "Max Paudice ha creato le bozze e i testi di tutti gli 11 brani, gli arrangiamenti sono stati frutto di un lavoro collettivo. I nostri pezzi parlano di vita quotidiana, di protesta contro i poteri forti, di pseudodittatori, però tutto in maniera un po’ ermetica". Titoli come Ridere di nuovoOndaFastidiosi rumori e Gioia e il solitario sono ottimi esempi di questo eclettismo, di una scrittura melodica e immediata, dietro la quale si muovono scelte sonore ampie e precise. Anche per questo i Progetto Luna sono stati scelti per le musiche della nuova web fiction G&T (diretta da Francesco D'Alessio e Matteo Rocchi), un'impossibile storia d'amore tra un ragazzo gay e uno etero
Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com
 
 
Bio
 
Il Progetto Luna nasce nel 2009 (“nella parte oscura del nostro satellite”) da un'idea di Max Paudice e Marco Francavilla, proponendosi come rock band di musica italiana inedita. L’idea si concretizza dopo aver conosciuto in una tournèe gospel il batterista Gionatan D’Orazio e dopo aver inserito il bassista Alessandro De Carne. Ogni membro della band ha avuto diverse collaborazioni: citiamo Righeira, Plastick Flowers, Maac, Mistica, Anthony Morgan, Skorie e Latin Funk.
 
La sperimentazione e la fusione di nuovi suoni, unite alla diversa esperienza musicale dei componenti, portano il gruppo a scrivere canzoni e musica ispirate allo spazio e non solo. Il punto chiave è la grande influenza della Luna sul nostro pianeta, culla delle esperienze quotidiane della vita che la band torinese cerca di raccontare ed esprimere. Nei concerti i Progetto Luna scelgono la strada “multimediale”: video, effetti sonori, coreografie in caso di esibizioni teatrali, tutto accompagnato da un sano groove rock in uno spettacolo influenzato dal viaggio psichedelico.
 
Progetto Luna:
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Progetto Luna… La luna ha innumerevoli significati simbolici e ambivalenti, perché in rapporto sia con la vita, sia con la morte: la luna, infatti, ciclicamente muore e rinasce, come in un eterno ritorno.  E fin dall'antichità la gente credeva che il nostro vecchio e caro satellite d’argento, associato per altro alla potenza dei fantasmi, influisse sulla follia (anche il titolo, “A volte sento le voci”, alla follia allucinatoria un po’ rimanda). Perché questo nome, come rappresenta il vostro progetto?
 
Progetto Luna
Caro Davide, ci fa molto piacere che la tua prima domanda articolata ed intelligente sia un input per provare a descrivere il nostro “essere” e quello che vogliamo esprimere e comunicare.
La Luna influenza la nostra vita e il nostro pianeta, che noi lo vogliamo o no.
Non c'è cosa al mondo più sbalorditiva della visione della Luna piena.
Temporanee periodiche pazzie, la necessità di ricercare metamorfosi stilistiche o a volte addirittura concettuali, sono i trait d’union tra la nostra concezione di produzione artistica ed il potere della luna sulla totalità delle cose.
Come avrai capito abbiamo fuso un progetto musicale con il satellite che più ci affascina e influenza, da qui nasce il ”PROGETTO LUNA”.
 
Davide
Progettare, dal latino “gettare avanti”. Cosa avete gettato, proiettato avanti, qual è l’anima del vostro progetto artistico e quali sono i vostri obiettivi?
 
Progetto Luna
Ci piace progettare, vedi il nostro modo di scrivere è proprio questo. Un progetto è come un disegno, tutto ciò che nasce intorno ha un senso ed è vero, le idee arrivano subito e ogni volta che entri in questo “cantiere” riesci sempre a renderlo più dettagliato e maestoso, perché il vero obbiettivo di tutti noi e raccontare cosa siamo, dove andiamo e che cosa resta del nostro passato esorcizzandolo ironicamente per vivere un futuro diverso.
 
Davide
Icona del boom economico italiano: perché avete scelto in copertina una Fiat 600?
 
Progetto Luna
hahaha
…scusa se rido, ma in realtà quella macchina era nel garage del nostro batterista e ci sembrava il mezzo di trasporto più adatto in nostra dotazione per raggiungere la Luna. In fondo non serve la NASA per raggiungere i propri sogni, ma emozioni e fantasia.
 
Davide
Qual è il fil rouge, nei contenuti come nella musica e nel suono, di questo vostro disco d’esordio?
 
Progetto Luna
Sono undici canzoni, la maggior parte scritte in pochissimo tempo.
Ciò che lega tutto è una sottilissima ironia.
Il titolo dell'album: “Ogni tanto sento le voci”, potrebbe far pensare a visioni mistiche, contatti ultraterreni, fantasmi. In realtà rispecchia la visione ironica con cui affrontiamo la vita quotidiana.
La canzone che dà il nome all'album è frutto di  un esperimento. La maggior parte delle persone, nell’ascolto, associa la voce nel brano a Hitler anziché a Chaplin (tributo al mitico film “Il grande dittatore”). Ci siamo diverti tantissimo nello scoprire e stimolare vari meccanismi della mente umana, capace di auto-contaminarsi tramite associazioni d’idee, emozioni, preconcetti companatici di deliri elettro-rock. “Voci” sono le opinioni che “ogni tanto” le persone hanno. Tutto ciò è molto interessante.
 
Davide
Torino ha un suono, una voce? Come lo/la descrivereste? Com’è il vostro rapporto umano e artistico con questa grande e complessa città?
 
Progetto Luna
Il ruolo di Torino è stato fondamentale per noi. Sicuramente il nostro sound ne fa parte, ed ha radici che affondano nei quartieri popolari dove siamo vissuti.
È una città che offre molto, ma sicuramente non abbiamo trovato molte porte aperte dall’Augusta Taurinorum, e tutto quello che abbiamo conquistato l'abbiamo avuto fuori dalle porte Palatine.
 
Davide
Beppe Aleo, negli anni Settanta, già batterista ne Il Sigillo di Horus e ne I Signori della Galassia, oggi un grande produttore… Come descrivereste il suo apporto?
 
Progetto Luna
Diciamo che in questo primo lavoro, Beppe, ci ha dato piena fiducia e non ha mai voluto alterare le nostre idee e la nostra musica... carta bianca e via!
 
Davide
Ho letto che amate il sound vintage. Carlo Meo, nel suo libro “Vintage Marketing”, parla del passato usato come strumento di ricerca della propria individualità in un contesto post-moderno (e smarrente, aggiungerei io) di iper-offerta, globalizzazione e pluralizzazione culturale. Il vintage diventa allora uno strumento di esplorazione che permette di allontanarsi dai linguaggi ingannevoli e superficiali della moda e del mainstream per andare alla ricerca di stili (e suoni) che esprimono valori riconosciuti come più autentici. Cos’è per voi?
 
Progetto Luna
Crediamo che l'unione di passato e futuro sia un’arma vincente.
Effettivamente sei riuscito a mostrarci un mondo dietro alla parola “vintage” del quale non pensavamo esistesse “forma”... aahahaha
Sicuramente i suoni sono importantissimi per noi e li curiamo molto. Il “vintage” non rappresenta una moda. Ma i suoni delle valvole, di pedalini effetto anni 70, Leslie, Rhodes, il feticismo della manopola… perché farne a meno?
DIGITALE e ANALOGICO... WOW!
 
Davide
Mi piace pensare la musica come una scienza emozionale, disse Gershwin. Cos’è per voi e a cosa serve la musica?
 
Progetto Luna
Riuscire a trasmettere emozioni donate da ricordi, racconti, episodi di vita, amori, dolori e tutto ciò che rende onirica oltre che magnifica la vita, e di viverle insieme con la musica.
Il messaggio trasmesso da una musica non necessita parafrasi. Non si limita alla sola percezione di vibrazioni. Dal momento in cui un colpo di cassa smuove lo stomaco o una frequenza tagliente graffia la pelle ci si rivela anche un’esperienza tattile. Confusione, divagazione, sinestesia.
 
Davide
Generi e gusti musicali di origine diversi per ciascuno di voi: in cosa vi sentite e ritrovate artisticamente più affini?
 
Progetto Luna
L'improvvisazione occupa molto del nostro tempo sia in prova sia nella fase live, ci piace farla, ci accomuna ed il fatto di amare stili diversi ci aiuta a interpretare tutti i risvolti della musica. Direi che questo ci rende più forti e preparati.
 
Davide
Cosa pensate del fatto che nel 2013 ci si ispiri ancora in tanti (e forse un po’ tutti, direttamente o indirettamente), alla musica degli anni ’70?
 
Progetto Luna
Be' in fondo negli anni 70 ci si ispirava al blues, no?
L'evoluzione musicale va avanti da secoli e non siamo d'accordo sul fatto che l’ispirazione vera possa essere inchiodata ad un’era in particolare. Tutti si sono ispirati a qualcuno o qualcosa, anche Mozart, wow... Mozart un grande! Scusate… hihi.
Il “Progetto Luna” è nato proprio su queste basi, libertà artistica senza limitazioni, tutto è suonato e raccontato senza linee da seguire.
Oggi siamo blues, domani siamo jazz, ieri eravamo Heavy metal? Ma perchè ci si  vuole etichettare?
Ci fa sorridere il fatto che alcuni recensori ci considerino acerbi,  in cerca di una direzione perché non abbiamo un genere musicale definito.
I Progetto Luna sono questo e lo saranno per sempre (finché non cambieranno idea ihihihih!).
 
Davide
I vostri pezzi parlano di vita quotidiana, di protesta contro i poteri forti, di pseudodittatori, però tutto in maniera un po’ ermetica. Sul piano letterario il termine ermetismo indica una poesia dal carattere chiuso e di difficile interpretazione. Cosa vuol dire per voi non dire sempre tutto chiaramente o in un modo facilmente comprensibile?
 
Progetto Luna
Abbiamo sempre odiato i testi “leggeri”, ci piace scrivere con l’obiettivo di mettere in gioco l’inconscio di chi li ascolterà. L’apparente passività dell’ascolto si trasforma in attiva riflessione.
Abbiamo notato che ognuna delle persone che ascoltano le nostre canzoni ha un approccio molto personale nell’interpretazione del testo. Il racconto in prima persona ha un forte impatto: è in grado di proiettare l’ascoltatore in una realtà diversa dalla propria e, proprio perché i testi sono così ermetici, consente una visione ed un’interpretazione soggettiva.
 
Davide
Come siete arrivati alla web fiction G&T e a farne le musiche? Prima non ne sapevo l’esistenza e ho trovato che si tratta di un progetto davvero interessante. Potete presentarlo ai nostri lettori?
 
Progetto Luna
Guarda, Francesco d'Alessio, entusiasta e innamorato del nostro disco, ci ha contattati, ci ha fatto una proposta e noi abbiamo accettato.
Siamo sempre molto ben disposti alle collaborazioni.
 
Davide
Potete descriverci un vostro concerto multimediale? Ci sono date prossime per venirvi a vedere e ascoltare?
 
Progetto Luna
L'obiettivo live è sempre stato usare video e immagini per rappresentare al massimo le nostre canzoni.
Siamo convinti che l'utilizzo di video sincronizzati, immagini, effetti surround debbano avvolgere il pubblico... ovviamente anche noi sul palco dobbiamo fare altrettanto.
 
Davide
Cosa succederà a seguire?
 
Progetto Luna
Sicuramente non ci lasceremo mai, siamo prima di tutto amici.
Il resto è noia!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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