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2013
17
Mar

Intervista con Antonio Russo

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“AL MOSTRO”

esce il 16 marzo il nuovo album di
ANTUNZMASK

 
Esce il 16 marzo “Al mostro”, nuovo album di Antunzmask, nome d’arte dietro cui si cela il cantautore Antonio Russo.
“Al mostro” è un concentrato di folk, grunge, blues, psichedelia con in testa i Nirvana, la Swinging London e la Summer of Love, il lo-fi di Bugo e il cantautorato dei The Zen Circus, il tutto condito da una forte verve punk.
 
“AL MOSTRO” COMMENTATO DA ANTUNZMASK
Inizialmente l’album doveva chiamarsi “Farsi male in un normale tempo”, ma non mi andava di dare un titolo così lungo, e così l’ho lasciato dedicandolo “Al mostro”.
“Al mostro” parla dell’incomunicabilità che incombe, giorno dopo giorno, su tutte le nostre ambizioni nel sopravvivere all’alba del 2013; parla di quanto, tutti quanti noi, siamo delle pedine nelle mani dello stato, del governo, della religione, del “mostro”, al quale non possiamo fare a meno di brindare, insieme a lui, anche se ci fa male, ci uccide, ci opprime, ci tassa.
La parabola della crisi che ci sta, “ma dai MONTI dicono che è tutto a posto”, e noi continuiamo a vivere tranquillamente le nostre vite, spendendo i nostri soldi, continuando a divertirci e facendo finta che è tutto a posto.
Il mostro è sempre in mezzo a noi: ci mangia mentre continuiamo a vivere, è nelle strade, nella droga, nella corruzione, nel gioco, nel rischio. E noi alimentiamo la sua fame assassina omicida insaziabile.
E le tematiche di questa “sfida” nei confronti di noi stessi sono tante, come la rassegnazione (“Eroi in azione”), il sesso (“I dadi”), il nichilismo politico (“Un brindisi”), il vizio (“The housepainter”, che parla di un giocatore d’azzardo), il sogno  (“Danubio blue”).
Anche musicalmente l’album è abbastanza vario. Rispetto a “Zero programmi in questione”, dove le atmosfere folk-acustiche facevano da cornice, in “Al mostro” c’è un misto di tutti i miei generi preferiti: dal punk al folk irlandese, dalle distorsioni grunge alle atmosfere acustiche da viaggio “on the road” fino al blues acido hendrixiano (“Campari & gin”), questo sia per portare l’ascoltatore in un micromondo totalmente diverso dal normale, sia perché a me piace sperimentare qualsiasi cosa.
È stato registrato nel mio garage, dove vivo, a Santa Maria di Castellabate, con un PC fisso Windows XP e un normale microfono per PC, fra la fine di giugno e l’inizio di ottobre. Ho registrato e suonato tutti gli strumenti, in presa diretta, senza l’utilizzo di mixer o scheda audio, tranne in un due brani (“Le strade buie di Pastena” e “The housepainter”), dove Raffaele Ianni, un giovane musicista di Santa Maria, ha suonato chitarra acustica e armonica. Quindi è stata una registrazione a costo zero. Se la pazienza costasse avrei speso un patrimonio, perciò mi sono preso tutto il tempo possibile.
L’impossibilità di avere risposte da etichette (seppure contattate), mi ha portato ancora una volta alla via dell’autoproduzione estrema. Stampiamo i CD in un seminterrato a Castel San Giorgio, dal mio amico Giulio, e li vendiamo ai concerti, oppure on-line.
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Antonio. Come hai iniziato a fare musica e qual è stata la tua formazione?
 
Antonio
Un pò come tutti ho iniziato con il punk, nel 2001 quando mi fu regalata la chitarra elettrica (che ancora oggi uso dal vivo), dal 2003 al 2008 suono e canto con Arakìdi, un trio punk/grunge, ma dal 2004 inizio anche la strada del cantautorato sulle orme di Nick Drake, Syd Barrett e Bugo. Nel 2009 la consacrazione ufficiale, mi dedico pienamente al mio progetto solista iniziando a suonare dal vivo, sia da solo sia accompagnato dalla band. Divido i palchi con gruppi amici come Yes Daddy yes,..A toys orchestra, U Papun, ma anche con artisti di calibro diverso, come il concerto insieme a Rocco Papaleo nel teatro dell'università di Salerno. Suono alle semifinali dal vivo a Torino per il Premio Buscaglione dove vengo scartato insieme a colui che sarà il mio cantautore contemporaneo preferito: Enrico Farnedi. Pubblico il mio primo lavoro ufficiale nel gennaio 2012 "zero programmi in questione", nell'estate dello stesso anno oltre a fare concerti in giro per la regione mi chiudo nel garage a registrare "al mostro" che ho pubblicato ieri, 16 marzo.
 
Davide
Qual è il tuo processo creativo e che significato ha per te fare musica, scrivere canzoni?
 
Antonio
Un sfogo, cacciare via tutta la rabbia, non tenersi niente dentro, perchè prima o poi uno esplode, e sono meglio piccole esplosioni immediate secche, che una grande esplosione finale. In un mio pezzo dico "scrivo per coprire il bianco dei fogli", ed è vero. Il vuoto è una sensazione di malessere, le pagine bianche di un diario sono frutto di abbandono mentale e fisico, frutto di rassegnazione, perciò io cerco di scrivere sempre, dalle canzoni, ai racconti interminati, spesso dipingo.
 
Davide
Perché Antunzmask?
 
Antonio
(la domanda da 1 milione di dollari) gita di terza media, un linguaggio inventato fatto di parolacce dove Antunzmask voleva significare "antonio è una testa di cazzo"
 
Davide
Hai scritto che hai contattato diverse etichette, le quali però non hanno risposto. Cosa ne pensi di conseguenza?
 
Antonio
Penso che nel 2013 la musica può girare tranquillamente senza un'etichetta importante, indipendente che sia. Oramai per televisione vediamo sempre gli stessi stronzi e ce ne rompiamo i coglioni, poi c'è internet, che è stato un odio et amo, bandcamp, youtube, tu ascolti, se ti piace apprezzi, condividi e ti compri il disco, ai concerti, per posta, in un modo o nell'altro. I negozi di dischi sono sempre più vuoti, non si ascolta più un album dall'inizio alla fine, si sentono "i pezzi" sull'mp3. Non so più cosa dire a riguardo. Non mi classifico Indie, perchè i gruppi indie li trovi alla Feltrinelli a 15 euro e 90 a cd.
 
Davide
Al Museo della Comunicazione di Berna, nel 2012, ha avuto luogo la mostra “Comunicare nuoce”. L’idea è stata quella aiutare i visitatori ad affrontare i rischi dell’ipercomunicazione e capire se sono “drogati” di sms, email, twitter, facebook e così via. L’incomunicabilità di oggi può dipendere, secondo te, dalla troppa comunicazione o da cosa?
 
Antonio
Il fallimento della comunicazione è quando un messaggio non riesce ad arrivare al proprio destinatario, ma non mi riferisco come messaggio di testo, virtuale o amanuense, il concetto di messaggio, l'emotività nel comunicare con qualcuno in maniera diretta sta morendo. Twitter, facebook, si possono essere utili in ambito di propaganda per un artista, ma ora ti fai i cazzi di tutti, pure di gente che non conosci. Una volta era venerdì o giovedì sera, ero sceso a farmi una passeggiata per mercato a San Severino (SA) e le strade erano vuote, i bar vuoti. Dove cazzo sono tutti quanti? A mettere mi piace, e a postare le foto della nuova borsa comprata o del nuovo taglio. Qui fallisce la comunicazione. Che angoscia
 
Davide
I poeti cercano l'ispirazione lontano, mentre essa è nel cuore (Alphonse de Lamartine). Tu come cerchi l’ispirazione o come l’ispirazione ti trova? Ma, ancor prima, cos’è per te l’ispirazione?
 
Antonio
L'ispirazione arriva quando meno te lo aspetti, puoi essere ispirato da molte cose, dalla natura, dal cielo, da situazioni determinate che stai vivendo, ma non puoi decidere tu di fare qualcosa sotto ispirazione, quando arriva, arriva. Così come quando ti ubriachi e vomiti, se ti sforzi è peggio, soffri e fai un lavoro malamente. Ma quando arriva il conato improvviso dal nulla e rigetti tutto, tanto si che ti senti bene. Questa è l'ispirazione
 
Davide
Ti sei mai svegliato con una melodia o una frase, un concetto che hai costruito nel sogno per farne quindi una canzone? E, soprattutto, qual è il sogno di Antonzmask?
 
Antonio
Ultimamente ho sognato che i titoli delle tracce del mio album erano diversi da come sono normalmente, e l'ultima traccia si chiamava "il mio turno". Di solito mi sveglio rassegnato o con la tachicardia e scrivo deliri di getto, come è successo per il brano "secco". Sogno molto, un sacco di cose mi rimangono dentro, sono suoni difficili da estrapolare, visto che ultimamente la notte non mi addormento, collasso direttamente. Il mio sogno? Evitare il club 27, fare un featuring con i Pogues, e una mega band con Gianni degli yes daddy yes alle tastiere e synt, Raffaele dei toys al basso, Nicola Manzan (alias Bologna Violenta) ai rumori
 
Davide
Che musicisti o gruppi ti sono serviti d'esempio? Hai alcune canzoni chiave nella tua vita?
 
Antonio
Senza dubbio i Nirvana, i Pogues e molti altri ancora. La canzone chiave della mia vita penso che sia God save the queen dei Sex Pistols. E ovviamente debbo molto a Bugo e Syd Barrett, che mi hanno imparato a registrare autonomamente. Un piccolo pensiero anche al compianto di recente Kevin Ayers
 
Davide
Che tipo di musica invece detesti?
 
Antonio
L'indie estremo, tipo i gruppi con quei nomi lunghissimi, o quei gruppi no new wave che non sai se fanno pop, dance o che cazzo vogliono loro. E alla gente piacciono. Io li odio tutti
 
Davide
Perché questo lavoro lo hai fatto tutto da solo, o quasi?
 
Antonio
Ho registrato e assemblato tutto, tranne in due pezzi dove un giovane musicista di S. Maria ha suonato chitarra e batteria
 
Davide
Anche se ne hai già scritto esaurientemente, torniamo per un momento al “mostro”. Monstrum indicava ai romani un segno divino, un prodigio, e deriva dal tema di monere: avvisare, ammonire: insomma, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario. Qual è il tuo avvertimento/ammonimento?
 
Antonio
Rischiate se volete rischiare, le conseguenze dei vostri rischi o dei vostri vizi, a volte possono portare bene, altre male. Siete padroni delle vostre vite e non dovete dar conto a nessuno, se Dio esiste e ha dato il libero arbitrio spetta a voi giocarci su. Però voglio citare i CCCP "la libertà è una forma di disciplina"
 
Davide
Come fare per avere il cd?
 
Antonio
Scrivermi ad antunzmask@hotmail.com oppure ai miei concerti
 
Davide
Cosa c’è a seguire?
 
Antonio
In regalo col cd un segna libro con frasi di canzoni firmate Al Mostro, che potete pure usare per farci i flitri alle canne.
 
Davide
Grazie e à suivre.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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