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2013
11
Gen

Distanze - Alberto Pellai

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La prima cosa che colpisce di questo libro è sicuramente il formato con cui si presenta agli occhi del lettore: la dimensione e la forma sono quelle di una piccola agenda – taccuino, con tanto di elastico che tiene unite le pagine del volumetto.
Possiamo dire subito fra l’altro, che la terza parte del libro, in effetti, è proprio un taccuino che presenta alcune immagini dell’illustratrice di questa opera, Cristina Picciolini, con tante pagine rigate vuote in cui il lettore stesso è chiamato a mettere le proprie suggestioni e le proprie impressioni, proprio come se il libro appunto diventasse un libretto d'appunti in cui raccontarsi e rielaborare le informazioni che lo stesso autore delle prime due parti suggerisce a partire dalla sua esperienza.
Il tema del libro è sicuramente uno dei più importanti mondi da esplorare nel vissuto psicologico di ogni persona: l’autore, Alberto Pellai, già autore di tanti libri per la casa editrice Erickson, infatti descrive il rapporto con il padre, che sicuramente, come ha permesso di notare il mondo della psicanalisi già da Freud in poi, rappresenta una di quelle relazioni centrali per costruire la nostra identità.
Pellai con le sue grandi capacità narrative, basta ricordare i tanti racconti per bambini pubblicati, in questo testo si rivolge al mondo degli adulti; utilizzando il metodo della narrativa psicologicamente orientata (NPO), attraverso un racconto di un rapporto fra padre e figlio vuole introdurre il lettore a ripensare al rapporto paterno. Vengono così  descritte le sue dinamiche, che segnano profondamente la nostra interiorità nei sui diversi aspetti che i paragrafi sviscerano passando per gli elementi anche negativi della rabbia, della paura, per approdare a un rapporto maturo segnato dal perdono e dall’accoglienza positiva della relazione paterna.
Il testo è diviso in tre parti: la prima parte è un’introduzione in cui l’autore raccoglie alcune considerazioni generali sul rapporto tra padri e figli; in questa parte vengono fatte emergere le luci e le ombre del rapporto paterno, segnato da difficoltà, incomprensioni, a volte competizioni e distacchi. La maturità psicologica si raggiunge quando siamo capaci di affrontare con consapevolezza il rapporto con il nostro passato e sappiamo anche riconciliarci con le ombre di cui inevitabilmente esso è segnato nel cammino di ciascuno di noi.
Nella seconda parte, l’autore racconta in modo autobiografico il proprio vissuto in otto paragrafi che rappresentano il percorso di riconciliazione con la figura paterna; l’originalità di questa parte consiste che essa è accompagnata da alcune raffigurazioni da cui l’autore è partito dell’artista Cristina Picciolini; Pellai sottolinea come queste raffigurazioni, per lo più di tipo evocativo, siano stati per lui il punto di partenza per la stesura del libro. Il libro, quindi, non nasce prima delle immagini, che in questo caso sarebbero servite solo da “cornice narrativa”, ma nasce dalle immagini che l’autore ha ricevuto, meditato e da cui si è lasciato condurre per parlare della sua esperienza.
Proprio per questo valore evocativo delle immagini e nello stile della scrittura psicologicamente orientata, la terza parte del libro fa “entrare in scena” il lettore a cui vengono affidate in effetti le immagini stesse per potere esprimere qualcosa di personale, che tocchi chi legge nella profondità delle proprie riflessioni.
In generale il testo di Pellai si presenta con molte caratteristiche originali: lo scopo di questo volume che è la riflessione sul rapporto paterno, non si esaurisce in un racconto o in una riflessione dell’autore, ma lascia lo spazio al lettore, lo invita a lasciarsi condurre dalle immagini per parlare di sé, lo porta a usare la scrittura come un metodo per auto-esplorarsi e tirare fuori le considerazioni che riguardano il rapporto così importante con il proprio padre e, in generale, con il proprio passato.
Questi aspetti innovativi rendono sicuramente il testo come un interessante lavoro che può riguardare un vasto pubblico di giovani e di adulti; lo stile della scrittura psicologicamente orientata e l’uso delle immagini si presenta come un modo interessante per trattare di questo argomento così importante e come una tecnica coinvolgente per chi vuole farsi una idea di un percorso di scrittura per conoscersi meglio.
 

 

 
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:: Luca Giorgini

Luca Giorgini lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Nel suo percorso formativo ha conseguito la laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”, il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.


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