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2012
2
Dic

Area, Live 2012

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Lo storico gruppo rock ritorna con un nuovo album pieno di memoria e riflessione
http://www.ilgiorno.it/spettacoli/2012/11/20/804865/images/1610598-area_live2012_copertina_low.jpg
 
Nessun revival. Riccardo Bertoncelli, moderatore della serata, vuole metterlo in chiaro subito. Quella sera alla Feltrinelli di Milano in Piazza Piemonte non ci sarà nessun revival sui tempi andati  sarà un’interessante occasione per approfondire le onde del presente insieme agli Area e alla loro musica. L’ormai storico gruppo rock progressive, o meglio dire, di “musica totale” (giusto per citare Bertoncelli) si è riunito il 20 novembre per presentare l’ultima raccolta di esibizioni dal vivo del 2012  intitolata appunto ‘live-2012’, a cui segue un mini-concerto. L’esecuzione dei brani è catartica, prende tutti gli spettatori immersi in suggestioni vecchie e nuove, in ricordi, in speranze e, perché no, in sogni. Il basso di Ares Tavolazzi, le tastiere di  Patrizio Fariselli, le percussioni di Walter Paoli scuotono gli animi, ma è la chitarra di Paolo Tofani a farli volteggiare. La scaletta segue una linea storico-cronologica: le improvvisazioni jazzistiche de La mela di Odessa trascinano gli ascoltatori ad unire i loro battiti in un ritmo blues e il ritmo serrato e stringente di Cometa rossa porta ad una elevazione energetica. Ma il mini-concerto si sublima con la mitica Luglio, agosto, settembre nero scritta nel 1972 in solidarietà del popolo Palestinese, tematica purtroppo ancora attuale. Patrizio Fariselli esorta la platea  ad introdurre la canzone con il tintinnìo del proprio mazzo di chiavi, simbolo delle “chiavi di casa” (abbandonata in seguito alle persecuzioni israeliane) dei profughi palestinesi. La canzone emette un fragore di guerra a cui l’unica reazione possibile è il rimanere attoniti e inchiodati alle proprie sedie. Dopo l’esibizione rimane giusto il tempo per i saluti e lo scambio degli autografi, momento adatto a ricongiungersi con i propri idoli. Della serata, oltre alla musica, restano scolpite nella memoria le parole di Paolo Tofani, di religione Hare Krishna, storico chitarrista dedito a sperimentazioni musicali di ogni tipo: “La tranquillità rende trascendenti ed è anche sinonimo di gentilezza e umiltà. Bisogna cercare di rimanere il più possibile tranquilli per poter diventare tolleranti e sapere così osservare e ascoltare”.
 
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